EDIBLE REVERIES: il design incontra la pasta in un viaggio multisensoriale firmato Studio Yellowdot
Dal 21 al 26 aprile, via Melzo 34 si trasforma in un palcoscenico di creatività e innovazione grazie a ARTISIA, la prima pasta al mondo stampata in 3D, e allo Studio Yellowdot. Con l’installazione EDIBLE REVERIES, la Milano Design Week si arricchisce di un progetto che supera il confine tra cibo e design, trasformando la pasta in esperienza visiva, tattile e gustativa, dove ogni dettaglio è studiato per stimolare i sensi e la percezione del visitatore.
EDIBLE REVERIES non è solo una mostra: è un’esperienza immersiva e concettuale, un invito a esplorare la materia culinaria come linguaggio formale, architettonico e sensoriale. Qui la tecnologia incontra la tradizione, il digitale dialoga con l’artigianato e la creatività si nutre di precisione e poesia, rendendo ogni gesto — dall’osservazione alla degustazione — parte di un racconto più ampio.
ARTISIA: tra innovazione, artigianalità e microarchitettura commestibile
ARTISIA nasce dall’intuizione di Barilla e dalla volontà di portare la pasta oltre i confini della tradizione italiana. Ogni formato parte da un algoritmo digitale, modellato a mano con acqua e semola, e infine trasformato in microarchitettura stampata in 3D. Il risultato è una pasta che non è più solo cibo, ma un oggetto tridimensionale da osservare, toccare e gustare, dove la forma diventa narrazione e la geometria dialoga con la memoria sensoriale del consumatore.
Le collezioni di ARTISIA si ispirano alla bellezza organica del mondo naturale — fiori, stelle, animali marini, frutti e vegetali — e alla purezza della geometria, generando forme che spaziano dall’eleganza classica dell’anfora a oggetti quotidiani reinventati fino a simboli festivi come alberi di Natale, uova di Pasqua e cuori. Questa molteplicità di linguaggi visivi rende ogni creazione un piccolo capolavoro di design commestibile, dove estetica, tatto e gusto si fondono in un’esperienza sensoriale coerente e memorabile.
Ogni pezzo può essere cucinato in modi diversi — bollito, cotto al vapore, fritto, farcito e decorato — offrendo infinite possibilità di reinterpretazione, dai finger food agli antipasti scenografici fino a dessert poetici. La pasta diventa così un medium versatile, capace di parlare sia alla vista sia al palato, senza perdere la propria identità culturale italiana.
Studio Yellowdot: design multidisciplinare tra sensibilità artistica e tecnologia
Il concept di EDIBLE REVERIES è firmato dallo Studio Yellowdot, fondato da Dilara Kan Hon e Bodin Hon. Formatisi all’Istituto Europeo di Design di Milano, i due designer uniscono la sensibilità artistica e l’attenzione al dettaglio di Dilara con l’esperienza tecnologica e ingegneristica di Bodin, dando vita a progetti trasversali che spaziano dal design di prodotto all’illuminazione, dall’arredo all’installazione concettuale.
Yellowdot opera tra Hong Kong e Istanbul, collaborando con artigiani, industrie e brand internazionali, e il loro lavoro è stato esposto in contesti prestigiosi come la Triennale di Milano e l’Odunpazarı Modern Museum. Tra i riconoscimenti internazionali figurano l’ADI Compasso d’Oro International Award, il Red Dot Design Award, l’iF Product Design Award, il Japan Good Design Award e l’EDIDA ELLE Deco, attestando la capacità dello studio di coniugare ricerca estetica, innovazione tecnologica e sensibilità culturale.
Per EDIBLE REVERIES, Yellowdot interpreta la pasta 3D non solo come ingrediente, ma come gesto, esperienza e paesaggio sensoriale.
«La nostra sfida era trasformare un oggetto quotidiano in un’esperienza totale, dove il digitale incontra l’istinto e il tatto dialoga con la vista e il gusto», spiegano Dilara e Bodin.
Al Dente: quando l’arredo diventa esperienza tattile e visiva
Uno dei punti di forza dell’installazione è Al Dente, una collezione site-specific di arredi stampati in 3D che riproducono formati di pasta oversize, trasformando lo spazio in un ambiente sospeso tra gioco e contemplazione. Sedute, dormeuse e chaise longue evocano la morbidezza e la struttura della pasta, mentre superfici curve e dettagli tattili invitano il visitatore a interagire fisicamente con gli oggetti.
La produzione è affidata a LAMÁQUINA di Barcellona, azienda leader nella manifattura additiva robotica, che ha trasformato i modelli digitali in arredi concreti. La precisione della stampa 3D si combina con l’istinto umano, creando oggetti in cui design e esperienza sensoriale si incontrano. In Al Dente, il corpo è accolto con leggerezza e precisione, rendendo il gesto di sedersi un momento di pausa meditativa nella frenesia della Design Week.
Tattile: il gesto della pasta in forma limitata
Accanto ad Al Dente, Tattile è la nuova collezione di pasta in edizione limitata ideata da Studio Yellowdot, che esplora il gesto di prendere la pasta con le dita. Forme sagomate, superfici incavate e geometrie studiate guidano il tatto, trasformando un gesto quotidiano in un rituale multisensoriale. Tre varianti della collezione si combinano armoniosamente per creare micro-installazioni temporanee, che il visitatore può contemplare prima di gustare.
«Ogni pezzo nasce come algoritmo, ma il suo significato diventa reale solo quando interagiamo con esso attraverso la vista, il tatto e il gusto», spiegano i designer.
La pasta diventa così un paesaggio sensoriale: leggera, giocosa, poetica e profondamente umana.
Degustazioni gourmet e aperitivi contemporanei
Il percorso multisensoriale prosegue con le degustazioni quotidiane di ARTISIA. Gli chef propongono ricette creative a base di Spaghetto 3D, un unico filamento di 6,2 metri intrecciato fino a diventare un nido commestibile di straordinaria complessità. Queste creazioni sono accompagnate dagli aperitivi analcolici di Cantina Pizzolato, reinterpretazioni contemporanee dei grandi classici italiani, trasformando ogni degustazione in un’esperienza elegante, raffinata e alcohol-free.
Ogni boccone diventa un momento di scoperta, dove estetica e gusto si intrecciano con la tecnologia e il design, invitando il visitatore a rallentare e a percepire ogni dettaglio, dalla texture al sapore, dal movimento delle dita al ritmo della degustazione.



