Abitare il futuro: sostenibilità, accessibilità e valore sociale del progetto
Il Klimahouse Congress 2026, in programma il 30 e 31 gennaio negli spazi del MEC – Meeting & Event Center di Bolzano, si conferma come uno dei principali momenti di riflessione europea dedicati all’architettura sostenibile e alla trasformazione dell’abitare contemporaneo.
Un appuntamento che non si limita a intercettare le urgenze del presente, ma che ambisce a costruire una visione strutturata e condivisa del futuro del costruire.
Sostenibilità come scelta necessaria, non come privilegio
Al centro della nuova edizione del Congresso si colloca una questione cruciale: la sostenibilità può diventare un valore realmente accessibile o rischia di rimanere un obiettivo riservato a pochi?
In un contesto globale segnato da crisi ambientali, pressioni economiche e disuguaglianze sociali, il tema dell’abitare sostenibile si intreccia inevitabilmente con quello dell’equità e della responsabilità collettiva.
Il Congresso, organizzato da Klimahouse in collaborazione con l’Agenzia CasaClima, propone di superare l’approccio emergenziale per aprire un confronto sui modelli economici, progettuali e politici in grado di rendere la transizione ecologica concreta, scalabile e inclusiva.
Con le città che continuano a concentrare gran parte dei consumi energetici e delle emissioni, l’architettura è chiamata a misurarsi con la fattibilità economica delle soluzioni sostenibili e con il loro impatto sociale nel lungo periodo.
Una regia culturale per un dialogo trasversale
La conduzione delle due giornate è affidata a Chiara Tonelli, architetta e docente, che guiderà un confronto multidisciplinare tra otto esperti di profilo internazionale.
Il programma intreccia economia, progetto, politiche urbane e ricerca, restituendo una lettura complessa ma concreta del ruolo che l’ambiente costruito può assumere nella ridefinizione dei modelli di vita contemporanei.
Economia, progetto e valore nel tempo
La prima giornata, venerdì 30 gennaio 2026, è dedicata alla dimensione economica della sostenibilità. Il dibattito si concentra sugli strumenti necessari per sostenere la transizione ecologica, andando oltre le logiche tradizionali di investimento e interrogandosi su nuovi meccanismi capaci di tutelare i beni comuni e di generare valore diffuso.
Ampio spazio è riservato anche al tema della semplificazione progettuale come strategia per ridurre costi, consumi e dipendenza tecnologica, riaffermando il ruolo dell’architettura come dispositivo climatico e sociale. Il riuso dell’esistente, la durabilità dei materiali e la responsabilità civica del progetto diventano elementi centrali di una riflessione che guarda alla qualità nel tempo piuttosto che alla prestazione immediata.
Abitare come infrastruttura sociale
Sabato 31 gennaio il Congresso sposta l’attenzione sulla dimensione sociale dell’abitare. I contributi in programma mostrano come la sostenibilità possa diventare un motore progettuale capace di generare inclusione, benessere e identità collettiva, sia nei grandi interventi urbani sia nei sistemi di edilizia pubblica.
Dalla sperimentazione del legno come materiale strutturale per nuovi quartieri, ai modelli consolidati di housing sociale europeo, emerge una visione dell’architettura come infrastruttura civile, in grado di rispondere alle esigenze climatiche senza rinunciare alla qualità dello spazio e alla dignità dell’abitare. La rigenerazione sostenibile viene così letta come leva strategica per migliorare la vita quotidiana delle comunità, rafforzando il legame tra spazio costruito e coesione sociale.
Klimahouse Tours 2026: la sostenibilità costruita
A completare il programma del Congresso, tornano i Klimahouse Tours, in programma dal 28 al 31 gennaio 2026 in concomitanza con la fiera internazionale Klimahouse. Nati dalla collaborazione tra Klimahouse e la Fondazione Architettura Alto Adige, i tour rappresentano un’occasione privilegiata per osservare dal vivo come i principi della sostenibilità trovino applicazione concreta nei progetti realizzati.
Cinque i percorsi tematici proposti: dal restauro di edifici storici vincolati all’uso del legno locale, dalla progettazione di spazi produttivi e scolastici fino alle architetture per la vita collettiva. Un itinerario diffuso sul territorio altoatesino che coinvolge studi di architettura e realtà progettuali di primo piano, offrendo una lettura articolata e contemporanea del costruire responsabile.
Materiali, industria e cultura del progetto
All’interno della fiera Klimahouse 2026 si inserisce anche la partecipazione di Confindustria Ceramica, che porta il tema della qualità della vita e del rispetto ambientale al centro del dibattito sui materiali da costruzione. Lo stand espositivo si configura come uno spazio di confronto e divulgazione, capace di raccontare il laterizio come materiale attuale, performante e coerente con gli obiettivi della sostenibilità.
Accanto all’esposizione, un momento di approfondimento è dedicato all’evoluzione dei Criteri Ambientali Minimi in edilizia, con un focus sulle ricadute operative per progettisti e imprese. L’attenzione alla ventilazione naturale, al comfort passivo e alla resilienza climatica conferma il ruolo dei materiali tradizionali reinterpretati alla luce delle sfide contemporanee.
Un laboratorio aperto sull’abitare di domani
L’abitare contemporaneo è oggi in piena evoluzione, attraversato da trasformazioni ambientali, sociali e culturali che ne stanno ridefinendo significato, forme e priorità. In questo scenario in continuo mutamento, il Klimahouse Congress 2026si afferma come un osservatorio privilegiato, capace di intercettare e mettere in relazione le traiettorie emergenti del progetto dell’abitare.
Seguire questo appuntamento significa mantenere lo sguardo puntato su un processo in divenire: anno dopo anno, il Congresso contribuisce a delineare le nuove frontiere dell’architettura residenziale e urbana, dove il benessere delle persone e la sostenibilità ambientale non sono più obiettivi separati, ma parti di un’unica visione integrata. Una visione che oggi si nutre di ricerca sui materiali, sperimentazione tecnologica, attenzione al comfort passivo, alla qualità degli spazi e alla loro capacità di generare relazioni e inclusione.
Il Klimahouse Congress diventa così una piattaforma culturale e operativa in cui convergono saperi diversi, esperienze internazionali e responsabilità condivise. Un luogo di confronto in cui il progetto architettonico torna a svolgere un ruolo centrale come strumento di mediazione tra ambiente, economia e società, offrendo chiavi di lettura concrete per immaginare e costruire un’edilizia più consapevole, resiliente e profondamente orientata alla qualità dell’abitare di domani.


