Ethimo alla Milano Design Week 2026

Elena Salmistraro firma Loop: una nuova idea di convivialità fluida per l’outdoor

C’è una soglia sottile, quasi impercettibile, in cui il progetto smette di essere oggetto e diventa atmosfera. È in questo territorio ibrido che Ethimo costruisce la propria presenza alla Milano Design Week 2026, articolando un racconto che non si limita a presentare nuove collezioni, ma mette in scena una vera e propria visione dell’abitare contemporaneo all’aperto.

Dal 21 al 26 aprile, il brand si muove tra due poli complementari — il Salone del Mobile.Milano (Padiglione 24, stand C37) e lo spazio Milano Durini — dando forma a una narrazione diffusa, fatta di installazioni, materia e suggestioni botaniche.

Vivarium: un ecosistema progettuale

Il progetto espositivo prende il nome di Vivarium, e già nel termine si condensa un cambio di prospettiva: non più collezioni isolate, ma un sistema vivo, un ambiente in cui gli elementi dialogano secondo logiche organiche.

Qui il giardino non è rappresentato, ma evocato come condizione mentale prima ancora che fisica. Le texture naturali, le cromie terrose e la presenza vegetale costruiscono un paesaggio stratificato, dove ogni arredo si inserisce come parte di un equilibrio più ampio.

Ethimo lavora per sottrazione e sedimentazione: elimina l’idea di outdoor come semplice estensione dell’interno e lo ripensa come spazio autonomo, dotato di una propria grammatica. Una grammatica fatta di materiali che invecchiano, superfici che assorbono la luce e forme che suggeriscono posture più libere, meno codificate.

Loop: il design come organismo

All’interno di questo scenario, Loop — firmato da Elena Salmistraro — emerge come un episodio radicale. Non tanto per la sua funzione, quanto per il modo in cui la ridefinisce.

Loop non si lascia leggere immediatamente come divano. È piuttosto una configurazione spaziale, una presenza continua che si sviluppa per torsioni morbide, senza punti di origine o conclusione. La sua struttura non si mostra: è la materia stessa a generare forma, attraverso un’imbottitura tecnica che diventa architettura.

Il risultato è una seduta che sfugge alla tipologia:

  • non ha un fronte privilegiato
  • non suggerisce un orientamento univoco
  • non impone una postura

Si comporta, piuttosto, come un organismo. Le sue curve accompagnano il corpo senza costringerlo, creando micro-situazioni di relazione: ci si siede, ci si appoggia, si attraversa. Loop non organizza lo spazio in modo gerarchico, ma lo attiva, lo rende poroso.

La dimensione cromatica amplifica questa lettura. Le palette si muovono tra due poli sensoriali: da un lato i toni minerali e caldi della terra, dall’altro le vibrazioni acquatiche di verdi e azzurri. Non sono semplici varianti estetiche, ma dispositivi narrativi che collegano l’oggetto al paesaggio.

Intreccio: tecnica, memoria, costruzione

Se Loop rappresenta la tensione verso una forma libera e continua, l’altra direttrice della ricerca Ethimo guarda alla tradizione, reinterpretandola attraverso il tema dell’intreccio.

Qui il riferimento non è nostalgico, ma strutturale. L’intreccio non è applicazione decorativa: è un principio costruttivo che definisce volumi, resistenze, pieni e vuoti.

La collezione Patio, firmata dallo studio Zanellato/Bortotto, si inserisce in questo filone come un’indagine sulla tattilità e sulla percezione. Il patio, archetipo dell’architettura mediterranea, diventa il punto di partenza per costruire uno spazio raccolto, quasi introverso, dove il design lavora per creare una sensazione di protezione.

Le sedute e i tavoli sono attraversati da un pattern intrecciato che funziona su più livelli:

  • visivo, per la sua complessità grafica
  • materico, per la combinazione tra teak e corda
  • spaziale, per la capacità di definire volumi tridimensionali

Il teak naturale introduce una componente calda e stabile, mentre la corda — declinata in varianti bicolore — aggiunge ritmo e profondità. Ne nasce una collezione che alterna leggerezza e solidità, precisione artigianale e comfort diffuso.

Paesaggi domestici, scenari condivisi

Ciò che accomuna Loop e le collezioni basate sull’intreccio è una riflessione più ampia sul modo in cui viviamo gli spazi esterni. Ethimo non propone semplicemente arredi, ma costruisce scenari d’uso.

Nel contesto residenziale, questi oggetti diventano strumenti per ridefinire il tempo domestico: invitano alla sosta, rallentano i ritmi, suggeriscono una relazione più diretta con l’ambiente naturale.

Negli spazi hospitality e contract, invece, assumono una dimensione più scenografica. Loop, in particolare, agisce come fulcro visivo, capace di organizzare lo spazio senza rigidità, mentre le collezioni intrecciate costruiscono ambienti coerenti, riconoscibili, ma mai invasivi.

Oltre l’oggetto: una cultura dell’abitare

Alla Milano Design Week 2026, Ethimo evita la retorica della novità fine a sé stessa e sceglie una strada più complessa: quella della continuità tra progetto, paesaggio e comportamento umano.

Vivarium, Loop, l’intreccio — tre livelli diversi di uno stesso discorso — convergono in una visione precisa: l’outdoor come spazio relazionale, aperto, in costante trasformazione.

Non c’è un punto fermo, ma una serie di traiettorie che si incrociano. Come in un intreccio. Come in un loop.

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