Il tempo come materia del progetto: INTERDEPENDENCE – dialoghi tra passato, presente e futuro
Per il terzo anno consecutivo, il Sistema Design del Politecnico di Milano ritorna con la sua installazione più attesa: INTERDEPENDENCE alla Milano Design Week 2026.
Dopo aver esplorato le relazioni e le connessioni con INTERDEPENDENCE: designing relationships (2024) e aver indagato le tensioni tra polarità opposte con INTERDEPENDENCE: exploring opposites (2025), quest’anno il progetto si concentra sulla dimensione più elusiva e fondamentale del design: il tempo.
Con INTERDEPENDENCE: past, present, future, il Politecnico invita a riflettere su come passato, presente e futuro si intreccino e influenzino reciprocamente nei processi progettuali.
Tre location, un unico filo temporale
Per il 2026, l’esperienza di INTERDEPENDENCE si sviluppa attraverso tre location emblematiche:
- Open Day di Ateneo 2026 – Campus Leonardo (28 marzo 2026)
Un’anteprima esclusiva che accoglie una selezione di progetti realizzati dagli studenti dei corsi di Laurea Magistrale della Scuola del Design del Politecnico di Milano. Qui, il dialogo tra memoria e innovazione prende forma tra tavoli, installazioni e prototipi, dando vita a un racconto intimo e collettivo della creatività contemporanea. - Fabbrica del Vapore – Spazio Messina (17-26 aprile 2026)
Il cuore pulsante di INTERDEPENDENCE: una mostra internazionale che riunisce studenti del Politecnico di Milano e scuole partner selezionate con cura. Tra installazioni immersive, modelli 3D e video, lo spettatore è invitato a vivere un percorso sensoriale e concettuale che attraversa epoche e orizzonti futuri. - SaloneSatellite – Rho Fiera Milano (21-26 aprile 2026)
La vetrina finale dei progetti più significativi della Scuola del Design, dove il dialogo tra sperimentazione, ricerca e industria si concretizza in oggetti, sistemi e narrazioni progettuali capaci di interrogare la contemporaneità e anticipare nuovi scenari.
I progetti saranno presentati attraverso immagini, testi, prototipi e video, creando una narrativa che unisce rigore accademico e immaginazione visionaria.
Un tema centrale: il tempo come tessuto progettuale
Oggi più che mai, design e tempo sono intimamente legati. Tra nostalgia e innovazione, memoria e anticipazione, ogni progetto si muove lungo linee temporali interdipendenti. INTERDEPENDENCE 2026 invita a riflettere su tre domande fondamentali:
- Come il design può dialogare con il passato per affrontare sfide presenti e future?
- In che modo il progetto può plasmare futuri che sfidano o rafforzano le nostre visioni attuali?
- Come coesistono, si scontrano o si rafforzano tra loro le diverse temporalità nei processi progettuali e nei risultati?
Questa prospettiva trova forma attraverso dieci domini tematici che rappresentano le “forze” in evoluzione nel tempo: capacità, emozioni, luoghi, paradigmi, comunità, istituzioni, infrastrutture, cura, giustizia e strumenti. Ciascun progetto può esplorare uno o più di questi domini, offrendo riflessioni e proposte su come il design risponde al mutare delle condizioni sociali, culturali e tecnologiche.
Ad esempio, il dominio Capacità indaga come le competenze umane si trasformano nel tempo, recuperando mestieri dimenticati o reinventando abilità attraverso nuove tecnologie.
Emozioni esplora il rapporto tra memoria, desideri contemporanei e sensibilità future, mentre Luoghi riflette sulla stratificazione e trasformazione degli spazi. Paradigmie Comunità interrogano continuità e innovazione culturale, e Cura e Giustizia affrontano le trasformazioni etiche e sociali necessarie per un futuro sostenibile.
Infine, Strumenti e Infrastrutture mostrano come ciò che costruiamo e utilizziamo oggi plasmi la nostra capacità di agire domani.
Una call internazionale e selettiva
I progetti esposti nascono dalla Call for Projects di INTERDEPENDENCE: past, present, future. Una commissione dedicata ha selezionato i lavori più significativi, valutando originalità, rigore concettuale e capacità di esplorare la complessità temporale.
Questa selezione, completata entro fine febbraio 2026, rappresenta il meglio della produzione studentesca italiana e internazionale, confermando il Politecnico come punto di riferimento globale per il design contemporaneo.
Ma Yansong tra visione e sperimentazione nella lecture di Domus e Politecnico
Tra gli appuntamenti promossi dal Politecnico di Milano per la Milano Design Week 2026, si distingue la lecture organizzata in collaborazione con Domus, che conferma una sinergia sempre più rilevante nel panorama culturale internazionale.
Il 22 aprile, nell’Aula Magna Giampiero Pesenti, Ma Yansong – guest editor di Domus 2026 e fondatore di MAD Architects – sarà protagonista dell’incontro “Architecture is not architecture”, presentato per la prima volta a Milano.
In dialogo con Walter Mariotti, l’architetto offrirà una riflessione poetica e sperimentale sul ruolo dell’architettura contemporanea, contribuendo a un dibattito che intreccia progetto, cultura e società e rafforza il ruolo della Design Week come piattaforma di confronto e produzione di visioni sul futuro.
L’abitare nell’era del digitale: nuove forme dello spazio contemporaneo
Gli studenti e i docenti del Corso di Laurea Magistrale in Architettura del Politecnico di Milano presentano una selezione di dieci piccole architetture come dispositivi critici capaci di interrogare il significato contemporaneo dell’abitare.
Nell’era del digitale, infatti, lo spazio non è più riconducibile a una dimensione esclusivamente fisica, ma si configura come un sistema complesso in cui livelli materiali e immateriali coesistono e si sovrappongono.
Le tecnologie digitali hanno progressivamente modificato non solo le nostre abitudini quotidiane, ma anche le modalità attraverso cui percepiamo, attraversiamo e costruiamo gli ambienti in cui viviamo. L’esperienza dello spazio si frammenta e si moltiplica: accanto alla presenza corporea si afferma una presenza connessa, ubiqua, che ridefinisce i concetti di prossimità, distanza e intimità.
In questo scenario, l’abitare diventa una pratica ibrida, in cui l’individuo si muove costantemente tra dimensione online e offline, costruendo una propria geografia personale fatta di flussi, connessioni e interazioni. Le architetture esposte non si limitano quindi a rappresentare spazi, ma propongono riflessioni progettuali su come la forma, la misura e i confini dell’abitare possano evolvere di fronte a questa trasformazione.
Ne emerge una condizione non lineare, in cui lo spazio domestico e quello pubblico tendono a contaminarsi, mentre anche gli ambiti più intimi vengono progressivamente attraversati da dinamiche digitali. L’architettura è così chiamata a confrontarsi con un cambiamento profondo e irreversibile, che investe ogni scala e ogni contesto, aprendo nuove possibilità ma anche nuove criticità nel modo in cui immaginiamo e costruiamo il nostro vivere quotidiano.
Location: Politecnico di Milano – campus Leonardo — Via Ampere 2, Milano
Orari: 9:00 – 23:00
20 – 26 aprile


