Interni Venosta alla Milano Design Week 2026

Interno Italiano: il takeover di Emiliano Salci e Britt Moran nella casa privata di Osvaldo Borsani

Nel cuore di Milano, tra le vie storiche che respirano cultura e arte, si apre per la prima volta al pubblico un interno privato che rappresenta un autentico tesoro del design italiano: la residenza progettata da Osvaldo Borsani nel 1936.

Mai visitata prima, questa casa diventa protagonista della Milano Design Week 2026 grazie a Interno Italiano, l’installazione di Interni Venosta curata da Emiliano Salci e Britt Moran.

Il progetto nasce come un dialogo tra epoche: da un lato la precisione, l’eleganza e la poesia del design post-bellico italiano, dall’altro l’interpretazione contemporanea di due curatori che sanno leggere la storia per renderla viva e accessibile al presente.

L’esperienza non è semplicemente una visita: è un’immersione nella vita di un giovane architetto milanese, nella sua poetica dell’abitare e nel tessuto urbano di una città che ha fatto della cultura e del design un patrimonio quotidiano. Ogni oggetto, ogni nicchia, ogni mobile diventa un racconto, un dettaglio che parla di equilibrio, gusto e sensibilità estetica.

Palazzo Olivazzi: tra storia, architettura e cultura

L’ambientazione scelta per Interno Italiano non è casuale. Palazzo Olivazzi, edificio storico di via Bigli, risale al XVIII secolo e rappresenta uno dei capolavori discreti di Milano. La facciata esterna, sobria e lineare, contrasta con l’eleganza degli interni: un cortile che custodisce tre archi ribassati sorretti da colonne ioniche, un balcone monumentale che sfiora via Manzoni e le tracce ormai sbiadite di affreschi di Tiepolo e Mattia Preti. Ogni elemento architettonico racconta una storia di prestigio, discrezione e cultura urbana.

Palazzo Olivazzi ha visto succedersi famiglie illustri e figure della cultura italiana: dalla contessa Clara Maffei, la cui casa era un salotto letterario frequentato da intellettuali come Carlo TencaAlessandro Manzoni e artisti come Giuseppe Verdi, fino alla famiglia Einstein, che vi abitò nel 1894 con il giovane Albert. Passeggiare oggi tra i corridoi e le sale del palazzo significa attraversare secoli di storia e respirare l’eredità culturale che ha reso Milano un punto di riferimento internazionale per arte, letteratura e scienza.

L’appartamento di Osvaldo Borsani: la precisione di un giovane maestro

All’interno di questo contesto storico, l’appartamento di Borsani emerge come una gemma intatta del design italiano degli anni Trenta. Il progetto è un esempio magistrale di lavoro totale: ogni dettaglio, dalla nicchia con camino alle panche, dai mobili lignei alle poltrone, è pensato per dialogare armoniosamente con lo spazio architettonico. La cappa del camino è decorata con un bassorilievo in terracotta di Ettore Calvelli, mentre la poltrona verde P38, creata dallo stesso Borsani, diventa il cuore visivo e materico della stanza.

Gli arredi, spesso minimi nelle dimensioni ma massimi nell’attenzione al dettaglio, testimoniano l’abilità artigianale e la conoscenza profonda del legno, ereditata dal padre artigiano. Tavolini, vasi, mobili da appoggio e nicchie funzionali contribuiscono a creare un ambiente coerente, dove ogni elemento è al suo posto e nulla è lasciato al caso. La casa racconta la vita quotidiana di un giovane architetto, la sua sensibilità estetica e la sua capacità di combinare funzionalità, armonia e bellezza senza tempo.

Interno Italiano: il dialogo tra storia e contemporaneo

Durante la Milano Design Week, questo appartamento diventa un laboratorio di percezione e creatività. Interno Italianonon è solo un allestimento: è un dialogo con il passato, reinterpretato da Emiliano Salci e Britt Moran. I curatori hanno scelto di rispettare la struttura originaria e gli arredi originali, aggiungendo interventi contemporanei che illuminano e trasformano lo spazio senza snaturarlo.

Il progetto invita il visitatore a spostare lo sguardo dai dettagli storici agli interventi moderni, osservando come luce, materiali e oggetti creino armonie inaspettate. Il camino, fulcro della casa, resta simbolo di convivialità e intimità, mentre i mobili originali e le aggiunte contemporanee raccontano una storia di continuità tra epoche. L’esperienza diventa sensoriale: il visitatore non si limita a guardare, ma percepisce il ritmo dello spazio, l’eleganza delle proporzioni e la poesia dei dettagli.

L’esperienza del visitatore

Visitare Interno Italiano significa entrare in un mondo dove passato e presente si fondono senza soluzione di continuità. Non è solo un’esposizione, ma un’esperienza immersiva: si percepisce la materia del legno, il calore della luce naturale, la leggerezza degli oggetti e l’armonia dei volumi. Ogni sala, ogni angolo, ogni nicchia invita a osservare, riflettere e immaginare la vita quotidiana di chi ha abitato e progettato quegli spazi.

È un’occasione unica per comprendere l’evoluzione del design italiano, dall’artigianato millimetrico alla sensibilità contemporanea, e per vivere un racconto fatto di emozioni, equilibrio estetico e bellezza autentica.

INTERNO ITALIANO by Interni Venosta
20–25 aprile 2026
Via Bigli 21, Milano

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