Alla Torre Velasca una mostra sul modernismo polacco tra memoria storica, arti applicate e visioni contemporanee
Durante la Milano Design Week 2026, la mostra modernismo polacco Milano Design Week trova uno dei suoi scenari più suggestivi al sedicesimo piano della Torre Velasca, dove la Visteria Foundation presenta Polish Modernism. A Struggle for Beauty.
Più che una semplice mostra, il progetto è una riflessione culturale ampia sul significato del modernismo polacco: una storia che attraversa il Novecento e arriva al presente, rivelando come il design possa diventare linguaggio politico, identità nazionale e gesto di resistenza estetica.
Dopo il debutto milanese del 2025 con Romantic Brutalism, la fondazione torna a Milano con un nuovo capitolo che indaga la relazione tra storia del design, arti decorative e cultura materiale, proponendo un dialogo tra oggetti storici e opere contemporanee. Il risultato è un racconto stratificato, dove il modernismo non appare come uno stile definito ma come una tensione continua verso la bellezza, intesa come valore culturale e progetto di società.
Il modernismo polacco: più di uno stile
Curata da Federica Sala e Anna Maga, la mostra propone una lettura tematica piuttosto che cronologica del modernismo polacco. L’obiettivo è mostrare come questa tradizione progettuale abbia sviluppato una propria identità, capace di dialogare con l’Europa pur nascendo in condizioni storiche spesso complesse.
In Polonia, infatti, il modernismo non coincide semplicemente con l’adozione di un linguaggio formale internazionale. È piuttosto il risultato di una tensione culturale: il desiderio di partecipare al dibattito europeo dell’arte e dell’architettura, anche quando le circostanze politiche e sociali rendevano difficile questa partecipazione.
Già nel periodo tra le due guerre, il modernismo rappresentava per il giovane stato polacco uno strumento di costruzione identitaria. Dopo il secondo conflitto mondiale, invece, diventò anche una forma di resistenza silenziosa contro l’isolamento culturale imposto dal contesto politico.
Da qui nasce l’idea di una “lotta per la bellezza”, espressione che richiama il celebre testo scritto nel 1948 da Irena Krzywicka, da cui la mostra prende il titolo. In questa prospettiva, la ricerca estetica diventa una forma di libertà intellettuale.
Un dialogo tra passato e presente
Il percorso espositivo mette in relazione icone storiche del design polacco con opere contemporanee, creando un dialogo diretto tra generazioni di progettisti.
Tra i pezzi provenienti dalla collezione del National Museum in Warsaw figurano arredi e oggetti progettati da figure chiave del modernismo polacco come Jan Kurzątkowski, Bohdan Lachert e Teresa Kruszewska. Le loro opere testimoniano una stagione in cui design, architettura e arti applicate erano profondamente interconnessi.
Accanto a questi lavori storici compaiono le ricerche di designer e artisti contemporanei, tra cui Mati Sipiora, Marek Bimer, Aleksandra Hyz, Monika Patuszyńska e Małgorzata Markiewicz.
Per l’occasione, alcuni progettisti sono stati invitati a sviluppare opere site-specific, contribuendo ad ampliare il discorso sul modernismo attraverso linguaggi contemporanei: tra loro Tomek Rygalik, Maria Jeglińska-Adamczewska, Paweł Olszczyński, Igor Polasiak e Maja Ganszyniec.
Questa compresenza di epoche diverse permette di leggere il modernismo non come un capitolo chiuso del Novecento, ma come una tradizione progettuale ancora viva, capace di generare nuove interpretazioni.
Le arti applicate come territorio del contemporaneo
Uno dei temi centrali della mostra riguarda il ruolo delle arti decorative e applicate nel mondo contemporaneo. In un’epoca dominata dalla produzione industriale e dalla sovrapproduzione globale, la dimensione artigianale e sperimentale del design acquista un significato nuovo.
In questo contesto il modernismo polacco appare sorprendentemente attuale: fin dalle sue origini ha infatti mantenuto un forte legame con la materia, con l’oggetto e con il lavoro manuale.
Il percorso espositivo include anche il progetto Institute of Industrial Design Wzorcownia 2.0, che propone la reinterpretazione di icone del design polacco attraverso prototipi e sperimentazioni contemporanee. Non si tratta di semplici riedizioni, ma di un esercizio progettuale che mette in dialogo tipologie storiche e linguaggi attuali.
Arte e design: un unico campo di ricerca
Un altro elemento chiave della mostra è il dialogo tra arti visive e progetto. Il modernismo polacco si è infatti sviluppato in stretta relazione con l’avanguardia artistica del paese.
Nel percorso espositivo compaiono opere di figure fondamentali come Władysław Strzemiński, Edward Krasiński e Katarzyna Kobro, la cui ricerca ha influenzato profondamente il rapporto tra forma, spazio e funzione nel design polacco.
Questa presenza rafforza l’idea che il modernismo non sia soltanto un linguaggio architettonico o industriale, ma un ecosistema culturale in cui arte, architettura e oggetti quotidiani condividono lo stesso orizzonte sperimentale.
L’allestimento: un’esperienza sensoriale nella Torre Velasca
La scelta della Torre Velasca come sede espositiva non è casuale. Simbolo della modernità milanese del dopoguerra, l’edificio diventa un dispositivo narrativo che mette in relazione due storie europee del modernismo: quella italiana e quella polacca.
L’allestimento, progettato da Zofia Wyganowska con il suo studio, si integra con l’architettura della torre e con la luce naturale del sedicesimo piano. Il progetto non si limita a esporre gli oggetti, ma costruisce un’esperienza sensoriale che coinvolge vista, tatto, suono e percezione dello spazio.
Materiali, strutture geometriche e superfici minerali evocano una sorta di paesaggio modernista, dove l’oggetto diventa parte di un ambiente più ampio. L’obiettivo è mantenere una forte coerenza con lo spazio architettonico, evitando scenografie invasive e lasciando che luce e struttura dell’edificio partecipino alla narrazione.
Una riflessione sul significato della modernità oggi
Inserita nel contesto del Fuorisalone 2026, Polish Modernism. A Struggle for Beauty propone una riflessione che va oltre la storia del design polacco.
La mostra invita infatti a interrogarsi su cosa significhi essere moderni oggi, in un momento storico caratterizzato da crisi ambientali, trasformazioni sociali e nuove responsabilità per il progetto.
In questo scenario, il modernismo polacco offre una prospettiva interessante: dimostra come il design possa nascere da condizioni difficili e trasformarsi in uno strumento culturale capace di coniugare funzione, bellezza e senso civico.
Dopo la presentazione milanese, la mostra proseguirà il suo percorso internazionale con una seconda tappa prevista per settembre 2026 presso la sede della Visteria Foundation a Varsavia, rafforzando il dialogo culturale tra Polonia ed Europa.
Polish Modernism. A Struggle for Beauty by Visteria Foundation
20–26 aprile 2026
Torre Velasca – 16° piano
Piazza Velasca 3/5, Milano


