Silvia Giannetti e Matteo Agati presentano la prima collezione di arredi: la pietra come linguaggio progettuale in continua evoluzione
Le storie delle imprese italiane continuano ad affascinare per la loro capacità di trasformare materia e visione in racconto. Nemesi è una di queste. A pochi passi dal lago di Garda, nel territorio di Domegliara, nel distretto lapideo di Verona, prende forma un progetto che unisce radici profonde e ambizione contemporanea.
Alla guida, un duo che incarna una nuova generazione del design italiano: Matteo Agati, designer e art director, e Silvia Giannetti, oggi alla direzione dell’azienda. Insieme tracciano un percorso che supera la semplice produzione per entrare in un territorio più ampio, dove materia, ricerca e cultura del progetto convivono.
Un debutto che guarda avanti
È durante la Milano Design Week che Nemesi sceglie di presentare la sua prima collezione di arredi. Il contesto è quello di Superstudio, che quest’anno si espande in una dimensione triplice, includendo anche la nuova location Supercity a Barona. Ed è proprio qui, all’interno del padiglione, che prende vita il progetto espositivo.
Non si tratta semplicemente di una collezione, ma di una dichiarazione d’intenti. Tavoli e complementi non sono oggetti isolati, ma risposte precise a un mercato che richiede identità, materia e durata. La pietra semipreziosa diventa protagonista assoluta, non come elemento decorativo, ma come principio generativo.
La materia come visione
Fin dall’inizio, la direzione creativa ha posto i materiali al centro del racconto. Le loro trame infinite, le variazioni cromatiche imprevedibili, la profondità visiva naturale diventano strumenti progettuali. L’accostamento con metalli verniciati e forme essenziali crea un dialogo basato sul contrasto: pieno e vuoto, luce e densità, natura e intervento umano.
Le palette cromatiche sfuggono alle logiche delle tendenze stagionali. Qui il tempo è lungo, quasi geologico. Le superfici non inseguono il contemporaneo, ma lo attraversano con una proposta che aspira a essere timeless, coerente con la natura stessa delle pietre.
Dalla cava al progetto
Ci sono materiali che parlano da soli. Le pietre semipreziose raccontano storie antiche, fatte di energia, memoria e trasformazione. Nemesi parte da questa consapevolezza e la traduce in un processo che unisce artigianalità, tecnologia e visione.
La ricerca ha origine lontano dall’Italia, nelle miniere dell’India, dove vengono selezionate agata, quarzo, ametista e altre varietà. La scelta avviene secondo un approccio responsabile, attento non solo alla qualità estetica, ma anche alla provenienza e alla sostenibilità.
Una volta arrivato in laboratorio, il materiale attraversa una fase di lavorazione che ne esalta le caratteristiche uniche. Ogni superficie è irripetibile, ogni disegno naturale diventa parte integrante del progetto.
Un partner creativo
Nemesi non si definisce come semplice fornitore. Il suo ruolo è quello di partner creativo. Ogni collaborazione nasce da un dialogo con architetti e progettisti, accompagnati fin dalla selezione della pietra più adatta.
La sfida è costante: superare i confini del già visto. Questo implica un lavoro continuo di ricerca e sperimentazione, dove il contributo di Matteo Agati come art director diventa fondamentale nel tradurre la materia in linguaggio progettuale.
Personal Luxury: un percorso immersivo
Con “Personal Luxury”, l’allestimento firmato da Matteo Agati, Nemesi costruisce un racconto spaziale che va oltre la semplice esposizione. Lo spazio è concepito come una visita museale aperta, dove il pubblico è invitato a muoversi tra i pezzi della collezione.
Le forme sono scultoree, monolitiche. Le geometrie pure dialogano con la morbidezza delle linee, evocando scenari primordiali. Il lusso che emerge è discreto, mai ostentato: risiede nella materia stessa, nel suo decoro naturale.
Nel percorso espositivo, grandi pannelli raccontano le applicazioni dei semipreziosi: residenze di alto profilo, hotel, retail, spazi commerciali e yachting. È una visione ampia, che dimostra la versatilità del materiale e la sua capacità di adattarsi a contesti diversi.
Il viaggio si conclude in un’area più intima, dedicata all’esperienza tattile. Qui il visitatore può toccare le superfici, percepirne la temperatura, la consistenza, la vibrazione. Un momento che restituisce alla materia la sua dimensione più autentica.
Uno spazio che diventa casa
Lo sguardo è già rivolto al futuro. Il progetto di Nemesi prevede l’apertura di uno spazio espositivo permanente, pensato non come semplice showroom, ma come luogo di incontro e scambio.
Una casa del brand che riflette la stessa filosofia del laboratorio: un ambiente vivo, dove le pietre non sono statiche, ma continuano a evolvere, a dialogare, a generare nuove idee.
In un’epoca in cui il design cerca nuove direzioni, Nemesi propone un ritorno consapevole alla materia. Non nostalgia, ma evoluzione. Non decorazione, ma struttura. Una visione in cui la pietra non è solo superficie, ma linguaggio.
NEMESI | Milano Design Week 2026
Superstudio City – Via Moncucco 35


