Ritorna Celine e Hed Mayner. Il calendario che ridisegna gli equilibri del menswear globale tra grandi ritorni, nuovi direttori creativi e una Parigi sempre più centrale nel lusso contemporaneo
A Parigi, la moda uomo si prepara a vivere una delle edizioni più dense, ambiziose e strategiche degli ultimi anni. Dal 23 al 28 giugno 2026, la Paris Fashion Week Men’s dedicata alle collezioni Primavera/Estate 2027 torna a trasformare la capitale francese nel baricentro globale del menswear, confermando un ruolo ormai difficilmente contendibile da parte delle altre fashion week internazionali.
Il nuovo calendario pubblicato dalla Fédération de la Haute Couture et de la Mode racconta un sistema in piena evoluzione: più maison coinvolte, più presentazioni, più cambi di direzione creativa e soprattutto una crescente frammentazione dei formati, che riflette un’industria in trasformazione profonda.
Con 74 marchi in calendario tra sfilate e presentazioni (in crescita rispetto ai 66 della stagione precedente), Parigi non si limita a consolidare il suo ruolo: lo espande, lo rafforza e lo reinterpreta.
Un calendario più denso e più fluido: la moda uomo cambia linguaggio
La struttura dell’edizione SS27 evidenzia un equilibrio nuovo tra spettacolo e strategia. Le sfilate restano 36, ma le presentazioni salgono a 38, segnalando un cambiamento ormai strutturale nel modo in cui le maison scelgono di raccontarsi.
Non si tratta più solo di “show”, ma di formati ibridi: installazioni, incontri riservati, performance e presentazioni narrative che permettono alle maison di costruire un dialogo più diretto con buyer, stampa e pubblico internazionale.
In questo scenario, la Paris Fashion Week diventa sempre meno una sequenza lineare e sempre più un ecosistema di esperienze parallele.
I grandi ritorni: Celine, Saint Laurent e Hed Mayner riportano energia al centro del sistema
Uno dei segnali più forti di questa edizione è il ritorno alla programmazione ufficiale di alcune delle maison più influenti del panorama contemporaneo.
Tra queste spicca il rientro di Celine con la linea uomo autonoma, non più integrata nei format co-ed. È un passaggio simbolico e strategico: il debutto della visione di Michael Rider segna l’inizio di una nuova fase per la maison, chiamata a reinterpretare l’eredità estetica lasciata da Hedi Slimane.
Accanto a Celine torna protagonista anche Saint Laurent, che apre ufficialmente la settimana il 23 giugno alle 17:00. Il brand si conferma uno degli assi portanti della moda parigina contemporanea, capace di unire heritage e desiderabilità globale.
Completa il quadro dei ritorni Hed Mayner, la cui presenza riafferma una sensibilità più concettuale e strutturale del menswear, fatta di volumi architettonici, proporzioni dilatate e un approccio quasi scultoreo al vestire.
I giganti del lusso: spettacolo, transizione e nuovi equilibri creativi
La settimana si apre con uno dei momenti più attesi dell’intero calendario: lo show di Louis Vuitton, previsto il 23 giugno alle 21:00, firmato da Pharrell Williams. Una sfilata che ormai trascende il concetto tradizionale di fashion show, diventando un evento globale che unisce moda, musica, celebrity culture e intrattenimento.
Il giorno successivo è il turno di Dior, con la collezione uomo guidata da Jonathan Anderson, sempre più centrale nella costruzione di un linguaggio estetico colto, sperimentale e profondamente contemporaneo.
Giovedì 25 giugno sarà invece dedicato a Hermès, che attraversa una fase di transizione delicata dopo l’uscita di Véronique Nichanian e in attesa del nuovo corso firmato Grace Wales Bonner. La collezione, sviluppata dall’atelier interno, assume così un valore di passaggio simbolico tra due epoche.
Le nuove direzioni creative: Givenchy e Lanvin sotto osservazione
Tra le maison sotto i riflettori spicca Givenchy, che presenta la visione maschile di Sarah Burton. Il suo arrivo rappresenta uno dei cambiamenti più significativi della stagione: un approccio che promette di coniugare rigore sartoriale e sensibilità contemporanea.
Subito dopo sarà il turno di Lanvin, con la lettura del menswear firmata da Peter Copping, chiamato a rinnovare uno dei codici storici più importanti della moda francese attraverso una lente moderna e funzionale.
Ritorni, presenze e nuove energie: Berluti, Bluemarble e la scena globale
Il calendario conferma anche il ritorno di maison istituzionali come Berluti, accanto alla crescita di realtà contemporanee come Bluemarble e della label brasiliana P. Andrade.
Questa combinazione racconta una moda sempre più ibrida, dove il confine tra lusso tradizionale e sperimentazione indipendente si fa sempre più sottile.
Le grandi assenze: Jacquemus e la scelta dell’indipendenza
Tra le assenze più significative spicca quella di Jacquemus, che continua a privilegiare presentazioni autonome e spettacoli fuori calendario, coerenti con la sua visione altamente scenografica e indipendente.
Mancano inoltre Maison Margiela e il progetto Charles Jeffrey Loverboy, segnale di un sistema sempre più frammentato, dove non tutte le maison scelgono di aderire alla struttura ufficiale delle fashion week.
La scena internazionale: Parigi come magnete globale del menswear
Uno degli aspetti più rilevanti del calendario è la forte componente internazionale.
Dal Giappone arrivano pilastri della moda contemporanea come Issey Miyake e Yohji Yamamoto, insieme a Comme des Garçons Homme Plus e Junya Watanabe Man.
La Corea del Sud è rappresentata da Wooyoungmi, Solid Homme e Juun.J.
La Cina continua a consolidare la propria presenza con Sean Suen e Feng Chen Wang.
Gli Stati Uniti portano invece una visione più narrativa e ibrida con Amiri, KidSuper, Willy Chavarria ed ERL.
Vetements e Soshiotsuki: l’avanguardia che rielabora i codici
Tra i ritorni più discussi spicca Vetements, guidata da Guram Gvasalia, mentre il Giappone porta in scena la crescita di Soshiotsuki, firmata da Soshi Otsuki, vincitore dell’Andam Prize 2025.
Entrambi rappresentano una moda che non cerca armonia ma tensione: decostruzione, ironia, rottura e reinterpretazione dei codici classici.
Nuove voci del sistema: Meryll Rogge, Song for the Mute e LAD/
Tra le presentazioni più attese emergono Meryll Rogge, il duo australiano Song for the Mute e il progetto sperimentale LAD/.
Qui la moda si sposta definitivamente verso la dimensione artistica: performance, narrazione concettuale e abito come oggetto culturale più che funzionale.
Sphere e i nuovi talenti al Palais de Tokyo
All’interno del Palais de Tokyo, lo showroom Sphere continua a rappresentare una piattaforma fondamentale per i giovani designer.
Tra questi emergono Matthieu Ruiz e Rolf Ekroth, che portano avanti una ricerca tra sostenibilità, tinture naturali, estetica utilitaria e nostalgia nordica.
La Paris Fashion Week Uomo di giugno 2026 si conferma come una delle edizioni più importanti degli ultimi anni. Non è solo un calendario di sfilate, ma una fotografia precisa dello stato della moda contemporanea: in trasformazione, frammentata, sempre più globale e sempre più ibrida nei linguaggi.
I grandi ritorni di Celine e Saint Laurent, le nuove direzioni creative in maison storiche come Givenchy e Hermès, la centralità di Louis Vuitton e Dior, insieme alla forte presenza internazionale e indipendente, raccontano un sistema in cui Parigi resta il punto di riferimento assoluto.
Non una semplice settimana della moda, ma un vero termometro culturale del lusso globale.
Calendario Paris Fashion Week Menswear SS27
23–28 giugno 2026
Martedì 23 giugno 2026
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