A Palazzo Citterio la cultura del pane dell’Uzbekistan diventa progetto di design contemporaneo

Durante la Milano Design Week 2026, lo storico Palazzo Citterio accoglie When Apricots Blossom, una mostra che porta a Milano la cultura materiale dell’Uzbekistan attraverso il linguaggio del design contemporaneo.

Promossa dalla Uzbekistan Arts and Culture Development Foundation e curata dall’architetto Kulapat Yantrasast, l’esposizione riunisce dodici designer internazionali chiamati a reinterpretare uno dei rituali più significativi della tradizione uzbeka: la preparazione e la condivisione del pane.

Il titolo della mostra deriva da una poesia degli anni Trenta del poeta uzbeko Hamid Olimjon, dedicata alla primavera e alla rinascita.

L’immagine della fioritura degli albicocchi diventa così una metafora di resilienza e di speranza, particolarmente significativa per le comunità della regione del Mar d’Aral, profondamente segnata da trasformazioni ambientali negli ultimi decenni.

Un percorso tra tessuti, cibo e abitare

Il progetto curatoriale si sviluppa come un viaggio all’interno degli spazi di Palazzo Citterio, costruito attorno a tre dimensioni fondamentali della cultura del Karakalpakstan: il tessile, il cibo e l’abitare. Non si tratta di una ricostruzione nostalgica delle tradizioni, ma di una riflessione sul valore dell’artigianato come sapere vivo, capace di attraversare il tempo e di adattarsi ai cambiamenti.

Ad accogliere i visitatori è un intervento sulla facciata firmato dalla designer britannica Bethan Laura Wood. Un grande arazzo realizzato insieme ad artigiani uzbeki trasforma l’ingresso del palazzo in una soglia decorativa fatta di nappe colorate e nastri tessuti a mano, elementi tradizionalmente utilizzati per ornare gli interni delle iurte nomadi dell’Asia centrale. Il lavoro attinge alla ricca tradizione tessile della regione e rielabora motivi e cromie osservati dalla designer durante i suoi viaggi in Uzbekistan.

Nel cortile interno, un’installazione progettata dall’artista floreale uzbeko Ruben Saakyan evoca un frutteto di alberi di albicocco. Il frutto, tra le principali esportazioni del paese, rappresenta nella cultura locale un simbolo di ospitalità e prosperità. Allo stesso tempo, la presenza dell’albicocco richiama la capacità di questa pianta di crescere anche nelle condizioni difficili della regione del Mar d’Aral.

Nel giardino storico del palazzo prende forma invece una yurta contemporanea progettata dallo studio guidato da Kulapat Yantrasast. La struttura, ispirata all’architettura nomade del Karakalpakstan, è concepita come uno spazio di incontro e di dialogo. Il padiglione diventa il luogo in cui si svolgono conversazioni, workshop e momenti di approfondimento durante la settimana del design.

Il pane come centro della cultura

Il cuore della mostra si trova nella galleria principale, dove il percorso espositivo si sviluppa attraverso un paesaggio di aste verticali che richiamano le canne delle zone umide del Mar d’Aral. All’interno di questo ambiente sono presentati dodici vassoi progettati appositamente per esporre il pane tradizionale uzbeko, il non, alimento che occupa un ruolo centrale nella vita quotidiana e nei rituali di ospitalità del paese.

I designer coinvolti nel progetto sono Bethan Laura Wood, Bobir Klichev, Didi NG Wing Yin, Fernando Laposse, Glithero, Kulapat Yantrasast, Marcin Rusak, Nifemi Marcus-Bello, Sanne Visser, Sevara Haydarova Donazzan, Studio CoPain e Raw-Edges.

Ogni progetto nasce dalla collaborazione con artigiani locali e utilizza materiali tipici dell’artigianato del Karakalpakstan, come legno, ceramica, feltro, seta e canna. Accanto ai vassoi sono presentati anche due timbri tradizionali, chiamati chekich, strumenti utilizzati per imprimere motivi decorativi sulla superficie del pane.

Un racconto che attraversa il Mar d’Aral

Il contesto geografico e culturale della mostra è la regione del Mar d’Aral, un territorio che negli ultimi sessant’anni ha subito una delle più gravi trasformazioni ambientali del pianeta. A partire dagli anni Sessanta la deviazione dei fiumi per l’irrigazione agricola ha provocato un progressivo prosciugamento del lago, che ha perso oltre il novanta per cento della sua superficie.

La mostra affronta questo scenario non in chiave documentaria ma attraverso il design, mostrando come i saperi artigianali possano diventare strumenti di memoria e di adattamento. Tra i contenuti presentati vi è anche il film Where the Water Ends, realizzato dal regista Manuel Correa insieme all’architetta Marina Otero Verzier, che racconta la vita delle comunità locali e il loro rapporto con un paesaggio radicalmente trasformato.

“When Apricots Blossom” propone così una riflessione sul rapporto tra tradizione e contemporaneità, tra cultura materiale e trasformazioni ambientali. Attraverso oggetti, installazioni e collaborazioni artigianali, la mostra restituisce uno sguardo su un patrimonio culturale ancora vivo e capace di dialogare con il design internazionale.

When Apricots Blossom
Uzbekistan Arts and Culture Development Foundation
Palazzo Citterio
Via Brera 12, Milano
20 – 26 aprile 2026
in occasione della Milano Design Week 2026
Orari
20 aprile: 11:00 – 18:00
21–26 aprile: 10:00 – 18:00

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