FABIO MASCHERONI E ROBERTA CAGLIO

Quando il Design incontra la Couture: 20 anni di Ludovica Mascheroni

Il 2026 sarà un anno importante per Ludovica Mascheroni. Il brand compie vent’anni e racconta una storia di eccellenza, famiglia e artigianato italiano.

Nel 2006 Fabio Mascheroni e la moglie Roberta Caglio fondano Rimalcuoio Srl, società a cui fa tutt’oggi capo Ludovica Mascheroni, specializzandosi in imbottiti e nella lavorazione della pelle e del legno.

Da allora il brand, in costante crescita, collabora con le migliori aziende del mobile e con importanti fashion brand, sia italiani sia internazionali. E non solo, Ludovica Mascheroni è un brand di arredamento e abbigliamento di alta gamma, sinonimo di eccellenza, artigianalità e sapiente Made in Italy. 

Fabio Mascheroni è fondatore, proprietario e direttore creativo; Roberta Caglio è co-fondatrice e anima strategica del brand.

Ma chi sono oggi Fabio e Roberta? Ci raccontate i vostri profili?

Siamo una coppia con tre figli nella vita privata e una coppia di lavoro nella vita professionale. Insieme abbiamo fondato il nostro brand di arredamento di alta gamma, dedicato al nome della nostra secondogenita Ludovica. Quest’anno celebriamo vent’anni di un’avventura imprenditoriale radicata nei valori familiari e nell’eccellenza del Made in Italy.

Fabio, la tua è una precisione da ebanista; Roberta, la tua è una visione sistemica.

Come si scontrano e si incontrano queste due anime in un unico pezzo di design?

Sicuramente si incontrano attraverso il compromesso necessario tra la parte più creativa e quella più concreta. È proprio in questo equilibrio che ogni progetto prende forma, trovando una sintesi perfetta tra visione creativa e pragmatismo. 

Fabio segue le orme tracciate da suo nonno e da suo padre. La sua infanzia è trascorsa nel distretto italiano del mobile che oggi porta il Made in Italy nel mondo: la Brianza.

Nel 2025 il fatturato alla produzione della filiera arredo ha raggiunto 52,2 miliardi di euro, con una crescita dell’1,3% rispetto al 2024. Sorprende il mercato italiano con un +1,8%, mentre le esportazioni crescono solo dello 0,4%. Numerosi i fattori che influenzano questi dati, dalla crisi energetica ai dazi.

In questi ventanni, come avete visto crescere e cambiare la Brianza del legno e dellarredo?

Sicuramente abbiamo visto evoluzioni ma anche cambiamenti drastici. Quello che possiamo dire rispetto alla nostra realtà è che la strategia vincente è la coerenza in termini di qualità. Non siamo mai scesi a compromessi e abbiamo tramandato questa filosofia ai nostri artigiani, ai nostri collaboratori e anche ai nostri figli, che stanno iniziando a muovere i primi passi in azienda e che rappresentano la nuova generazione chiamata a custodire e a proiettare nel futuro i valori su cui abbiamo costruito la nostra azienda. 

ludovica-mascheroni-made-in-italy

Fabio è la figura centrale per lo sviluppo e la crescita del brand. La sua intuizione è stata comprendere che oggi design e moda sono profondamente interconnessi. Non solo: non esistono più categorie rigide per un brand, ma una storia e un saper fare che si declinano in settori diversi.

Cosa significa lifestyle nel 2026 e come si è arrivati a questa evoluzione dal 2006 a oggi?

Come azienda abbiamo iniziato con l’arredo e la couture è arrivata successivamente. Volevamo proporre non solo contenitori, come gli armadi e le cabine armadio che rappresentano la punta di diamante della nostra produzione, ma anche il contenuto e dunque capi di altissimo pregio e raffinata fattura. Un lifestyle a 360 gradi, un lusso elegante e sofisticato da vivere sia in casa con i nostri arredi che outdoor con i nostri capi di abbigliamento. 

Dettaglio, ricerca maniacale, materiali d’eccellenza — che siano legno o pelle.

Qual è la ricetta del successo di Ludovica Mascheroni?

La ricetta del successo è la ricerca costante della qualità assoluta, in ogni prodotto e in ogni progetto. A guidarci sono la dedizione, la selezione di materiali d’eccellenza e una manifattura artigianale di altissimo livello.

Quest’anno, in occasione della Milano Design Week, Ludovica Mascheroni compie vent’anni. L’azienda italiana, specializzata in arredamento e abbigliamento di alta gamma, è pronta a festeggiare questo importante traguardo.

Ci svelate i dettagli dellevento che si terrà nel vostro flagship store nel cuore del Quadrilatero?

Abbiamo realizzato un percorso espositivo e immersivo: un racconto dei momenti fondamentali della nostra azienda e una celebrazione del lavoro artigianale. Inoltre, presentiamo due nuovi prodotti che rappresentano la summa del saper fare e dell’alta maestria del nostro marchio. Una boiserie artistica, con tutti i nostri materiali iconici, dalle diverse tipologie di pelle alle preziose essenze lignee, e un sofà che reinterpreta in chiave contemporanea i nostri disegni d’archivio. 

Il nome Ludovica è un omaggio alla figlia di Fabio e Roberta, la seconda insieme ai due maschi, Riccardo e Lorenzo. I vostri figli rappresentano le generazioni che prenderanno le redini dell’azienda.

Che ruolo hanno oggi al suo interno?

Ludovica sarà certamente la parte creativa e già sta affiancando Fabio in questo senso. Riccardo, che ha appena terminato l’università, seguirà la parte commerciale, mentre Lorenzo sarà l’anima strategica del brand. 

ludovica-mascheroni-milano-showroom-design-fashion

Nel vostro spazio milanese la couture è centrale, nel cuore del Quadrilatero della Moda. La moda sta attraversando mesi di grande fermento, ma al centro del dibattito c’è anche la crisi della filiera e della sua credibilità. Oggi la Couture assume un significato nuovo e profondo.

In che modo la interpretate allinterno della vostra filiera produttiva e nella selezione delle materie prime, come il cashmere?

I nostri progetti di arredo sono esclusivi e su richiesta del cliente. Allo stesso modo, le nostre proposte di abbigliamento seguono l’idea di una produzione limitata, nell’ottica del produrre meno ma meglio. Questo ci permette di seguire con occhio attento tutta la filiera, dalle materie prime alla produzione, e di verificare passo dopo passo la qualità dei nostri fornitori che hanno le nostre stesse dimensioni e la nostra stessa filosofia.  

Nella moda contemporanea si mescolano saperi, tecniche, heritage, nuovi materiali e stili differenti. Oggi sportwear e streetwear trionfano in passerella, ma esiste ancora una bellezza nella sartoria: nel trasformare un’idea su carta in tessuto e poi in abito, nella definizione dei dettagli, in quel momento in cui il capo prende vita. Il mondo della moda — come quello del design — suscita grandi emozioni.

Cosa vi ispira oggi nelle vostre collezioni? E perché una Fashion Lounge nel centro di Milano?

Le nostre collezioni sono ispirate a un’idea di lusso soffuso, eleganza sofisticata e manifattura di alto livello. La nostra è un’idea di moda senza tempo che non segue trend ma che punta a durare nel tempo. Il nostro flagship store si distribuisce su tre livelli e in ciascuno di essi l’arredamento entra il dialogo con la couture: la “boutique” al piano terra, che accoglie il cliente nel nostro universo, l’”appartamento suite” con spazio living, dining, lounge e cabina armadio walk-in con abbigliamento femminile. Infine, la “fashion lounge” con abbigliamento dedicato all’uomo, cabina armadio e mobile bar e tisaneria. 

Come riuscite a mantenere lesclusività in un mondo che corre verso il mass market e lo streetwear?

L’esclusività significa restare fedeli alla propria identità. Continuiamo a puntare su qualità assoluta, produzione artigianale e materiali d’eccellenza, senza scendere a compromessi con le logiche del mass market. Per noi il vero lusso è il tempo dedicato a ogni progetto e la cura di ogni dettaglio.

L’appartamento di via del Gesù 13 rappresenta la visione di chi crede che il lifestyle sia centrale nella definizione dello showroom del futuro.

Quale visione state costruendo? E come immaginate lo showroom del futuro?

L’appartamento di via del Gesù 13 nasce proprio da questa visione: non solo uno showroom, ma uno spazio capace di raccontare uno stile di vita e una filosofia. Vogliamo che chi entra possa vivere un’esperienza completa, immergendosi nei materiali, nelle atmosfere e nei valori del nostro brand. Lo showroom del futuro, per noi, sarà sempre più un luogo di esperienza, in cui design, artigianalità e lifestyle si incontrano in una dimensione autentica e immersiva.

La Milano Design Week 2026 è alle porte. Negli ultimi anni, con l’incursione della moda in città, si è creato un nuovo ecosistema. Il rischio è quello della “festivalizzazione urbana” — come è stato definito nel report del Salone del Mobile — e della perdita dell’essenza originaria.

Che idea si è fatto Fabio di questo evento internazionale? E quali consigli si sente di dare alla città e ai professionisti coinvolti?

Sicuramente abbiamo osservato questa deriva, soprattutto per fenomeni legati ai social e a trend votati più alla visibilità temporanea che alla sostanza. Ad ogni modo, la Design Week per noi resta un momento importante durante l’anno, in cui incontrare clienti nuovi o affezionati, sia italiani che internazionali, e presentare loro le nostre ultime novità.  

Fabio e Roberta hanno certamente affrontato sfide e difficoltà in questi vent’anni.

Qual è stato il momento più complesso del vostro percorso? Cosa vi sentite di dire alle nuove generazioni di imprenditori che si affacciano a questo mondo?

Nel nostro percorso ci sono state diverse sfide, ma uno dei momenti più complessi è stato sicuramente il periodo del Covid. In un contesto di grande incertezza abbiamo comunque deciso di andare avanti con l’apertura del flagship store di Milano, una vera e propria scommessa imprenditoriale. È stata una scelta coraggiosa, guidata dalla volontà di mantenere la nostra visione e la nostra coerenza, senza perdere la rotta.

Alle nuove generazioni di imprenditori ci sentiamo di dire di non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà: la perseveranza e la costanza, nel tempo, premiano sempre.

Parliamo di numeri: Ludovica Mascheroni conta oltre 50 dipendenti. Il quartier generale è a Mariano Comense, in provincia di Como.

Quali sono le previsioni per il 2026? Quali mercati internazionali state consolidando o conquistando?

I nostri principali mercati, al momento, sono l’India e il far Est, la Costa Azzurra e il Regno Unito. 

Il fatturato di Ludovica Mascheroni ha superato i 13 milioni di euro nel 2025. Grazie a una gestione attenta e strategica, prevediamo un incremento del +5% nel 2026, confermando la solidità e il potenziale di crescita della nostra azienda. Inoltre, stiamo lavorando all’apertura di nuovi showroom anche all’estero. 

Oggi il mercato richiede iper-personalizzazione.

In questa direzione quali passi state compiendo? Cosa si può personalizzare e quali sono i prodotti che amate maggiormente?

Oggi la richiesta di personalizzazione è sempre più centrale, e per noi rappresenta da sempre un valore fondamentale. Tutti i nostri arredi possono essere personalizzati: dalle dimensioni ai materiali, dalle finiture ai dettagli. Lavoriamo proprio in questa direzione, offrendo un livello di iper-personalizzazione che permette a ogni cliente di costruire un progetto unico, capace di rispecchiare le proprie esigenze e i propri desideri.

In un mondo sempre più automatizzato, come proteggete il saper fare” delle mani dei vostri artigiani? Il ricambio generazionale è una sfida o unopportunità?

In un mondo sempre più automatizzato, il valore del saper fare artigianale diventa ancora più centrale. Quando si lavora con un alto livello di personalizzazione e con standard qualitativi elevati, una totale automatizzazione non è possibile: la manualità e l’esperienza degli artigiani restano il vero cuore del nostro lavoro.

Per questo consideriamo il ricambio generazionale una grande opportunità. Crediamo molto nei giovani e negli ultimi anni abbiamo inserito nuovi artigiani, motivati e desiderosi di apprendere un mestiere che richiede passione, dedizione e tempo.

ludovica-mascheroni-showroom-milano-cucina

Vent’anni di visione, passione e dedizione: il 2026 consacra un’avventura imprenditoriale che affonda le radici nella famiglia e nell’eccellenza senza tempo del Made in Italy.

Cosa si augurano Fabio e Roberta per i prossimi anni? E quale lascito desiderano lasciare?

Ci auguriamo di continuare a far crescere questo progetto con la stessa passione e gli stessi valori con cui è nato. Il nostro desiderio è che ciò che abbiamo costruito possa avere un futuro e che i nostri figli, ciascuno assecondando la propria attitudine, sappiano portare avanti questo percorso aziendale, custodendo l’identità, la qualità e la visione che lo hanno guidato fin dall’inizio.

Il sito Ufficiale del brand: https://ludovicamascheroni.it/it/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Carrello
Torna in alto