Attraverso e LARI: una nuova grammatica dell’abitare tra ceramica, architettura e visione contemporanea
Alla Salone del Mobile Milano 2026, Alice Ceramica non si limita a presentare nuove collezioni, ma costruisce un vero e proprio racconto progettuale. Un racconto che mette in discussione il ruolo della ceramica nello spazio domestico e ridefinisce l’ambiente bagno come sistema architettonico aperto, dinamico e relazionale.
Nel Padiglione 6 (Stand C42), il brand italiano porta in scena una visione stratificata che si sviluppa attraverso due direttrici complementari: da un lato ATTRAVERSO, concept espositivo immersivo; dall’altro LARI, nuova collezione di arredi che segna un’evoluzione significativa nel percorso dell’azienda.
Il progetto ATTRAVERSO: superare la superficie, abitare lo spazio
ATTRAVERSO nasce da un’intuizione chiara: liberare la ceramica dalla bidimensionalità per trasformarla in presenza spaziale. Non più elemento applicato alla parete, ma corpo autonomo capace di costruire relazioni, percorsi e percezioni.
L’installazione si articola come un sistema di strutture verticali, rigorose e al tempo stesso permeabili, che definiscono un reticolo attraversabile. In questo spazio, i volumi ceramici si dispongono come elementi architettonici sospesi, generando un paesaggio domestico inedito.
Il visitatore è chiamato a muoversi, a esplorare, a scoprire. Il progetto non si limita a essere osservato: si esperisce. La sequenza degli elementi, le aperture visive, le intersezioni tra materia e vuoto costruiscono una narrazione tridimensionale in cui il bagno perde la sua dimensione statica per diventare ambiente fluido.
Come sottolinea Manuel Di Giacobbe, ideatore del concept, il design qui si fa pratica quotidiana: un invito a ristabilire un rapporto più consapevole con lo spazio e con i gesti che lo abitano.
Questa ricerca si estende oltre la fiera, trovando una seconda espressione nello showroom monomarca di Brera, dove la dimensione urbana si traduce in un’esperienza più raccolta e intima, ma altrettanto coerente.
LARI: il bagno come costruzione architettonica
Se ATTRAVERSO rappresenta il piano teorico e percettivo, LARI ne è la traduzione concreta. La nuova collezione, sviluppata con Design Studio àr-o, segna l’ingresso di Alice Ceramica nel mondo dell’arredo bagno, ampliando il proprio linguaggio progettuale.
Il principio è dichiaratamente architettonico: costruire attraverso volumi.
LARI si sviluppa come un sistema modulare basato su intersezioni ortogonali, sovrapposizioni e incastri tra elementi orizzontali e verticali. Il risultato è un equilibrio misurato tra rigore razionalista e dinamismo compositivo.
Il mobile bagno non è più oggetto, ma struttura. Una struttura che organizza lo spazio, lo scandisce, lo rende leggibile.
Le configurazioni — aperte o chiuse — introducono una dialettica costante tra pieni e vuoti, tra superfici compatte e aperture visive. Questa alternanza genera leggerezza, pur mantenendo una forte presenza formale.
Modularità e proporzione: la precisione del dettaglio
La collezione si articola attorno ad arredi sospesi, pensati per dialogare con lo spazio attraverso proporzioni calibrate e una modularità flessibile.
Le diverse lunghezze (60, 80, 100 e 120 cm) e le configurazioni disponibili permettono una grande libertà compositiva. Dalla versione più essenziale — un volume puro alto 25 cm con cassetto push-pull — fino alle soluzioni più articolate da 50 cm, LARI introduce variazioni tipologiche che rispondono a esigenze funzionali senza compromettere la coerenza formale.
Particolarmente interessante è il gioco tra vani aperti e chiusi: elementi a giorno che alleggeriscono la struttura, creano ritmo visivo e trasformano il contenimento in gesto progettuale.
Interazioni materiche: il valore della superficie
Uno degli aspetti più raffinati di LARI è il lavoro sui materiali.
I top diventano superfici narrative: dalla classicità del marmo Carrara alla contemporaneità della marmoresina Fior di Pesco Grey, fino alla profondità della pietra Verde Guatemala e all’intensità materica della pietra lavica.
Queste superfici dialogano con le finiture in legno ricomposto — Rovere Termotrattato, Rovere Grigio Rigato, Rovere Sahara ed Ebano Antracite — creando contrasti o continuità tonali che rafforzano l’identità del progetto.
Non si tratta solo di estetica, ma di durata e coerenza: materiali pensati per mantenere nel tempo la propria forza espressiva.
Specchi e pensili: dinamismo e funzione
Anche gli elementi complementari partecipano alla costruzione dello spazio.
Gli specchi, ancorati a pensili con mensola, introducono un elemento dinamico grazie al sistema di scorrimento che consente loro di muoversi lungo tutta la lunghezza del contenitore. Un gesto semplice che modifica la percezione della parete e rende l’interazione più fluida.
Le forme — ovale e rettangolare — rispondono a due linguaggi distinti: uno più morbido e organico, l’altro più rigoroso e geometrico. In entrambi i casi, il dialogo tra finiture laccate e ceramiche rafforza l’unità visiva dell’insieme.
Il ruolo della ceramica: identità e innovazione
Al centro di tutto resta la ceramica.
I lavabi, compatibili con diverse geometrie — circolari, ovali, rettangolari — diventano elementi focali della composizione. Le loro forme dialogano con il rigore dei mobili, creando un equilibrio tra struttura e leggerezza.
Anche il colore gioca un ruolo fondamentale: dalle tonalità naturali alle cromie più audaci, le superfici ceramiche costruiscono relazioni visive con i materiali dell’arredo, generando contrasti sofisticati o armonie calibrate.
Oltre il prodotto: il bagno come architettura esperienziale
Con ATTRAVERSO e LARI, Alice Ceramica segna un passaggio che non è solo evolutivo, ma culturale: il passaggio da produttore a autore di spazi. Non si tratta più di introdurre nuovi elementi nell’ambiente bagno, ma di ridefinirne le logiche profonde, trasformandolo in un sistema progettuale coerente e stratificato.
Il bagno smette di essere una sequenza funzionale per diventare una vera architettura domestica. Un luogo in cui volumi, superfici e materiali non convivono semplicemente, ma costruiscono relazioni. Relazioni visive, tattili, percettive. Relazioni che si attivano nel tempo e attraverso l’uso.
In questa visione, la ceramica perde definitivamente il suo ruolo passivo e diventa struttura, presenza, linguaggio. Non riveste più lo spazio: lo genera.
Ciò che emerge è un equilibrio maturo tra rigore e sensibilità progettuale. Da un lato, la chiarezza compositiva di matrici razionaliste; dall’altro, una ricerca materica e cromatica capace di introdurre profondità, calore e identità. È proprio in questa tensione che il progetto trova la sua contemporaneità.
Ma il vero punto di svolta è nell’esperienza.
ATTRAVERSO suggerisce che lo spazio non è più qualcosa da osservare, bensì da attraversare, da vivere attivamente. LARI ne traduce i principi in una grammatica concreta, fatta di moduli, proporzioni e possibilità compositive.
Insieme, i due progetti costruiscono una visione in cui abitare significa partecipare. Non solo usare uno spazio, ma instaurare con esso una relazione consapevole.
Ed è qui che il design torna ad avere un ruolo centrale: non come esercizio formale, ma come dispositivo capace di ridefinire il modo in cui viviamo — e percepiamo — il quotidiano.


