Cersaie 2026

A Bologna una nuova visione dell’architettura come spazio di relazione, materia e futuro

Dal 21 al 25 settembre 2026 torna a Bologna il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno. Il Manifesto “A space for architectural design” racconta una nuova visione del progetto: gli spazi contemporanei non sono più semplici superfici da abitare, ma luoghi capaci di creare connessioni tra persone, ambiente e materiali.

L’architettura del futuro non sarà definita soltanto dalle forme degli edifici, ma dalla capacità degli spazi di generare relazioni. È questo il messaggio al centro di Cersaie 2026, la 43ª edizione del Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, che torna a BolognaFiere dal 21 al 25 settembre 2026.

La manifestazione internazionale dedicata al mondo della ceramica e del design interpreta oggi un settore in profonda evoluzione: cambiano le modalità dell’abitare, cambiano le esigenze delle persone e cambia il modo stesso di concepire gli ambienti.

La casa contemporanea non è più soltanto un insieme di stanze, ma un sistema aperto dove convivono funzioni diverse: vivere, lavorare, incontrarsi, rilassarsi. Allo stesso modo gli spazi pubblici e commerciali diventano luoghi esperienziali, progettati per creare benessere e identità.

Da questa trasformazione nasce il concept dell’edizione 2026: “A space for architectural design”, un invito a guardare all’architettura come a un processo dinamico, dove progettazione, tecnologia, natura e cultura si intrecciano.

Il Manifesto di Cersaie 2026 racconta una nuova idea di città

Il Manifesto della nuova edizione traduce questa visione attraverso un paesaggio architettonico immaginario: una città ideale composta da volumi verticali, archi, superfici cromatiche e elementi naturali.

Non una rappresentazione di una metropoli distante e astratta, ma il simbolo di un nuovo modo di progettare gli ambienti contemporanei.

Le architetture raffigurate sembrano dialogare tra loro attraverso pieni e vuoti, aperture e connessioni. Gli edifici non vengono rappresentati come strutture isolate, ma come parti di un sistema più ampio, dove lo spazio costruito incontra quello naturale.

È proprio il rapporto tra architettura e natura uno dei temi più importanti del progetto contemporaneo. Dopo anni in cui il verde era spesso considerato un elemento complementare, oggi la componente naturale entra direttamente nei processi progettuali.

Alberi, superfici vegetali e spazi aperti diventano strumenti per migliorare la qualità della vita, favorire il benessere psicofisico e costruire ambienti più sostenibili.

La città immaginata dal Manifesto di Cersaie 2026 è quindi una città più permeabile, dove il confine tra interno ed esterno diventa sempre più sottile e dove materiali e natura convivono in equilibrio.

Anche la scelta cromatica segue questa filosofia. Le tonalità calde e fredde presenti nell’immagine richiamano la varietà delle identità contemporanee: linguaggi differenti che trovano un punto d’incontro attraverso l’architettura.

Un racconto visivo che restituisce il ruolo di Cersaie come piattaforma internazionale del progetto, non soltanto luogo di esposizione, ma spazio di confronto sulle trasformazioni che stanno cambiando il modo di abitare.

Cersaie 2026, dove industria e cultura del progetto si incontrano

Nel corso degli anni Cersaie è diventata molto più di una manifestazione dedicata alla ceramica. È oggi uno degli appuntamenti più importanti per il mondo dell’architettura e dell’interior design, capace di riunire aziende, progettisti, studi internazionali, distributori e professionisti provenienti da tutto il mondo.

La forza della manifestazione nasce dalla capacità di mettere in dialogo due mondi apparentemente diversi: da una parte l’innovazione industriale, dall’altra la ricerca progettuale.

La ceramica contemporanea rappresenta perfettamente questo equilibrio. Un materiale antico che, grazie alla tecnologia, ha assunto nuove possibilità applicative diventando protagonista di pavimenti, rivestimenti, facciate, superfici continue e soluzioni per l’outdoor.

Oggi il gres porcellanato non viene scelto soltanto per le sue caratteristiche tecniche, ma per la sua capacità di definire atmosfere.

Una superficie può trasformare la percezione di un ambiente, creare continuità visiva, amplificare la luce, evocare il calore della pietra naturale o la matericità del cemento.

È questa evoluzione ad aver reso la ceramica uno degli strumenti più interessanti dell’architettura contemporanea.

Il gres porcellanato italiano tra innovazione, ricerca e sostenibilità

Anche nel 2026 il gres porcellanato italiano sarà uno dei grandi protagonisti della manifestazione.

Il successo internazionale del comparto nasce dalla capacità dei brand italiani di unire cultura del design, ricerca tecnologica e qualità produttiva.

Le nuove collezioni raccontano un settore che guarda sempre più alla personalizzazione degli spazi e alla ricerca di superfici capaci di unire estetica e prestazione.

Una delle principali tendenze riguarda le grandi lastre, diventate negli ultimi anni uno degli elementi più rappresentativi del design contemporaneo.

Formati sempre più ampi permettono di creare superfici continue, eleganti e minimali, riducendo la frammentazione visiva degli ambienti e offrendo nuove possibilità progettuali per cucine, bagni, living, hospitality e spazi commerciali.

Parallelamente cresce il ruolo delle superfici dedicate all’outdoor. Terrazze, giardini, cortili e spazi pubblici diventano una naturale estensione degli interni grazie a materiali resistenti, sicuri e capaci di mantenere un forte valore estetico.

Le lastre a spessore maggiorato rappresentano una delle soluzioni più interessanti per questa nuova dimensione dell’abitare, dove interno ed esterno dialogano senza interruzioni.

Un altro grande tema sarà quello delle superfici materiche.

La ceramica contemporanea interpreta pietre, marmi, legni e cementi attraverso tecnologie sempre più sofisticate, raggiungendo livelli di realismo e qualità tattile impensabili fino a pochi anni fa.

Il risultato è un materiale capace di guardare alla natura senza copiarla, reinterpretandola attraverso un linguaggio contemporaneo.

Visione, materia, colore e futuro: le parole chiave dell’edizione 2026

Il percorso di Cersaie 2026 si sviluppa intorno a quattro concetti fondamentali: visione, materia, colore e futuro.

La visione rappresenta la capacità dell’architettura di anticipare i cambiamenti e immaginare nuovi scenari abitativi.

La materia racconta invece la continua evoluzione dei materiali e il ruolo della ricerca tecnologica nel trasformare superfici e ambienti.

Il colore diventa un elemento progettuale capace di influenzare percezioni ed emozioni, superando il semplice valore decorativo.

Il futuro richiama infine una delle sfide più importanti per il settore: progettare in modo responsabile.

Sostenibilità, riduzione degli sprechi, risparmio energetico e utilizzo consapevole delle risorse sono ormai elementi imprescindibili per ogni progetto contemporaneo.

La ceramica, grazie alla sua durata e alle innovazioni nei processi produttivi, si inserisce pienamente in questa nuova cultura progettuale.

L’architettura internazionale protagonista del programma culturale

Accanto agli spazi espositivi, Cersaie 2026 conferma la propria vocazione culturale con un programma dedicato ai grandi temi dell’architettura contemporanea.

Tra gli appuntamenti più attesi figura la lectio magistralis dell’architetto cileno Alejandro Aravena, vincitore del Pritzker Prize nel 2016.

La sua ricerca rappresenta una delle esperienze più significative dell’architettura degli ultimi anni: un approccio fondato sulla responsabilità sociale del progetto, sulla partecipazione degli abitanti e sulla capacità dell’architettura di rispondere alle esigenze reali delle comunità.

Il programma “Costruire, abitare, pensare” ospiterà inoltre incontri dedicati alle infrastrutture, alla rigenerazione urbana e al futuro delle città.

Particolare attenzione sarà dedicata anche alle nuove generazioni attraverso il Career Day della ceramica, un appuntamento pensato per creare un collegamento diretto tra studenti, università e aziende del settore.

I premi ADI valorizzano il progetto e l’innovazione

Il rapporto tra Cersaie e ADI – Associazione per il Disegno Industriale si rinnova anche nel 2026 attraverso due riconoscimenti dedicati alla qualità progettuale.

L’ADI Cersaie Design Award premierà i prodotti capaci di distinguersi per innovazione, ricerca estetica e qualità tecnologica.

L’ADI Exhibit Design Award sarà invece dedicato agli allestimenti più significativi, riconoscendo il valore dello spazio espositivo come strumento narrativo e di comunicazione del brand.

Due premi che sottolineano un concetto fondamentale: oggi il design non riguarda soltanto l’oggetto finale, ma tutto il processo che porta alla sua realizzazione.

Cersaie 2026, il futuro dell’abitare passa dalla relazione

La prossima edizione di Cersaie nasce quindi intorno a una nuova idea di spazio.

Un’architettura capace di mettere in relazione persone e luoghi, tecnologia e natura, memoria e innovazione.

Dal 21 al 25 settembre 2026 Bologna diventerà ancora una volta il punto di riferimento internazionale per chi immagina il futuro del progetto.

Perché la ceramica oggi non è più soltanto una superficie da scegliere, ma uno strumento attraverso cui raccontare nuovi modi di vivere.

E progettare il futuro significa prima di tutto creare connessioni.

Il sito Ufficiale di Cersaie: https://www.cersaie.it/

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