Milano Fashion Week SS27: i brand, le collezioni e le tendenze da conoscere

Cosa racconta la moda a Milano?

Dal 22 al 28 settembre Milano torna a essere uno dei principali osservatori internazionali sul presente e sul futuro della moda. La Milano Fashion Week dedicata alle collezioni SS27 non è soltanto una successione di sfilate, presentazioni e appuntamenti: è un momento in cui brand, designer, buyer, stampa e pubblico internazionale si incontrano per definire, stagione dopo stagione, nuove direzioni estetiche e culturali.

Milano continua così a funzionare come un vero termometro dell’industria: nelle collezioni si leggono i cambiamenti del gusto, il rapporto tra tradizione e innovazione, le nuove interpretazioni del lusso e il modo in cui la moda reagisce alle trasformazioni della società. Accanto ai grandi nomi del sistema italiano, la settimana conferma inoltre una presenza sempre più internazionale, facendo della città un punto di osservazione privilegiato su ciò che sta accadendo nel fashion system globale.

Anche i numeri restituiscono la dimensione di questo appuntamento. Secondo le stime diffuse in occasione dell’edizione di settembre, l’indotto legato alla spesa turistica supererà i 219 milioni di euro: una cifra in calo dell’8% rispetto a settembre 2025, ma in crescita dell’1,4% rispetto all’edizione di febbraio 2026. La quota maggiore della spesa è destinata allo shopping, con 100,8 milioni di euro, seguita da ricettività e ristorazione con 85,4 milioni e dai trasporti con 32,9 milioni.

Sono previsti quasi 141 mila visitatori, con una componente internazionale particolarmente significativa: gli arrivi dall’estero sono stimati in crescita del 22%. Un dato che conferma quanto la Fashion Week rappresenti per Milano non soltanto un appuntamento professionale, ma anche un importante momento economico, turistico e culturale.

Una Fashion Week più lunga e più aperta

L’edizione SS27 introduce anche una novità nella struttura stessa della settimana. Il calendario si estende infatti su sette giorni, dal 22 al 28 settembre, ampliando lo spazio disponibile per maison, brand emergenti e realtà internazionali. Sono 210 gli appuntamenti ufficiali tra sfilate, presentazioni ed eventi, ai quali si aggiungono le numerose iniziative fuori calendario che animano la città durante la Fashion Week.

Tra le novità più rilevanti c’è l’allargamento della presenza di Giorgio Armani e Prada, che contribuisce a distribuire maggiormente gli appuntamenti lungo la settimana e a costruire un calendario più articolato. Milano diventa così, ancora una volta, un sistema diffuso: la moda non si concentra soltanto nelle passerelle, ma occupa showroom, boutique, palazzi, installazioni e luoghi della città, creando una relazione sempre più stretta tra fashion system e spazio urbano.

La dimensione internazionale resta uno degli elementi centrali di questa edizione. A rafforzarla contribuisce anche Vogue World, ospitato all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II, ulteriore segnale della capacità di Milano di trasformarsi, durante la Fashion Week, in una piattaforma globale per la moda e per la cultura contemporanea.

Ma sono soprattutto le collezioni a raccontare dove sta andando il settore. Designer e maison lavorano su nuove proporzioni, materiali, costruzioni e codici estetici, recuperando archivi e linguaggi del passato oppure spingendosi verso interpretazioni più radicali del contemporaneo.

Dai grandi nomi ai designer emergenti, la Milano Fashion Week SS27 offre quindi una fotografia articolata del momento che sta attraversando la moda: non una sola tendenza dominante, ma una pluralità di direzioni che si incontrano, si sovrappongono e talvolta entrano in contrasto.

Vediamo nel dettaglio i brand, le collezioni e le tendenze da conoscere.

Milano Fashion Week SS27, settembre 2026 – Novità, Sfilate, Presentazioni
  1. Future Threads: Italy's New Wave | Fashion Hub
  2. Mediterranea: la moda campana | Fashion Hub
  3. Peserico SS27 la sfilata ai chiostri del Museo Diocesano
  4. Brunello Cucinelli SS27: la naturale eleganza
  5. Lacca, il debutto di Claudio Ligato
  6. Venerdì Pomeriggio SS27: un nuovo capitolo by Vivetta
  7. Vivetta SS27: Treasure & Trinkets
  8. The Frankie Shop apre a Milano
  9. Herno SS27: the art of choosing
  10. Off-White 10×10: Icons Reimagined
  11. MM6 Maison Margiela SS27: Una camicia diventa una gonna
  12. Edis Pala SS27: Merge | Designers Edition di Lineapelle
  13. Fabio Quaranta SS27: l’archivio torna a vivere
  14. J.Salinas SS27: El Retablo
  15. Keqiao SS27: la nuova moda cinese guarda a Milano
  16. SAGIO SS27: Remix XVIII Reborn
  17. Parajumpers: 20 anni, 20 interpretazioni della Gobi
  18. Redemption SS27: il rock degli anni Sessanta sulla terrazza del Duomo
  19. Palmatic Studio SS27: il corpo come spazio di emancipazione
  20. Genny SS27: La Regina del Deserto
  21. Luisa Beccaria SS27: Herbarium
  22. Francesco Murano SS27: Eidola
  23. Ports 1961 SS27:The Neo-Bohemian
  24. Fratelli Rossetti SS27: Forme del Fare
  25. Anteprima SS27: Curioser and Curioser
  26. Blauer B.Glam: il womenswear premium
  27. Borsalino SS27: Casablanca, il cinema e l' artigianalità
  28. Emporio Armani SS27: Traces of Time e il tempo minerale
  29. Demiurgo SS27: il cielo in una stanza
  30. The Attico SS27: Quando nessuno guarda
  31. Marco Rambaldi SS27: una casa tutta per sé
  32. Daily Mirror SS27: Modern, Genderless and Layered
  33. Hanbok Collective: la tradizione coreana
  34. Philipp Plein SS27: Fit for the Nomad
  35. Act N°1 SS27: Twist but Don't Shout
  36. Sportmax SS27: A Long Hot Summer

Future Threads: Italy’s New Wave | Fashion Hub

Future Threads: Italy’s New Wave è il progetto centrale del Fashion Hub di questa Milano Fashion Week SS27.

Curata da Sara Sozzani Maino, la mostra riunisce a Palazzo Morando sei realtà della nuova creatività italiana — Act N°1, Florania, Marcello Pipitone, Materia, Pecoranera e Simon Cracker — chiamate a rappresentare una generazione che sta ridefinendo il rapporto tra moda e ricerca.

Il progetto guarda alla moda italiana da una prospettiva contemporanea, mettendo in dialogo linguaggi differenti e mostrando come il concetto di Made in Italy possa essere reinterpretato oltre i codici più consolidati. Tradizione e sperimentazione convivono in una selezione che attraversa materiali, lavorazioni, costruzione del capo e ricerca estetica, restituendo un panorama meno uniforme e più aperto alle contaminazioni.

Più che individuare una nuova estetica dominante, Future Threads racconta una pluralità di approcci. Sono proprio le differenze tra i sei brand a costruire il senso della mostra: identità personali, processi progettuali e modalità diverse di intendere il vestire diventano parte di un unico racconto sulla nuova moda italiana.

A completare il percorso è Mirror, installazione site-specific realizzata dall’artista MP5, il cui linguaggio visivo in bianco e nero ruota attorno alla figura umana, al corpo e alla rappresentazione del genere. L’opera introduce così una dimensione ulteriore, mettendo in relazione la ricerca dei designer con una riflessione più ampia sull’identità e sulla sua rappresentazione.

Mediterranea: la moda campana | Fashion Hub

La moda campana arriva a Milano con Mediterranea, collettiva dedicata ai giovani talenti della regione. Palazzo Morando, all’interno delle sale della Campania al Milano Fashion Hub, ospita le creazioni di nove designer.

Le realtà sono state selezionate attraverso un bando pubblico. I brand sono: Apnoea, Dadamax, Moarno, Saman Loira, Trippat, Vienmnsuonno1926, insieme agli accessori di Antonio Cesaro per Livio De Simone con Big So Ben, Ilaria Pepino per Kilesa e Modia Romano Embroidery per Omega.

Promossa con il supporto della Regione Campania, l’iniziativa mette in dialogo la tradizione sartoriale campana con una ricerca contemporanea, valorizzando una filiera creativa che guarda al mercato internazionale.

L’inaugurazione, avvenuta al Museo Bagatti Valsecchi alla vigilia della Fashion Week, ha visto anche la partecipazione dello stilista campano Sabato De Sarno, ex direttore creativo di Gucci e recentemente nominato alla guida dello stile di Icicle. 

Mediterranea diventa così una vetrina per raccontare una nuova generazione della moda campana, artigianalità e sperimentazione.

Peserico SS27 la sfilata ai chiostri del Museo Diocesano

Tra i chiostri del Museo Diocesano di Milano, Peserico presenta una SS27 che parte dalla materia per costruire il proprio racconto.

La collezione di Paola Gonella torna infatti alle origini della maison vicentina, mettendo al centro la trama, la luce e la qualità dei tessuti: sete e lini vengono interpretati attraverso una palette che attraversa il rosso Falun, il verde argilla, i beige minerali, i grigi perlacei e i bianchi cartacei.

Protagonista assoluta è l’organza, proposta in versioni diafane e cangianti, increspata, cucita e trasformata in superficie, fino a diventare elemento distintivo di capi come il trench. La forza della collezione sta proprio nella capacità di Peserico di costruire eleganza senza ricorrere all’eccesso, attraverso proporzioni misurate, lavorazioni sartoriali e una ricerca tessile che diventa il vero codice della maison. Una moda discreta ma riconoscibile, in cui la materia non accompagna semplicemente la silhouette, ma ne determina il carattere.

Brunello Cucinelli SS27: la naturale eleganza

Per la SS27 Brunello Cucinelli presenta un’idea di savoir-faire che non ha bisogno di ostentazione, ma diventa una forma naturale di eleganza quotidiana.

La collezione vive sull’equilibrio tra controllo e libertà, comfort e identità, eccezionale e ordinario, attraverso una contaminazione misurata di codici e materie: la rafia incontra l’organza, le righe marinare si accendono di interventi dorati, il workwear dialoga con il crochet e l’utilità viene ammorbidita fino a diventare fluida e femminile.

Anche le costruzioni si sottraggono alle categorie più rigide, con camicie che assorbono volumi e dettagli di bomber e trench, trasformando il guardaroba quotidiano in qualcosa di più sofisticato senza perdere naturalezza.

Il punto più alto della ricerca è nella maglieria, dove intrecci diagonali ispirati alla paglia di Vienna vengono ricamati o realizzati a mano all’uncinetto e si estendono a gonne, T-shirt e accessori. È qui che il savoir-faire di Cucinelli diventa soprattutto un modo di costruire la silhouette: non un esercizio decorativo, ma una pratica capace di rendere prezioso ciò che appare spontaneo.

Lacca, il debutto di Claudio Ligato

Tra i nuovi brand presentati alla MFW c’è Lacca, nuova maison di lusso fondata dallo stilista italiano Claudio Ligato, che debutta ufficialmente con la Collection 0 nella cornice del Chiostro Cappuccio.

Un progetto che nasce dopo oltre trent’anni di esperienza nelle grandi maison internazionali — da Jean Paul Gaultier a Maison Margiela, dai 22 anni trascorsi da Roberto Cavalli fino all’esperienza come Head Fashion Designer da Elie Saab — e che traduce questo percorso in una prima collezione interamente realizzata in Italia.

Il progetto comprende 60 capi, tra 30 modelli invernali e 30 estivi, costruiti intorno a un ready-to-wear dall’attitudine couture e soprattutto al concetto di trasformazione: maniche removibili, colletti intercambiabili e dettagli modulari permettono di modificare i capi e trasferire alcuni elementi da una silhouette all’altra.

L’estetica di Lacca si muove tra strutture di ispirazione maschile e dettagli romantici e boudoir, con macramè e ricami disegnati dallo stesso Ligato, mentre crema, bianco e nero costruiscono una palette essenziale che lascia emergere forme e lavorazioni.

Al centro dell’identità della maison c’è inoltre l’uovo, ispirato alla Musa Addormentata di Constantin Brâncuși e destinato a diventare un elemento ricorrente attraverso gioielli, accessori e applicazioni.

Venerdì Pomeriggio SS27: un nuovo capitolo by Vivetta

Con Venerdì Pomeriggio, Vivetta Ponti apre un nuovo capitolo della propria ricerca, portando nella seconda stagione del progetto genderless lifestyle un immaginario sospeso tra il giardino domestico e quello spontaneo, tra ordine e natura selvaggia.

La collezione SS27 traduce questo universo fiabesco in una moda più adulta e sofisticata, senza rinunciare agli elementi che hanno definito il linguaggio della designer: ricami, piume, dettagli preziosi e riferimenti al mondo delle favole, amplificati da una colonna sonora che attinge anche a Lo schiaccianoci di Čajkovskij.

Il guardaroba alleggerisce le silhouette e riduce il ricorso ai trompe-l’œil e all’ornamento più esplicito, introducendo una costruzione più misurata attraverso trench in organza di seta nei toni sorbetto, top in satin, abiti plissettati, cappotti dal gusto Sixties e una nuova attenzione al tailoring.

A interrompere questa apparente disciplina arrivano dettagli gioiello, bottoni argentati, harness realizzati con perle vintage, gonne in chain mail e applicazioni che sembrano caramelle colorate: piccoli scarti ironici che mantengono vivo il gioco. È proprio in questo equilibrio tra maturità e meraviglia che Venerdì Pomeriggio costruisce la propria identità, trasformando l’eredità estetica di Vivetta in una direzione nuova.

Vivetta SS27: Treasure & Trinkets

Con Treasure & Trinkets, Vivetta apre un nuovo capitolo della propria identità, guardando all’archivio non con nostalgia ma come a un patrimonio da rielaborare e proiettare nel presente.

La collezione SS27 lavora sulla tensione tra rigore sartoriale e leggerezza, costruendo silhouette precise attraverso giacche segnate in vita, gonne allungate a vita alta, camicie impalpabili, bustier e riferimenti alla couture degli anni Cinquanta e Sessanta. I toni pastello e sorbetto incontrano nude, nero e bianco ossidato, mentre viscosa, gabardine di cotone, double-face e nylon taffetà danno forma a un guardaroba che alterna struttura e movimento.

Il vero elemento di continuità con il mondo Vivetta emerge però nei bijoux d’archivio: componenti, sfere e perline dagli anni Settanta agli anni Novanta vengono recuperati e ricomposti in collier, orecchini, borse e minidress dall’effetto chandelier, trasformando il passato in materia contemporanea.

Parallelamente alla collezione, il brand consolida la propria presenza a Milano: il nuovo showroom di via Senato 15 è diventato la base operativa da cui è nata anche questa seconda collezione e la società sta valutando l’apertura del primo monomarca Vivetta a Milano già nel 2027, con la ricerca della location in corso.

Più che un semplice punto vendita, il futuro flagship milanese potrebbe così diventare lo spazio fisico attraverso cui Vivetta definisce la nuova fase della maison: un luogo capace di riunire moda donna, uomo e accessori sotto un’identità sempre più autonoma.

La Sfilata SS27 di Vivetta alla Milano Fashion Week

The Frankie Shop apre a Milano

The Frankie Shop il 23 settembre ha inaugurato il suo nuovo flagship store in Via San Pietro all’Orto 26, nel cuore del Quadrilatero della Moda.

Lo spazio di 230 metri quadrati, distribuito su due livelli, porta nel centro della città l’estetica essenziale del brand fondato a New York nel 2014 da Gaëlle Drevet, riconoscibile per un guardaroba dalle linee oversize, contemporaneo e fortemente orientato alla costruzione della silhouette.

Il progetto milanese cerca un equilibrio tra il DNA minimalista del marchio e l’atmosfera della città, lasciando che siano prodotto, materiali e architettura dello spazio a definire l’esperienza. Dopo New York e Parigi, il negozio milanese rappresenta dunque un ulteriore passo nel percorso di crescita di un marchio.

Herno SS27: the art of choosing

Per la SS27 Herno sceglie di uscire dalla logica della tradizionale presentazione e trasforma il proprio headquarter milanese in un vero mercato spagnolo.

Tra banchi, cesti di verdura, prodotti esposti e dettagli della quotidianità, la collezione viene presentata come un esercizio sulla scelta e sulla qualità, costruendo un’ambientazione che diventa parte integrante del progetto. Ci sono le mele, la borsa a rete proposta come omaggio e, tra le erbe aromatiche, un piccolo cartello con la scritta “scelto con cura”: elementi semplici che spostano l’attenzione dal prodotto all’atto stesso del selezionare.

Il mercato diventa così una metafora del lavoro di Herno, della ricerca sui materiali e della costruzione di un guardaroba in cui ogni elemento deve trovare il proprio posto. La scelta della Spagna non è inoltre casuale, ma dialoga con una delle aree internazionali di maggiore interesse per il brand.

La collezione SS27 rimane esposta per tutta la Fashion Week all’interno del distretto Herno, permettendo a buyer e addetti ai lavori di osservare da vicino capi e materiali. Più che una semplice scenografia, il mercato diventa quindi il linguaggio attraverso cui Herno racconta il proprio modo di intendere il lusso: scegliere, distinguere, riconoscere la qualità.

Off-White 10×10: Icons Reimagined

A Milano Off-White porta 10×10: Icons Reimagined, progetto che riprende uno dei principi fondativi del brand — “Question Everything” — per mettere in discussione dieci delle sue icone attraverso lo sguardo di dieci creativi internazionali.

Renell Medrano, Scott Mescudi, Ava Nirui, Guillermo Andrade, Veneda Carter, Yuta Hosokawa, Bafic, Raul Lopez, Stéphane Ashpool e A$AP Nast sono stati invitati a reinterpretare altrettanti elementi del linguaggio Off-White, trasformandoli in nuovi oggetti che attraversano calzature, denim, eyewear e capispalla.

Il progetto, già passato da New York e Parigi, arriva a Milano con l’installazione Imaginary Palace, trasformando la Fashion Week in un momento di confronto tra moda, arte, identità e cultura contemporanea. Più che una celebrazione dell’archivio, 10×10 utilizza le icone come materia da manipolare: il prodotto diventa un punto di partenza e la reinterpretazione il vero progetto creativo.

Le dieci proposte entreranno progressivamente sul mercato attraverso una serie di drop distribuiti nei prossimi mesi. È confermata la strategia che guarda alla curatela collettiva e alla collaborazione come strumenti per mantenere aperto il vocabolario del brand.

Alessandro Enriquez SS27: il Mediterraneo e Olimpo d’Amore

Con Olimpo d’Amore, Alessandro Enriquez porta alla Milano Fashion Week un Mediterraneo immaginato come luogo di incontro tra la Sicilia e la Grecia. Riferimenti geografici, culturali e cromatici diventano così un linguaggio che attraversa la moda e il design.

Il dialogo con la Grecia trova una sintesi nel progetto Azzurro realizzato con Cappellini. L’iconica sedia Bac di Giulio Cappellini viene reinterpretata attraverso il loulaki, l’azzurro che per Enriquez evoca mare, cielo e architetture mediterranee.

La stessa dimensione culturale attraversa Io Sono Saffo, progetto editoriale che raccoglie quaranta frammenti d’amore. Il progetto diventa anche una capsule di T-shirt legata ai temi della libertà d’espressione e dei diritti.

Ma la direzione di Enriquez va oltre la collezione. Con il lancio del primo e-shop, il brand consolida un modello che porta il suo immaginario su categorie diverse. Dall’abbigliamento agli oggetti, dalla cartotecnica alle carte da parati, fino al vino e all’olio.

Una visione di lifestyle costruita sulla capacità del disegno di attraversare linguaggi e prodotti differenti. Il progetto è sostenuto da una rete di circa cento multibrand in Italia e da una presenza internazionale distribuita tra Europa, Grecia, Turchia, Nord Africa, Penisola Iberica e Medio Oriente.

Per la SS27, inoltre, la collaborazione con la storica azienda tessile comasca Monteoliveto porta nella collezione basi di stampa esclusive in misto seta e viscosa, popeline di cotone e tweed bouclé. Una ricerca in cui il Mediterraneo non è soltanto un tema estetico, ma una matrice culturale capace di estendersi dalla moda al progetto.

MM6 Maison Margiela SS27: Una camicia diventa una gonna

Alla Borsa Italiana, MM6 Maison Margiela parte da una domanda concreta per costruire la SS27. Cosa accade quando un oggetto familiare viene indossato in un modo completamente diverso?

La risposta è una collezione che lavora sulla funzione prima ancora che sulla forma. I capi si spostano attorno al corpo, lasciando volutamente visibile la loro costruzione originale.

Una camicia può diventare una gonna, con la linea delle spalle trasformata nel punto dei fianchi, oppure un abito con il punto vita trasferito verso l’alto. Il tailoring maschile, le giacche biker e le camicie seguono lo stesso principio, con colletti, abbottonature e chiusure che abbandonano il centro per muoversi lateralmente.

Non si tratta però di cancellare l’identità del capo, ma di renderla evidente proprio attraverso lo spostamento. La riconoscibilità diventa il punto di partenza per immaginare una funzione diversa. Anche le superfici partecipano a questa trasformazione, con sovratinture, trattamenti all’amido e finiture che restituiscono ai materiali un aspetto quasi cartaceo e pittorico.

La ricerca prosegue negli accessori, dove il guanto diventa borsa o si trasforma in una scarpa a cinque dita. Le sue cuciture caratteristiche vengono trasferite sulle calzature. La collaborazione con Havaianas porta lo stesso esercizio sull’iconica infradito, che sotto l’abito viene scomposta nella zona delle dita e ricostruita attraverso sei suole sovrapposte.

Edis Pala SS27: Merge | Designers Edition di Lineapelle

Con Merge SS27, Edis Pala celebra dieci anni di attività portando alla Milano Fashion Week una collezione che guarda alle proprie origini balcaniche come a una materia ancora profondamente contemporanea.

Presentata il 23 settembre in Piazza Tomasi di Lampedusa, la sfilata ha inaugurato ufficialmente la Designers Edition di Lineapelle, rafforzando il legame tra moda, ricerca e cultura della pelle.

La collezione conserva il carattere audace del designer di origine bulgara attraverso motivi dipinti a mano, volumi asimmetrici e costruzioni che rifiutano una lettura convenzionale della silhouette.

Il riferimento alla tradizione non diventa così un esercizio nostalgico, ma un elemento da fondere con una sensibilità contemporanea, coerente con il titolo Merge: unire linguaggi, influenze e identità differenti.

Il progetto nasce con il supporto di Afro Fashion Association, all’interno di Afro Fashion Week Milano, e in collaborazione con UNIC – Concerie Italiane. È evidente ancora una volta il ruolo della pelle come materiale di ricerca e sperimentazione.

Fabio Quaranta SS27: l’archivio torna a vivere

Fabio Quaranta inaugura la Milano Fashion Week SS27 con una presentazione che mette in dialogo il presente con oltre trent’anni di ricerca personale.

Nello spazio di Via Privata Passo Pordoi 6, legato al collettivo MotelSalieri e al progetto multidisciplinare Urania, la nuova collezione diventa parte di un racconto più ampio, in cui l’archivio non è soltanto memoria ma materia ancora attiva.

L’estetica utilitaria e la sartoria d’avanguardia che caratterizzano il lavoro del designer si traducono in capispalla destrutturati, tute workwear rivisitate, sahariane in lino e poncho protettivi dai volumi generosi.

La palette alterna tonalità terrose e verdi oliva al rigore del nero, mantenendo quella tensione tra funzionalità e costruzione che attraversa la ricerca di Quaranta.

La presentazione introduce inoltre il suo progetto di resale, pensato per prolungare il ciclo di vita dei capi d’archivio e riportarli nel presente attraverso una nuova combinazione con la collezione contemporanea. Un’operazione che sposta il concetto stesso di archivio: non un deposito di ciò che è stato, ma un patrimonio da riattivare, reinterpretare e rimettere in circolo.

J.Salinas SS27: El Retablo

Con El Retablo, presentata a Milano il 22 settembre, J.Salinas trasforma una forma d’arte tradizionale andina in un dispositivo contemporaneo di memoria e racconto.

Il designer peruviano Jorge Luis Salinas guarda ai retablos, le piccole scatole artigianali decorate a mano che custodiscono scene di vita quotidiana, episodi sacri e frammenti del folklore peruviano, per immaginare l’abito come uno spazio altrettanto intimo e protettivo.

La tradizione non viene riprodotta letteralmente, ma tradotta attraverso una ricerca materica fatta di texture tridimensionali, lavorazioni a maglia, intrecci complessi e forme quasi scultoree.

Tecniche artigianali e costruzioni contemporanee convivono così nella stessa silhouette, creando un dialogo tra memoria e presente. È proprio questo confronto a definire la collezione: l’eredità culturale delle Ande non viene trattata come un riferimento esotico, ma come una materia viva da portare nel guardaroba contemporaneo.

In El Retablo, ogni capo diventa quindi un contenitore di storie, capace di conservare un’identità e, allo stesso tempo, di trasformarla attraverso la moda.

La sfilata SS27 di J.Salinas a Milano

Keqiao SS27: la nuova moda cinese guarda a Milano

Per la terza edizione del suo runway show collettivo alla Milano Fashion Week, Keqiao porta a Milano un progetto che va oltre la semplice presentazione di quattro collezioni.

Nato dall’accordo triennale tra il distretto tessile cinese di Shaoxing, Keqiao, e la Camera Nazionale della Moda Italiana, il progetto costruisce un ponte tra la filiera tessile cinese e il sistema internazionale della moda.

Alla Società del Giardino, il concept Season Abide by Their Course riflette sulla ciclicità della natura, sulla sostenibilità e sul rapporto con i materiali attraverso quattro interpretazioni differenti.

Gu Yuandai recupera la manualità e le antiche tecniche di tessitura. La sua ricerca le confronta con l’industrializzazione contemporanea.

Liu Hongchao porta invece l’attenzione sulla struttura dei tessuti e sulla costruzione dei volumi.

Sancailiyi rilegge cromie e motivi della tradizione orientale attraverso un linguaggio contemporaneo. Sayaanno lavora invece sulla sperimentazione materica, con un’estetica più fluida e minimale.

Il progetto prosegue anche fuori dalla passerella. Dal 24 settembre, Keqiao è presente a White Milano con un’area dedicata a quindici brand contemporanei del distretto.

L’iniziativa mette in relazione tessuti, ready-to-wear e ricerca con buyer e operatori internazionali. Milano diventa così non soltanto il luogo della sfilata, ma una piattaforma attraverso cui la nuova creatività cinese cerca un confronto diretto con il mercato e con il sistema della moda globale.

SAGIO SS27: Remix XVIII Reborn

A Palazzo Bovara, nel cuore di Milano, Alexander Sagio porta in scena Remix XVIII Reborn, la collezione SS27 del brand omonimo fondato nel 2023.

Nato a Baku e oggi con base operativa a Budapest, il designer trasferisce nella moda donna la formazione in architettura. Corpo, struttura e percezione diventano così elementi inseparabili della sua ricerca.

Dopo aver esplorato nella stagione precedente le diverse personalità che scegliamo di mostrare o nascondere, SAGIO parte per la SS27 da una domanda più intima: come arriviamo a vedere noi stessi? Acqua, riflessi e trasparenze diventano metafore di un’identità in continua costruzione. La collezione traduce questa riflessione in una precisa tensione tra rigore sartoriale e deformazione delle proporzioni.

Il linguaggio del tailoring parte da lane gessate pesanti e blazer checked grigi. La struttura tradizionale del completo viene però modificata attraverso volumi alterati e tagli che cambiano la percezione del corpo. A questa severità si contrappongono abiti corti neri con grandi maniche a balze in tulle, crop top bianchi con scollo a V e gonne midi blu attraversate da volant.

I guanti lunghi in pelle, quasi da opera, accentuano la dimensione teatrale della collezione. Le mezze maschere che coprono parzialmente il volto introducono invece uno degli elementi più significativi della sfilata. Sottrarre il viso significa anche spostare l’attenzione dall’identità individuale alla costruzione dell’abito.

Parajumpers: 20 anni, 20 interpretazioni della Gobi

Per celebrare il ventesimo anniversario, Parajumpers trasforma il proprio heritage in un progetto di ricerca e sperimentazione. A Via Tortona 58, negli spazi del Padiglione Visconti, 20 Years. 20 Journeys mette al centro la Gobi, il primo capo realizzato dal brand e diventato negli anni una delle sue icone.

Venti artisti, designer e creativi internazionali sono stati invitati a reinterpretarla senza vincoli, trasformando la giacca attraverso materiali e linguaggi differenti: dal micelio ai biopolimeri stampati in 3D, fino a tessuti artigianali provenienti da Ghana, Perù e Cina.

La moda dialoga così con fotografia, design e musica, con una colonna sonora originale firmata da Romain Azzaro e una serie di immagini di Frédéric Lagrange ispirate ai paesaggi naturali che hanno dato origine al nome Gobi.

Accanto alle venti nuove interpretazioni, l’esposizione presenta anche quaranta capi d’archivio, compresi alcuni dei primi capispalla della Masterpiece Series, costruendo un percorso tra memoria e trasformazione.

Parajumpers sceglie così di raccontare vent’anni di identità non attraverso una semplice celebrazione del passato, ma utilizzando il proprio capo simbolo come una superficie aperta alla sperimentazione contemporanea.

Redemption SS27: il rock degli anni Sessanta sulla terrazza del Duomo

Sulla terrazza di Piazza del Duomo 21, Redemption porta in scena la SS27 con una collezione che guarda alle icone più carismatiche della musica degli anni Sessanta.

Dopo le atmosfere più dure e le superfici di pelle della stagione precedente, Gabriele “Bebe” Moratti arretra di un decennio e costruisce un immaginario legato alla sensualità irriverente di Marianne Faithfull, Anita Pallenberg e Jane Birkin, insieme allo spirito della Swinging London.

La location monumentale del Duomo amplifica il contrasto tra l’architettura gotica e un guardaroba fatto di abiti cortissimi dalle linee ad A, pizzi dall’attitudine bohémien, lavorazioni preziose e completi sartoriali dall’eleganza androgina, con richiami al dandy rock di Mick Jagger.

Il risultato mantiene quella componente teatrale e ribelle che appartiene al DNA di Redemption, ma la sposta verso una dimensione più sofisticata e sensuale.

Palmatic Studio SS27: il corpo come spazio di emancipazione

Al debutto alla Milano Fashion Week, Palmatic Studio presenta Sensory, una collezione che porta in passerella la ricerca di un collettivo romano interamente femminile.

Fondato da Benedetta Formilli Fendi insieme ad Anna Lemme, Sylvia Colivicchi de Angelis, Vittoria Cesari e Giorgia Fusella, il brand unisce fashion design, gioielleria, grafica e product management in un progetto che guarda alla donna come spazio di forza, movimento e trasformazione.

Il nome stesso, ispirato alla palma, richiama capacità di adattamento, resilienza e crescita. Per la SS27, questi principi prendono forma attraverso silhouette body-conscious pensate per seguire il corpo anziché costringerlo, con trasparenze, drappeggi fluidi, volants e dettagli metallici che costruiscono un equilibrio tra sensualità e determinazione.

Particolarmente centrale è il rapporto tra abito e gioiello: gli elementi di gioielleria non vengono trattati come semplici accessori, ma entrano nella struttura dei look, fondendosi con i tessuti e diventando parte dell’architettura stessa del capo. 

Genny SS27: La Regina del Deserto

Con La Regina del Deserto, Sara Cavazza Facchini costruisce per Genny una SS27 sospesa tra contemplazione e movimento. L’ispirazione nasce da un’immagine di pace osservata dalla designer durante la lettura di un libro sull’Africa. Una zebra che si abbevera diventa così il punto di partenza per una collezione che racconta una donna capace di mantenere calma e consapevolezza anche nella quotidianità.

Le silhouette sono leggere e fluide. Le giacche hanno la morbidezza delle camicie, mentre le profonde scollature lasciano emergere reggiseni di pizzo. Gli abiti da sera sembrano modellati dal vento sulla pelle.

Accanto a questa dimensione meditativa arriva il tennis. Plissé, gonne corte a palloncino e abiti balloon introducono un’attitudine più dinamica. In passerella debutta anche Laila Hasanovic, alla sua prima fashion week.

La proposta quotidiana introduce per la prima volta il denim. Il tessuto viene accoppiato allo chiffon e trattato con un effetto più morbido e hippie. Completano la collezione stampe con zebre e agavi, cinture di perle e una palette che passa dal blu cobalto all’azzurro, dai toni della sabbia all’off-white, fino ai colori caldi del tramonto.

La sfilata SS27 di Genny a Milano

Max Mara SS27: l’eleganza dell’esploratrice contemporanea

Per la SS27, Max Mara guarda alle donne audaci e cosmopolite degli anni Trenta.

Freya Stark, Osa Johnson, Eva Dickson, Amelia Earhart e Beryl Markham diventano riferimenti per costruire un guardaroba contemporaneo, pensato per affrontare la complessità della vita quotidiana con la stessa determinazione delle grandi esploratrici.

Il trench e i pantaloni sartoriali a vita alta sono i protagonisti della collezione. La gamba ampia e la costruzione precisa incontrano camicie e dolcevita, creando una silhouette mannish e sofisticata. La palette neutra rafforza un’idea di eleganza rilassata e rigorosa.

La ricerca prosegue attraverso la giacca da safari, reinterpretata e accostata a shorts e gonne fluide. Anche il gilet cargo cambia funzione e diventa un capo sartoriale, abbinato a leggere gonne d’organza.

Max Mara parte così dall’immaginario dell’avventura per riportarlo nella realtà contemporanea. Le sfide non sono più necessariamente quelle di una spedizione, ma il traffico, il lavoro, gli appuntamenti e il continuo passaggio dalla quotidianità alla sera. Un guardaroba costruito per muoversi attraverso tutto questo, senza rinunciare alla precisione.

La collezione SS27 di Max Mara a Milano

Luisa Beccaria SS27: Herbarium

Nel giardino dell’Acquario Civico, Luisa Beccaria presenta Herbarium, una collezione PE 2027 dedicata alla nipotina appena nata.

La natura diventa il punto di partenza di una collezione che unisce vegetazione marina e terrestre, elementi acquatici e colori liquidi. Fiori, foglie e melograni compaiono sui capi attraverso stampe, ricami e lavorazioni tridimensionali.

Le silhouette sono eteree e fluide. Abiti bustier con mantelline leggere, mini dress a trapezio, pencil skirt con bluse trasparenti e lunghi abiti ricamati costruiscono un guardaroba sospeso tra romanticismo e leggerezza. La maglieria introduce lavorazioni artigianali in mohair traforato, mentre margherite, volant, rouches e dettagli in chiffon trasformano i capi in piccoli erbari da indossare.

La palette richiama acqua, cielo, albe e tramonti. Organza, fil coupé, pizzo e tulle ricamato si alternano a popeline, broccati e cotoni stampati. Il racconto si estende anche ai costumi da bagno, decorati con motivi di melograno, e si chiude con un abito da sposa scenografico in tulle e fiori.

Francesco Murano SS27: Eidola

Con Eidola, Francesco Murano porta nella SS27 la sua passione per la fantascienza cinematografica e letteraria. Il riferimento principale è Metropolis di Fritz Lang, film del 1927 ambientato proprio nel 2026.

Un immaginario distopico che Murano rilegge senza rinunciare al linguaggio sensuale e fluido che caratterizza il suo lavoro.

La collezione nasce infatti dall’incontro tra struttura e morbidezza. Le silhouette geometriche e quasi robotiche della fantascienza si fondono con i drappeggi, creando un equilibrio tra tecnologia e corpo. Murano supera così la separazione tra sensualità e rigore formale. Il futuro immaginato da Eidola non è fatto soltanto di macchine e geometrie, ma di una possibile convivenza tra tecnologia e dimensione umana. Tra gli accessori le nuove scarpe con il tacco che si apprestano a diventare item del brand.

Ports 1961 SS27:The Neo-Bohemian

Per la collezione SS27 Ports 1961 presenta a Milano The Neo-Bohemian. Il progetto accompagna il riposizionamento del brand nella fascia contemporary designer e punta su un’idea di lusso più accessibile.

La nuova sede di via Spartaco rafforza il ruolo di Milano nel progetto. I 700 metri quadrati ospitano showroom, uffici e atelier. Prototipia, sviluppo prodotto, tessuti e stile sono realizzati in Italia, mentre la confezione resta affidata alla Cina.

La collezione racconta una donna immersa nella cultura. I volumi sono morbidi ma precisi. I capispalla guardano invece all’universo utility. L’arte entra negli spazi dell’headquarter attraverso la collaborazione con il centro Edoardo Monti di Brescia. Le opere convivono con tele e manichini vestiti Ports 1961.

Il nuovo corso coinvolge anche retail e digitale. Il flagship di via Spiga registra risultati positivi, mentre le vendite nei negozi cinesi sono in crescita. Parallelamente, il brand sta riorganizzando l’e-commerce per rafforzare la propria identità come digital brand.

Fratelli Rossetti SS27: Forme del Fare

Fratelli Rossetti sceglie la terrazza di Torre Breda per raccontare Forme del Fare, un progetto dedicato al saper fare italiano. I maestri artigiani lavorano dal vivo, mostrando tecniche storiche e nuove lavorazioni e riportando al centro materia, forma, colore e manualità.

La novità della stagione è Aliseo, una lavorazione proposta sull’iconico mocassino Brera e su altri modelli uomo e donna. Gli intagli disegnano un motivo dinamico ispirato al movimento del vento. La ricerca estetica si unisce alla funzionalità, perché la lavorazione favorisce freschezza e traspirabilità.

La collezione SS27 sviluppa poi diversi immaginari. Il modello Foglie guarda al mondo botanico, Portofino e Capri evocano il Mediterraneo, mentre il tema Coloniale introduce una dimensione più decisa. Accanto alle nuove proposte ritornano lavorazioni simbolo come Intreccio e Toledo, espressione di un’artigianalità che continua a evolversi.

Anteprima SS27: Curioser and Curioser

Per la SS27, Anteprima entra nel mondo di Curioser and Curioser. L’ispirazione nasce da Alice nel Paese delle Meraviglie e costruisce una realtà sospesa, dove il passato incontra una nuova idea di leggerezza.

Rose ricamate in trasparenza, specchi e giochi di trompe-l’œil trasformano la collezione in un paesaggio da scoprire. La dimensione artigianale incontra un’attitudine contemporanea. Il pizzo diventa così uno strumento per giocare con ciò che si vede e ciò che rimane nascosto.

Le silhouette lavorano sulla dualità. Volumi morbidi e linee più decise convivono nella stessa collezione. Rouches, ombre e proporzioni alterate introducono un senso di sorpresa, mentre il garden immaginario di Anteprima lascia che scala e logica si trasformino.

Anche l’archivio entra nel gioco. Izumi Ogino recupera alcune scarpe realizzate circa vent’anni fa e le rilegge attraverso il presente. Memoria e contemporaneità si incontrano senza nostalgia.

La palette attraversa cielo, rosa chiaro, menta, creamy latte, beige caldo e oliva, con accenti di mattone, giallo e turchese. La Wirebag si arricchisce di ruffle, mentre rose all’uncinetto e charms ispirati a insetti e strumenti del giardinaggio completano il racconto.

Al centro rimane una domanda: “Who Are You?”. Non un dubbio sull’identità, ma un invito a guardarsi attraverso uno specchio e scoprire una versione diversa di sé.

La sfilata di Anteprima SS27 alla Milano Fashion Week

Blauer B.Glam: il womenswear premium

Con B.Glam, Blauer apre un nuovo capitolo e porta per la prima volta il proprio linguaggio nel womenswear premium. La capsule nasce dall’incontro tra l’outerwear tecnico del brand e una femminilità più libera e sofisticata.

Parka, coulisse, tasche utility e volumi dell’archivio vengono riletti attraverso organza, taffetà, dettagli Swarovski e proporzioni più fashion. Il risultato è una collezione pensata per cambiare carattere attraverso lo styling e accompagnare la donna durante tutta la giornata.

B.Glam mantiene un’identità autonoma rispetto alla main collection. Il progetto diventa un laboratorio stagionale di ricerca e sperimentazione, destinato a crescere collezione dopo collezione.

La distribuzione partirà dalla SS27 in Italia, Germania e Spagna. Il progetto guarda però anche a nuovi retailer e ai mercati in sviluppo, con particolare attenzione all’Asia. Parallelamente, Blauer prosegue l’espansione internazionale con pop-up e shop-in-shop, a partire dal primo appuntamento previsto da Breuninger ad Amburgo nell’ottobre 2026.

Borsalino SS27: Casablanca, il cinema e l’ artigianalità

Borsalino guarda a Casablanca, il film del 1942 che ha reso iconica l’eleganza di Ingrid Bergman e Humphrey Bogart. A 170 anni dalla fondazione, la Maison trasforma quell’immaginario in una collezione che guarda alla tradizione senza nostalgia.

Le atmosfere del film e della città diventano palette e materia. Il bianco delle architetture, il blu dell’Atlantico, le spezie e i toni della terra si traducono in cappelli e borse attraverso paglia, rafia e camoscio. Riferimenti marocchini come gli zellige e gli areati entrano nelle lavorazioni decorative.

Il viaggio nella memoria porta anche all’archivio Borsalino. Tornano alcune storiche cinte custodite dalla Maison, accanto a nuovi modelli che confermano il cappello come cuore della collezione.

Il racconto creativo della collezione SS27 accompagna una fase di espansione internazionale. La boutique di Shanghai ha conquistato un pubblico giovane e in larga parte femminile, mentre il brand prevede sei nuove aperture in Cina. In Europa, dopo i risultati della boutique di Londra, Borsalino è alla ricerca di una seconda location nella capitale britannica. L’offerta si amplia inoltre attraverso borse, profumi e collaborazioni.

Emporio Armani SS27: Traces of Time e il tempo minerale

Per la SS27, Emporio Armani racconta i segni lasciati dal tempo attraverso una collezione costruita intorno al grigio. Traces of Time, disegnata da Silvana Armani e Leo Dell’Orco, trasforma la palette minerale in un vero codice estetico.

Il concetto di “tempo minerale” prende forma attraverso cristalli di sale, acidature e tinture a freddo. I tessuti assumono superfici irregolari e vissute. Il lino richiama effetti trompe-l’œil, il seersucker diventa mosso e accartocciato, mentre il velluto lavorato al laser crea effetti tridimensionali. Le organze giocano invece con trasparenze e riflessi.

La leggerezza attraversa il guardaroba maschile e femminile. Lino, seta, cotone, viscosa e jersey rendono più morbide le strutture sartoriali. Le giacche perdono rigidità, i pantaloni acquistano volumi ampi e la maglieria guarda al mondo dell’intimo. Sartorialità, trasparenze e proporzioni over si incontrano in un guardaroba sempre più fluido e interscambiabile.

La palette parte dalle diverse sfumature di grigio e si apre appena verso azzurro tenue, panna e nero. È una scelta che dialoga con gli spazi dell’Armani/Teatro, trasformando la presentazione in un racconto coerente tra abiti e architettura.

La collezione arriva inoltre in un momento di passaggio per Emporio Armani. Dalla prossima stagione, Dario Vitale assumerà la direzione creativa della linea e degli accessori. Silvana Armani e Leo Dell’Orco continueranno comunque a firmare le collezioni, mantenendo il loro ruolo anche all’interno della maison.

Demiurgo SS27: il cielo in una stanza

Con Leather Like a Feather Vol. II – Il Cielo in una Stanza, Demiurgo Leather Avantgarde porta alla Lineapelle Designers Edition una nuova ricerca sulla pelle. Il progetto, guidato da Antonio Salvatore, parte dalla materia per metterne in discussione peso, rigidità e consistenza.

La pelle viene alleggerita fino a diventare quasi impalpabile. Una trasformazione che unisce la tradizione conciaria di Solofra alla sperimentazione contemporanea. Il materiale segue così il corpo con maggiore fluidità e costruisce silhouette destrutturate e volumi più liberi.

Il contrasto attraversa anche la palette. L’azzurro cielo incontra il rosso vivido, mentre il nero lucido definisce trench avvolgenti e completi dal taglio relaxed. Capi classici del guardaroba vengono così reinterpretati attraverso una nuova libertà di movimento.

Al centro della visione di Demiurgo rimane la materia. Plasmare la pelle significa trasformarla, portarla verso nuovi stati e superfici. È un processo in cui il sapere artigianale incontra la ricerca e la sperimentazione, secondo una filosofia di continua metamorfosi.

Presentata in Piazza Giuseppe Tomasi di Lampedusa, la collezione ha chiuso la decima edizione della Lineapelle Designers Edition.

La collezione SS27 di Demiurgo alla Milano Fashion Week

The Attico SS27: Quando nessuno guarda

Per celebrare i dieci anni del brand, Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini costruiscono una collezione intorno a una domanda: cosa succede quando nessuno guarda? Per The Attico, la moda diventa così un gesto istintivo e privato. Un modo per vestirsi secondo ciò che si sente, senza dover rispondere a uno sguardo esterno.

L’ispirazione nasce dal letto, luogo della dimensione più intima. Qui si dorme, ci si veste, ci si spoglia e si possono attraversare versioni diverse di sé. Questo principio entra nella collezione attraverso un guardaroba volutamente irregolare, sospeso tra abbandono e controllo.

Drappeggi, superfici stropicciate e capi modellati sul corpo restituiscono un effetto vissuto. All’interno degli abiti, il filo metallico permette però di trattenere le forme e modificarle. La silhouette rimane quindi aperta, pronta a essere deformata e riscritta da chi la indossa.

Lingerie, trasparenze e cut-out portano il corpo in primo piano. Le fasce lo stringono, mentre zip, strascichi e aperture ne interrompono le proporzioni. Bomber, tailoring allungato e volumi morbidi convivono con una sensualità più esplicita.

È una collezione costruita sulla coesistenza degli opposti. Pubblico e privato, precisione e spontaneità, protezione ed esposizione. The Attico trasforma questa ambivalenza in un guardaroba che non cerca una forma definitiva, ma segue l’istinto di chi lo indossa.

Marco Rambaldi SS27: una casa tutta per sé

Per la SS27 Marco Rambaldi trasforma la passerella in una casa-rifugio, uno spazio intimo da cui ripensare identità, appartenenza e libertà. Il riferimento è Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf, ma il concetto viene esteso alla comunità queer che da sempre attraversa l’immaginario del designer bolognese.

Da qui nascono una collezione profondamente legata alla città e una serie di riferimenti alla memoria queer italiana e internazionale: dalle torri di Bologna alle fotografie di Lisetta Carmi e Nan Goldin, fino a Casa Susanna, rifugio per donne transgender nell’America degli anni Cinquanta e Sessanta.

Il guardaroba alterna capi quotidiani e costruzioni più elaborate, lavorando sulla tensione tra vestizione e svestizione. Un balloon dress bianco apre la sfilata con tessuto e uncinetto vintage, mentre bluse di recupero, crepe de chine, maglieria e denim lavorato a mano costruiscono una femminilità meno convenzionale.

L’artigianato resta centrale: fiori all’uncinetto, intrecci, lavorazioni del cotone e superfici stropicciate trasformano il fatto a mano in un vero linguaggio contemporaneo. A completare la collezione, le collaborazioni con Furla e Testoni, entrambe legate alle origini bolognesi del designer.

Daily Mirror SS27: Modern, Genderless and Layered

La Starbucks Roastery di Milano si trasforma in passerella per Daily Mirror, il brand del designer sudcoreano Ju Han Kim, con la collezione SS27 Modern, Genderless and Layered. Lo show rientra nella collaborazione tra Starbucks e Camera Nazionale della Moda Italiana, nata nel 2023 per sostenere i talenti emergenti attraverso la piattaforma culturale House of Coffee.

Negli spazi di Piazza Cordusio 3, la collezione unisce sartoria precisa, minimalismo e funzionalità. Kim guarda ai ritmi della vita contemporanea e al continuo passaggio tra città e natura, costruendo capi pensati per adattarsi a momenti e ambienti diversi.

L’ispirazione outdoor entra così nel guardaroba attraverso dettagli funzionali e costruzioni versatili, mentre il layering diventa uno degli elementi centrali della silhouette. Una ricerca che porta avanti l’idea di una moda contemporanea, genderless e capace di accompagnare il movimento quotidiano.

Hanbok Collective: la tradizione coreana

Tra gli appuntamenti internazionali della Milano Fashion Week SS27, l’Hanbok Collective ha portato a Milano cinque brand sudcoreani — Happly, Leesle, Mooroots, Ondata e Sheenseoul — impegnati a reinterpretare l’Hanbok, storico abito tradizionale coreano, attraverso forme, materiali e proporzioni contemporanee.

Il progetto, presentato a Palazzo Isimbardi e promosso dal Ministry of Culture, Sports and Tourism della Repubblica di Corea insieme alla Korea Craft and Design Foundation, mette in evidenza approcci molto diversi alla tradizione: dall’uso di tessuti e tecniche artigianali coreane alla contaminazione con denim, streetwear, tailoring e linguaggi più sperimentali.

Durante la Fashion Week, i cinque brand sono stati inoltre protagonisti di un’esposizione e di una serie di attività B2B presso Studio Zeta Milano Showroom, creando un confronto diretto con buyer, stampa, stylist e operatori internazionali. L’obiettivo è trasformare l’Hanbok da patrimonio culturale da conservare in un linguaggio progettuale capace di entrare nel guardaroba contemporaneo e dialogare con il mercato globale.

Philipp Plein SS27: Fit for the Nomad

Philipp Plein torna alla Milano Fashion Week con uno show costruito secondo la grammatica più riconoscibile del brand: all’Ippodromo di San Siro, un vero Monster Truck Show fatto di auto schiacciate, salti, evoluzioni e motori accompagna una collezione che guarda all’archivio per ridefinire il linguaggio Plein.

La SS27 mette insieme bling-bling, rock’n’roll, pelle e denim con una nuova attenzione alla costruzione dei capi: abiti da sera strutturati, completi oversize in raso e seta, maglieria trasparente o traforata con l’iconico motivo a esagoni, lavorazioni artigianali di pizzi, strass e patch e una presenza più ampia di colori e proposte daywear. Accanto alla collezione donna debutta anche una linea di sartoria maschile Made in Italy dalla silhouette classica.

Ma il ritorno a Milano racconta soprattutto l’espansione del marchio oltre la moda. Plein annuncia nuovi monomarca in Messico, la riapertura del negozio di Roma e un’apertura a Vienna, mentre il brand entra nel mondo delle ceramiche e dei rivestimenti per la casa e porta avanti progetti di branded residences e hospitality tra India, Dubai, Albania e Londra. Un’evoluzione che sposta progressivamente il nome Philipp Plein dalla collezione stagionale a un universo lifestyle sempre più esteso.

Act N°1 SS27: Twist but Don’t Shout

Act N°1 prende il guardaroba quotidiano e ne altera proporzioni, costruzioni e funzioni. Per la SS27 Luca Lin porta in passerella camicie, completi sartoriali e abiti decostruiti e riassemblati, ammorbidendo le strutture tradizionali fino a trasformarle in silhouette fluide e leggere. La cornice è quella di un cortile della vecchia Milano, dove i look dialogano con il verde e con un’idea di naturalezza che attraversa anche la palette, costruita per stratificazioni e tonalità che emergono progressivamente.

Il progetto guarda anche alle origini del designer attraverso la reinterpretazione del qipao e l’utilizzo del bambù, trasformato in ricami e lavorazioni artigianali. La ricerca sui materiali completa questa rilettura: circa l’80% dei tessuti proviene da deadstock, mentre anche i bottoni in madreperla arrivano da eccedenze di produzione. A completare la collezione, le calzature Saucony e Scarosso e gli occhiali Akoni.

Sportmax SS27: A Long Hot Summer

Sportmax guarda alle ondate di calore che attraversano il mondo e le traduce in una collezione costruita sulla leggerezza. Per la SS27 la sartorialità perde peso e rigidità, lavorando su voile gessati, viscosa e lana, mentre completi, giacche strutturate e pantaloni dalle gambe morbide costruiscono un equilibrio tra rigore e movimento.

La sovrapposizione diventa il vero dispositivo della collezione: veli, trasparenze e tonalità stratificate modificano progressivamente la percezione delle silhouette, fino all’organza di seta che diventa quasi una seconda pelle.

Anche la memoria entra nel progetto attraverso materiali recuperati e trasformati. Una tovaglia d’epoca in pizzo veneziano viene infatti sottratta alla sua funzione originaria per diventare una stampa che riaffiora sotto un trench in organza dalla linea fluida. Il risultato è una collezione che affronta il tema del caldo non attraverso l’idea di abbandonare la costruzione, ma ripensandola per renderla più leggera, mobile e permeabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Carrello
Torna in alto