Daniel W. Fletcher e il nuovo romanticismo che riporta il caos nella moda
Alla London Fashion Week Primavera/Estate 2027, Mithridate sceglie di non cercare una nuova idea di ordine. Fa quasi l’opposto: prende codici molto riconoscibili della cultura britannica — il rugby, la divisa militare, la camicia maschile, il tailoring, il college, il corsetto — e li mette deliberatamente in collisione. Il risultato è una collezione co-ed firmata Daniel W. Fletcher che trova la propria forza proprio nella possibilità di essere eccessiva, irregolare, persino un po’ scomposta.
È il quarto appuntamento di Fletcher con Mithridate e si avverte una maggiore libertà nel rapporto con il marchio. Se le prime collezioni potevano essere lette anche come una fase di costruzione e definizione del vocabolario, per la Primavera/Estate 2027 il designer sembra finalmente interessato a usarlo senza doverlo più spiegare. La collezione non presenta un’identità perfettamente levigata: la mette in discussione, la stratifica, la sporca.
Ed è proprio qui che entra il New Romanticism.
Non quello da ricostruzione nostalgica, fatto di trucco teatrale, pirati, pizzi e riferimenti letterali agli anni Ottanta. Fletcher guarda piuttosto allo spirito del movimento: alla libertà di combinare elementi apparentemente incompatibili, alla teatralità come forma di espressione individuale, alla possibilità di trasformare il guardaroba quotidiano in qualcosa di più ambiguo e performativo.
Il New Romantic nasceva anche da questo: prendere ciò che esisteva già e rifiutarsi di rispettarne le regole.
Dal club alla strada
La collezione parte da un’idea molto britannica e molto londinese: il guardaroba come campo di contaminazione.
Le righe delle rugby shirt convivono con la sartoria; le camicie maschili con dettagli militari vengono accostate a micro-shorts e maglieria; i pantaloni e le giacche più rigorose entrano in dialogo con corsetti, tutù e grandi fiocchi. Non c’è una vera gerarchia tra giorno e sera, maschile e femminile, divisa e abito.
Tutto può essere spostato, accorciato, ingrandito o ricontestualizzato.
È una strategia che Fletcher utilizza con intelligenza perché evita alla collezione di trasformarsi in una semplice operazione revival. Il riferimento agli anni Ottanta è evidente, ma non viene trattato come una ricostruzione filologica. Le spalle possono diventare molto ampie, quasi sproporzionate; le gonne a tubino arrivano morbide al ginocchio; le minigonne assumono una forma balloon; le giacche slim vengono chiuse da bottoni metallici e dettagli che evocano l’uniforme.
Poi arrivano i blouson, la camiceria maschile, i cummerbund portati in vita oppure abbassati sui fianchi.
Sono tutti elementi riconoscibili, ma raramente lasciati nella loro posizione originaria.
È questo spostamento a rendere interessante Mithridate SS27.
Il romanticismo non è più delicato
La parte più riuscita della collezione è probabilmente il modo in cui Fletcher affronta il romanticismo senza renderlo fragile.
Il rosa, i tutù, i corsetti, i fiocchi e le proporzioni più femminili potrebbero facilmente scivolare nel costume. Invece vengono continuamente interrotti da elementi duri: una camicia a righe, una rugby shirt, una giacca strutturata, una cravatta, un dettaglio militare.
Il tutù, per esempio, non viene trattato come un oggetto autonomamente spettacolare. Diventa interessante proprio quando viene messo accanto a qualcosa che ne nega la natura romantica.
È una logica molto vicina a quella del New Romanticism originale: non scegliere tra maschile e femminile, elegante e sportivo, raffinato e aggressivo, ma costruire un’identità proprio attraverso la loro sovrapposizione.
In alcuni look la combinazione è quasi volutamente troppo carica. Eppure è anche questa imperfezione a dare energia alla collezione.
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