Helle Darkness: L’oscurità come condizione di possibilità. BASE Milano festeggia dieci anni guardando nelle zone d’ombra
Durante la Milano Design Week, la zona Tortona torna a essere uno degli epicentri culturali più vitali della città con WE WILL DESIGN 2026, il festival di BASE Milano che, dal 20 al 26 aprile 2026, celebra un doppio passaggio cruciale: il traguardo dei dieci anni di attività e l’apertura di una nuova stagione curatoriale.
Il tema scelto, Hello Darkness: l’oscurità come condizione di possibilità, non è un esercizio di stile né una metafora astratta. È una presa di posizione culturale. In un tempo dominato dall’iper-visibilità, dall’accelerazione continua e dalla semplificazione forzata dei conflitti, BASE propone di rallentare, abbassare le luci e abitare ciò che normalmente resta fuori campo: il buio come spazio di relazione, trasformazione e immaginazione.
Hello Darkness non invita a fuggire dal presente, ma ad attraversarlo. A riconoscere l’opacità come valore, l’instabilità come condizione fertile, il non-risolto come terreno di possibilità. Guardare nell’ombra, qui, significa aprire nuovi orizzonti di senso.
Afferma la direttrice Giulia Cugnasca:
“La Design Week a BASE è il momento in cui rendiamo visibile ciò che coltiviamo tutto l’anno. We Will Design nasce da lunghi processi di ricerca, residenze, alleanze internazionali e pratiche che intrecciano design, arte, performance e società.
Durante questa settimana, quei percorsi trovano una forma pubblica e condivisa in uno spazio reale dedicato ai designer emergenti, dove rischiare, esplorare e prendere posizione.
Allo stesso tempo crediamo che innovare significa anche prendersi cura delle condizioni in cui il lavoro culturale avviene: creare infrastrutture di ospitalità, sostenere chi produce ricerca, rendere sostenibile ciò che troppo spesso resta invisibile.
We Will Design è questo: non solo una vetrina, ma un ecosistema che prova a immaginare come si possa abitare l’oscurità contemporanea trasformandola in un terreno fertile di possibilità collettive.”
Dieci anni di BASE Milano: una soglia, non una celebrazione
Nel 2026 BASE Milano celebra dieci anni di attività negli spazi rigenerati dell’ex-Ansaldo. Dieci anni di ricerca, sperimentazione e contaminazione tra arte, design, impresa e pratiche sociali, che hanno trasformato BASE in un’infrastruttura culturale capace di generare domande più che risposte.
Il decennale non viene affrontato come un momento autocelebrativo, ma come una soglia. Un punto da cui rileggere il percorso fatto e, soprattutto, ridefinire il ruolo di BASE nel presente: presidio culturale, spazio di relazione, palestra collettiva in cui allenare nuove forme di convivenza.
Hello Darkness si inserisce in questo passaggio come gesto consapevole: scegliere di non illuminare tutto, di non chiarire immediatamente, di lasciare spazio al dubbio e alla complessità.
Hello Darkness: il terzo capitolo di una ricerca sulle relazioni
Dopo The Convivial Laboratory (2024) e Making Kin (2025), Hello Darkness rappresenta il terzo capitolo della trilogia che BASE dedica alle relazioni. Se i primi due momenti interrogavano la convivialità e la costruzione di legami, questo nuovo passaggio affronta ciò che mette le relazioni alla prova: crisi, fragilità, fratture, zone d’ombra.
Il buio non è inteso come mancanza, ma come spazio generativo. Come negli abissi oceanici, dove la vita si adatta a condizioni estreme sviluppando sensibilità alternative, anche qui l’oscurità diventa un territorio da attraversare collettivamente, con cura e immaginazione.
“Hello Darkness nasce come un saluto: riconosciamo l’oscurità senza accoglierla, la osserviamo senza abitarla. Non è un benvenuto né un addio, ma una presa di posizione. Conviviamo con ciò che si incrina e ciò che manca. Da qui iniziamo a costruire.”
Linda Di Pietro, Direttrice Artistica di BASE Milano
Un programma pubblico come palestra e piazza aperta
Il programma pubblico 2026 di BASE Milano, attivo da febbraio a giugno, si configura come una palestra condivisa e una piazza aperta: un luogo in cui artistə, designer, ricercatorə, scienziatə, filosofə e comunità si incontrano per esplorare le contraddizioni del presente senza cercare soluzioni semplificate.
Talk, performance, assemblee, installazioni, pratiche partecipative e momenti di ascolto costruiscono un calendario che attraversa temi come corpi indocili, ecologie tecnofemministe, sguardi queer e prospettive diasporiche, paesaggi climatici e interiori. Traiettorie diverse che ampliano l’idea di darkness come spazio di relazione, profondità e immaginazione sensibile.
Febbraio–Giugno 2026: un attraversamento progressivo
Già a partire da febbraio, gli spazi di BASE si popolano di eventi che anticipano WE WILL DESIGN 2026 e ne costruiscono il terreno concettuale.
11 febbraio 2026 – ore 19.00
Vivere dove tutto resiste. Abitare l’inabitabile
In conversazione con Donato Giovannelli e Valeria Verdolini
Un dialogo inaugurale che intreccia scienza e sociologia per esplorare gli ambienti più ostili del pianeta e della società come luoghi in cui, contro ogni previsione, la vita continua a emergere. Donato Giovannelli, microbiologo e divulgatore scientifico, accompagna il pubblico negli ecosistemi estremi della Terra; Valeria Verdolini, sociologa e ricercatrice all’Università di Milano-Bicocca, parte dai margini del sistema carcerario per riflettere sulle utopie che nascono nei contesti di esclusione. Due prospettive diverse che si incontrano per immaginare pratiche di cura e trasformazione collettiva.
13 febbraio 2026 – dalle ore 19.00
they shoot horses. Danza e rituali di resistenza
Installazione video di Phil Collins (2004), restaurata e rimasterizzata
Girata a Ramallah durante la Seconda Intifada, l’opera documenta in tempo reale una maratona di danza disco organizzata con un gruppo di giovani palestinesi. Per otto ore, i loro corpi attraversano euforia, gioia, fatica e sfinimento, accompagnati da una colonna sonora che attraversa decenni di musica pop, rock e dance. Tra celebrazione collettiva e prova di sopravvivenza, la danza diventa un gesto politico e intimo insieme: una forma di resistenza alla violenza sistemica e una fragile, ostinata anticipazione di libertà.
In un presente in cui la violenza viene consumata sugli schermi globali e ridotta a cifra statistica, questi corpi tornano a imporsi come presenze irriducibili. Non numeri, ma vite singolari che reclamano di essere viste, ricordate, riconosciute.
Verso WE WILL DESIGN 2026
Nei mesi successivi, il programma prosegue con assemblee pubbliche, performance e dialoghi che interrogano il corpo, il linguaggio, la tecnologia e le forme della collettività.
12 marzo 2026
Collective Bodies. Le forme della collettività
Con Dan Hancox e Flavia Carlini
13 marzo 2026
Di/STRAUSS Technique: Un coro di frivolezza
Performance partecipativa di Ivo Dimchev
Ad aprile, BASE si apre alla città e alla scena internazionale con ART WEEK e con WE WILL DESIGN 2026 (20–26 aprile), confermandosi come punto di riferimento per la ricerca sul design contemporaneo e per il dialogo con scuole, studi, designer e artisti da tutto il mondo.
Il percorso si chiude simbolicamente a maggio con TEN YEARS OF BASE (22–24 maggio 2026): una soglia corale da cui rileggere il ruolo di BASE Milano come presidio sociale e infrastruttura culturale capace di generare possibilità.
Un gymnasium contemporaneo
Durante tutto l’anno, BASE Milano resta uno spazio aperto di ricerca e pratica collettiva, con residenze artistiche, camp, percorsi di formazione e progetti partecipativi. Un gymnasium contemporaneo dove allenare sensibilità, ascolto e fiducia reciproca.
HELLO, DARKNESS non è una celebrazione del buio, ma un esercizio di attraversamento. Un invito a restare nelle complessità del presente senza distogliere lo sguardo, trasformando l’incertezza in un cantiere condiviso di possibilità.
WE WILL DESIGN 2026: Abitare la frontiera tra progetto e profezia – I Progetti
Smarin e IDIORYTHMIA – RE-U Construction System
Ad emblema dello spirito poliedrico di BASE, la Ground Hall ospita l’intervento dello studio francese Smarin, realizzato in collaborazione con lo storico di arte e design Emanuele Quinz: IDIORYTHMIA – RE-U construction system. Si tratta di un sistema di arredi reversibili progettato per riprogrammare i nostri ritmi biologici attraverso dispositivi che ridefiniscono postura e respiro.
L’installazione diventa un’agorà trasformativa dell’economia circolare, ponendo al centro l’accoglienza. Il progetto dialoga coerentemente con la visione di BASE, che da anni sperimenta forme concrete di ospitalità e supporto alla comunità creativa: dalla foresteria casaBASE al campeggio in Terrazza, attivo durante la settimana del design già dal 2024.
“IDIORYTHMIA” è un progetto diffuso proposto da Institut français Milano per Palazzo delle Stelline e BASE Milano, con la partecipazione di Emanuele Quinz, realizzato in collaborazione con BASE Milano, Scuola del Design – Politecnico di Milano e Fundazione di l’Università di Corsica, nell’ambito del progetto interregionale marittimo MARLAINE.


Temporary Home: collaborazioni con British Council
L’approccio sperimentale di We Will Design risuona anche nelle stanze della foresteria casaBASE, che ospita cinque studi temporanei: spazi che diventano al tempo stesso luoghi di vita, sperimentazione, ricerca personale ed esposizione.
All’interno di questo progetto, Temporary Home, si inserisce la collaborazione con il British Council, che ha sostenuto la partecipazione di due designer:
- Bianca Carague con Technospoonism, un progetto di design speculativo che, attraverso gioielli e sculture, immagina un futuro possibile per il Kamayan, tradizione culinaria filippina. L’opera esplora come i rituali alimentari possano adattarsi a un futuro mediato dalla tecnologia e alterato dal clima, trasformando gesti e strumenti senza perdere il loro significato culturale.
- Lucrezia Alessandroni con Olfactory Echoes, un archivio vivente di fragranze microbiche che evocano pratiche e tradizioni in via di estinzione nella città di Roma a causa dei cambiamenti climatici. Il progetto intreccia biologia, memoria e identità culturale.
Altri progetti di casaBASE
- Cristina Dezi – RED NOISE: esplora intimità, sessualità e tabù attraverso un dispositivo indossabile di biodesign. Sensori integrati e software open source trasformano dati biologici provenienti da fluidi interni ed esterni in comunicazioni sonore, creando un’interfaccia sensibile tra corpo e ambiente.
- Saúl Baeza e Manuela Valtchanova – A Dream House: installazione di gaming collettiva in cui i partecipanti costruiscono una casa digitale in The Sims, trasformando la simulazione domestica in uno strumento politico per interrogare e riscrivere gli spazi invisibili del potere.
- Jean-Baptiste Durand (in collaborazione con Domaine de Boisbuchet e con il supporto di Institut français) – Bittersweet Symphony: riflette sul paradosso di cercare piacere in un mondo percepito come decadente.
Exhibit: esposizione collettiva
Cuore della settimana è Exhibit, l’esposizione collettiva che vede coinvolti più di 80 designer provenienti da 23 Paesi. 4000 mq negli spazi di BASE ospitano i progetti di accademie, università, studi di progettazione e designer emergenti, selezionati tramite una call internazionale lanciata a settembre 2025.
Gli espositori sono stati scelti da BASE in collaborazione con le Design Ambassador 2026 — Giulia Tomasello, Cecilia Casabona e Matilde Losi — figure attive nella ricerca tra design, tecnologia e pratiche sperimentali.
Exhibit mette in scena pratiche che attraversano:
- biodesign
- ecologie speculative
- design sociale
- tecnologie open source
- nuovi rituali collettivi
Il progetto interroga il design come strumento politico e trasformativo.
We Will Design: uno spazio aperto alla città
A suggellare il programma, We Will Design si trasforma in uno spazio pubblico dove BASE apre le sue porte alla città con conversazioni, incontri, performance e serate tra musica e party, in collaborazione con il bookshop Frakas.
La manifestazione integra anche la collaborazione continuativa con Le Cannibale, punto di riferimento per la club culture e la ricerca elettronica contemporanea, che fonde sperimentazione sonora, scene globali e nuove energie locali.
La programmazione musicale del weekend del Fuorisalone porta così l’esperienza di BASE su un piano di avanguardia, contaminazione e dialogo culturale.


