Bombay Sapphire e E1 RaceBird alla Milano Design Week 2026

L’imbarcazione elettrica progettata dalla designer norvegese Sophi Horne

Nel sistema ormai iper-frammentato della Milano Design Week, dove ogni spazio compete per attenzione e ogni linguaggio tende all’iperbole visiva, l’intervento di Bombay Sapphire insieme a E1 Series si colloca in una direzione diversa: non quella dell’effetto, ma della sospensione.

All’interno di Opificio 31, nel distretto di Tortona District, lo spazio non viene semplicemente occupato. Viene reinterpretato come soglia. Una zona intermedia tra infrastruttura e immaginario, tra prodotto e paesaggio, dove il design non è oggetto ma condizione atmosferica.

Qui il tema non è “mostrare”, ma far percepire. E la percezione è costruita attorno a un elemento preciso: il blu.

Il blu come dispositivo culturale, non come colore

Nel progetto firmato da Bombay Sapphire, il blu non è una scelta estetica, ma una struttura narrativa. È superficie e profondità insieme, segnale e dissolvenza.

Non accompagna lo spazio: lo organizza.

In questa grammatica cromatica si inserisce la presenza centrale della E1 RaceBird, imbarcazione elettrica ad alte prestazioni progettata dalla designer norvegese Sophi Horne per il campionato E1 Series, riconosciuto dalla UIM (Union Internationale Motonautique).

La RaceBird non viene trattata come un oggetto da esposizione. È piuttosto un corpo progettuale sospeso tra due stati: prototipo e icona, ingegneria e immaginario.

Le sue linee non descrivono la velocità: la trattengono. La traducono in forma stabile, quasi architettonica.

Tortona come infrastruttura emotiva: il progetto come attraversamento

Nel contesto del Tortona District, la presenza del progetto non si limita a inserirsi nel calendario della design week. Interviene nella sua coreografia.

L’installazione diventa una sequenza spaziale più che un allestimento: ingresso, attraversamento, rallentamento, sosta.

Non c’è un unico punto di vista privilegiato. Esiste piuttosto una condizione di navigazione.

È qui che la collaborazione tra Bombay Sapphire ed E1 Series si definisce con maggiore precisione: non come co-branding, ma come co-progettazione percettiva.

E1 RaceBird: l’oggetto che appartiene già al futuro

La E1 RaceBird è il fulcro visivo e concettuale dell’intervento. Non perché rappresenti semplicemente una nuova tipologia di imbarcazione, ma perché introduce una diversa idea di competizione.

Nel campionato E1 Series, le gare si svolgono in contesti urbani e costieri iconici—da Miami a Monaco, da Doha a Gedda—trasformando l’acqua in infrastruttura pubblica temporanea.

Le squadre, composte da due piloti (uomo e donna), riflettono una grammatica sportiva che non separa performance e rappresentazione sociale, ma le tiene insieme.

La RaceBird, in questo sistema, è un’interfaccia: tra corpo umano, energia elettrica e superficie dell’acqua.

Simulatori, esperienza e la fine della distanza tra spettatore e progetto

Accanto all’imbarcazione, il pubblico incontra simulatori di guida. Ma non si tratta di una “zona interattiva” nel senso tradizionale del termine.

Qui l’interazione non è intrattenimento: è traduzione.

La complessità delle gare E1 viene traslata in esperienza percettiva diretta, eliminando la distanza tra osservazione e partecipazione. Lo spettatore non guarda il progetto: lo attraversa in forma simulata.

È un gesto coerente con l’evoluzione del design contemporaneo, sempre più vicino a una logica esperienziale e sempre meno legato alla staticità dell’oggetto.

23 aprile: il momento in cui il progetto diventa rito urbano

Il 23 aprile, tra le 18:30 e le 21:00, lo spazio si ricalibra.

L’installazione assume una dimensione più informale, quasi sociale. Un cambio di registro che riflette una delle trasformazioni più evidenti della design week contemporanea: la fusione tra esposizione e ritualità urbana.

In questa fase, il progetto si apre alla città attraverso un linguaggio più leggero ma non meno costruito: gadget dedicati, attivazioni e il signature serve Bombay Sapphire & Tonic in formato ready-to-drink.

Non è un evento collaterale. È una variazione di intensità.

La cultura del “blue”: tra distillazione e infrastruttura del gusto

Alla base del progetto c’è l’identità produttiva di Bombay Sapphire, gin realizzato secondo una ricetta storica del 1761 e costruito attorno a dieci botaniche selezionate globalmente da fornitori sostenibili.

Il processo di distillazione a vapore presso Laverstoke Mill, nel sud dell’Inghilterra, non è solo una tecnica produttiva, ma una dichiarazione di metodo: estrazione delicata, controllo dell’intensità, valorizzazione della materia prima.

La distilleria, certificata “Outstanding” da BREEAM® e riconosciuta dal Wildlife Habitat Council, inserisce il brand in una conversazione più ampia sulla sostenibilità come infrastruttura, non come claim.

La cultura del “blue”: tra distillazione e infrastruttura del gusto

Alla base del progetto c’è l’identità produttiva di Bombay Sapphire, gin realizzato secondo una ricetta storica del 1761 e costruito attorno a dieci botaniche selezionate globalmente da fornitori sostenibili.

Il processo di distillazione a vapore presso Laverstoke Mill, nel sud dell’Inghilterra, non è solo una tecnica produttiva, ma una dichiarazione di metodo: estrazione delicata, controllo dell’intensità, valorizzazione della materia prima.

La distilleria, certificata “Outstanding” da BREEAM® e riconosciuta dal Wildlife Habitat Council, inserisce il brand in una conversazione più ampia sulla sostenibilità come infrastruttura, non come claim.

E1 Series: la competizione come ecosistema tecnologico

La E1 Series si posiziona oggi come uno dei pochi format sportivi che non si limita a innovare la gara, ma ridefinisce il contesto stesso della competizione.

Le RaceBirds non sono semplicemente mezzi elettrici ad alte prestazioni: sono dispositivi che riorganizzano il rapporto tra energia, acqua e città.

In questo senso, il campionato non produce solo eventi sportivi, ma paesaggi temporanei.

Una convergenza non dichiarata: design, velocità, percezione

Alla Milano Design Week 2026, la collaborazione tra Bombay Sapphire ed E1 Series non si presenta come una narrazione lineare.

È piuttosto una sovrapposizione di sistemi: la cultura del gusto, l’ingegneria elettrica, la competizione sportiva, la progettazione spaziale.

Il risultato non è un’installazione nel senso tradizionale.

È una condizione temporanea in cui il design smette di essere oggetto e diventa ambiente.

E in questo ambiente, il blu non è più un colore.

È una direzione.

BOMBAY SAPPHIRE | Tortona Rocks 2026
Opificio 31, Area outdoor, via Tortona 31

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