L’omaggio a Paul Costelloe e il cuore pulsante dei brand emergenti che ridefiniscono Londra
La London Fashion Week (Autunno/Inverno 2026/27) torna dal 19 al 23 febbraio 2026, pronta a confermare il suo ruolo di epicentro globale della moda.
Questa edizione non è solo una serie di sfilate: è una narrazione coerente di eleganza, innovazione e sperimentazione, dove la memoria dei grandi stilisti convive con le visioni dei giovani designer emergenti.
Tra ritorni attesi, omaggi postumi e piattaforme digitali all’avanguardia, Londra si riconferma laboratorio culturale e creativo del fashion system mondiale.
L’apertura emozionale: l’ultima collezione di Paul Costelloe
La London Fashion Week inizia con un tributo carico di emozione e rispetto. Paul Costelloe, stilista irlandese recentemente scomparso, apre la settimana con una sfilata postuma che celebra l’eleganza classica britannica. La collezione mette in luce la sua capacità di coniugare tradizione e modernità.
Costelloe, celebre per aver vestito Diana, principessa del Galles, lascia un’eredità fatta di linee pulite, tessuti pregiati e una femminilità discreta ma potente. La sua collezione funge da introduzione emotiva alla settimana, ricordando a tutti come la moda possa raccontare storie e suscitare emozioni attraverso stoffa e silhouette.
Accanto al tributo a Costelloe, designer affermati come Erdem, Yuhan Wang e Emilia Wickstead presentano le loro collezioni Autunno/Inverno. Le loro creazioni trovano un equilibrio perfetto tra glamour classico e visioni contemporanee.
La prima giornata si chiude con le proposte teatrali di Harris Reed e del collettivo Central Saint Martins MA Fashion. Questi designer rappresentano la nuova generazione che anima Londra, portando energia, creatività e audacia sulle passerelle.
Ritorni e conferme del lusso britannico
Dopo l’apertura emozionale, la LFW entra nel vivo dei ritorni attesi. Joseph, dopo sette anni di assenza, risale in passerella sotto la guida di Mario Arena, proponendo collezioni urbane, sartoriali e contemporanee. Julien Macdonald, che mancava da cinque anni, riconquista la scena con il suo glamour teatrale e femminile, mentre Richard Quinn conferma il suo linguaggio teatrale e visionario.
Questa combinazione di nomi storici e nuovi approcci creativi riflette la doppia anima di Londra: da un lato, la tradizione sartoriale e l’eleganza iconica; dall’altro, la sperimentazione audace dei giovani designer che stanno ridefinendo le regole della moda.
Assenze
Tra le assenze più rilevanti di questa edizione della London Fashion Week c’è Jonathan Anderson, uno degli stilisti più attesi. Fondatore nel 2008 del marchio JW Anderson, Anderson ha attraversato la Manica a giugno per assumere la direzione creativa della maison Dior, motivo per cui non presenterà alcuna sfilata nella capitale britannica.
La sua assenza si fa sentire, ma lascia spazio ai giovani talenti come Joshua Ewusie, stilista britannico di 27 anni di origini ghanesi, alla sua seconda London Fashion Week. Sostenuto dalla King’s Foundation in collaborazione con Chanel, Ewusie ha avuto accesso a uno studio subito dopo il diploma alla Central Saint Martins, permettendogli di lanciare il suo marchio e di presentare collezioni ispirate alla cultura, all’identità e agli anni Ottanta, con la pelle come materiale protagonista.
E come Pauline Dujancourt, stilista francese di 31 anni, nota per il suo lavoro sulla maglieria. Dopo gli studi alla scuola Duperré di Parigi e alla Central Saint Martins, ha deciso di restare a Londra, dove ritiene ci sia maggiore spazio per i marchi emergenti. La sua collezione, che presenterà domenica, unisce tecnica e sperimentazione, offrendo uno sguardo fresco e originale nel panorama della moda londinese.
Giovani talenti: il cuore pulsante della LFW
Se i grandi nomi attraggono il pubblico internazionale, la vera energia della settimana pulsa tra i designer emergenti. Piattaforme come Fashion East, NewGen e DiscoveryLab offrono spazio a creativi diplomati da istituti come Central Saint Martins, London College of Fashion e Loughborough University, portando in passerella visioni audaci e sperimentali.
Questi giovani designer trasformano Londra in un laboratorio di innovazione continua: materiali insoliti, layering sperimentali, palette inedite e combinazioni culturali sorprendenti creano spettacoli capaci di anticipare le tendenze globali. La presenza dei talenti emergenti non è mai stata così centrale, sottolineando l’importanza di un ecosistema creativo inclusivo e internazionale.
Atmosfere, silhouette e palette: l’identità della stagione
La London Fashion Week Febbraio 2026 racconta una stagione di contrasti armoniosi: tessuti tecnici convivono con pellicce e lana, silhouette oversize si alternano a linee sartoriali precise, palette scure e intense si illuminano di tocchi neon e materiali metallici.
L’estetica di Londra è eclettica: il classicismo britannico incontra influenze punk, streetwear, couture teatrale e riferimenti multiculturali, creando un’immagine della moda contemporanea capace di stupire e ispirare.
Il digitale e l’internazionalità: il futuro della LFW
Questa edizione pone una particolare attenzione al digitale. Le piattaforme DiscoveryLab e le presentazioni online offrono visibilità ai designer internazionali emergenti. In questo modo, il pubblico si amplia e l’accesso alle passerelle diventa più democratico.
La moda non è più confinata alla sala fisica. Il digitale diventa un vero ponte tra Londra e il mondo. Le collezioni possono così parlare a buyer, stampa e appassionati senza confini geografici.
Fiorucci sbarca a Londra
iorucci torna sotto i riflettori internazionali con la sfilata della collezione Autunno-Inverno 2026 alla London Fashion Week, in programma il 20 febbraio. Un debutto che segna l’inizio di un percorso globale destinato a Berlino, New York e Los Angeles, e che sottolinea la strategia del brand di consolidare un linguaggio più maturo e di qualità superiore.
Dopo la ripresa del marchio sotto la nuova proprietà, Fiorucci punta su connessioni autentiche con il pubblico e sulla valorizzazione del made in Italy, trasformando la moda in esperienza condivisa e viva.
Il gran finale: Burberry
La chiusura della settimana è affidata a Burberry, guidata da Daniel Lee. La sfilata serale incarna l’essenza della moda britannica, combinando heritage, lusso e visione contemporanea.
La collezione sintetizza le atmosfere viste nei giorni precedenti. Materiali iconici, linee riconoscibili e innovazioni stilistiche si uniscono per raccontare la cifra stilistica del brand. Con questa sfilata, Londra si conferma capitale indiscussa del fashion system globale, celebrando al contempo tradizione e modernità.
Il calendario Ufficiale della LONDON FASHION WEEK – FEBBRAIO 2026
19 FEBBRAIO
12:00 Paul Costelloe
13:00 Agro Studio
14:00 Sinead Gorey
15:00 Leuder
16:00 Kseniaschnaider
17:00 Maximilian Raynor
18:00 Mark Fast
19:00 Harris Reed
20:00 Central Saint Martins MA FASHION
20 FEBBRAIO
11:00 Patrick Mcdowell
12:00 Denzilpatrick
13:00 Bora Aksu
15:00 Joseph
16:00 Dreaming Eli
17:00 Fashion East
18:00 Keburia
19:00 Mithridate
20:00 Natasha Zinko
Fiorucci
21 FEBBRAIO
10:00 Selasi
11:00 Karoline Vitto
12:00 Completedworks
13:00 Labrum London
15:00 Masha Popova
16:00 Toga
17:00 Chet Lo
20:00 Richard Quinn
22 FEBBRAIO
10:00 Edelinee Lee
12:00 Erdem
13:00 Yuhan Wang
14:00 Emilia Wickstead
16:00 Simone Rocha
19:00 Charlie Constantinou
20:00 Paolo Carzana
23 FEBBRAIO
12:00 Di Petsa
14:00 John Richmond
15:00 Conner Ives – VDFF
16:00 Raw Mango
17:00 Ashish
18:00 Temperley London
19:00 Burberry


