Debutto di Meryll Rogge: tra ricordo, irriverenza e magia quotidiana

Alla Milano Fashion Week, Marni segna l’inizio di un nuovo capitolo sotto la guida di Meryll Rogge. La collezione FW26 è un manifesto della filosofia creativa della designer belga: un equilibrio tra memoria e innovazione, tra familiarità e sorpresa.

L’invito allo show era un calendario senza numero uno: simbolo perfetto di un’esordio che non si limita a un inizio convenzionale. “Scopri il capitolo iniziale, dove ogni pezzo porta con sé una memoria e lascia intravedere ciò che verrà”, recita il sito del marchio, introducendo una sfilata in cui passato, presente e futuro dialogano in una grammatica stilistica nuova e ironica.

Per Rogge, Marni non è solo un brand: è un patrimonio affettivo. Da adolescente indossava già gonne Marni, e con il primo stipendio da assistente di Marc Jacobs acquistò sandali con plateau in legno, simboli di un’eleganza che unisce personalità e irriverenza. Quella stessa sensibilità oggi informa il suo approccio alla maison.

Una scenografia quotidiana per abiti straordinari

Lo spazio dello show, curato da Formafantasma, è un set che mescola oggetti di uso quotidiano – sedie, libri, buste della spesa – con quadri dipinti a mano e specchi che frammentano la percezione. In questo contesto, gli abiti di Marni emergono come costumi di una vita reale, ma con dettagli inattesi: impunture decorative, maxi paillettes, calzini con sandali, cinture infilate nei passanti sbagliati, abiti portati al contrario.

La collezione gioca con proporzioni, tessuti e combinazioni, spingendo la formalità verso una leggerezza ironica. Camicie a quadri incontrano trench in pelle, gilet e maglieria ereditata, gonne fissate con clip, stampe floreali e materiali tecnici convivono in outfit che invitano a sperimentare senza paura di “sbagliare”. Marni diventa così un esercizio di stile dove l’irriverenza è consentita, e addirittura consigliata.

La regola e l’imprevisto

Meryll Rogge arriva a Marni con un curriculum di rilievo: Royal Academy di Anversa, studio con Marc Jacobs, head of design da Dries Van Noten, un proprio marchio lanciato nel 2020 e il Grand Prix ANDAM nel 2025. Alla guida della maison, sceglie di restituire al brand un senso di quotidianità senza rinunciare alla cifra distintiva che lo ha reso iconico.

Il risultato è una collezione plausibile e desiderabile. Pantaloni e giacche maschili mostrano dettagli inattesi – righe di raso, bottoni applicati sulle cuciture – mentre gonne in suède, cappotti in lana, paillettes e patchwork reinterpretano il guardaroba femminile in chiave funzionale ma mai banale. La coesione tra uomo e donna conferma una visione completa e coerente dello stile Marni.

Femminilità funzionale: il nuovo codice Marni

Il debutto di Rogge rende omaggio alla fondatrice Consuelo Castiglioni: silhouette asciutte, mini-cappotti al ginocchio, pois e paillettes dialogano con top di satin, maglieria corposa e piumaggi. La pelle biker incontra seta e materiali tecnici, i ricami si mescolano a righe e check. La donna Marni appare eccentrica e portabile, giocosa ma consapevole. L’uomo riflette un’eleganza naturale, spontanea, mai costruita.

Rogge definisce questo momento come il “terzo step” della maison: femminile, funzionale e radicato nel quotidiano. La designer punta a riportare i capi alla vita reale, facendoli convivere con occasioni speciali e momenti ordinari.

Vita reale e autenticità

Il casting, curato con Piergiorgio Del Moro, privilegia volti con personalità e stile, piuttosto che modelli stereotipati. Il messaggio è chiaro: Marni veste persone vere, capaci di interpretare gli abiti con libertà e autenticità.

Disegnare Marni e B.B. Wallace contemporaneamente è per Rogge come suonare in due band: stesso talento, linguaggi diversi. La nuova collezione riflette la sua formazione, le esperienze e i ricordi, senza perdere l’identità del brand.

Quando l’eleganza diventa gioco

Con FW26, Marni conferma che l’eleganza può essere audace, ironica e radicata nella tradizione senza perdere la sua identità. Meryll Rogge reinventa la maison con uno sguardo contemporaneo, dove gli adulti riscoprono la leggerezza creativa e lo spirito sperimentale dell’adolescenza, in equilibrio tra ordine e libertà stilistica.

La collezione premia chi osa, chi gioca con le regole e sa concedersi piccoli “errori” di stile con sicurezza. Ogni capo diventa un’esperienza viva: capace di sorprendere, accompagnare la quotidianità e trasformare il glamour da passerella in un racconto di personalità, sofisticazione e libertà creativa.

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