Al MoMA di NY il minimalismo drammatico e scultoreo
Michael Kors porta la SS27 nel Sculpture Garden del MoMA e, più che una collezione ispirata all’arte, costruisce una collezione sull’idea stessa di modernismo.
È una differenza sostanziale.
Perché nella SS27 non troviamo semplicemente riferimenti a Calder, Matisse, Carmen Herrera o alla grande architettura modernista di New York. Troviamo il loro principio di fondo: togliere ciò che non serve, isolare la forma, lavorare sulla proporzione e lasciare che un singolo elemento produca l’impatto dell’insieme.
È probabilmente una delle collezioni più interessanti di Michael Kors degli ultimi anni proprio perché il designer non sembra voler aggiungere un nuovo tema al proprio vocabolario. Fa l’opposto: lo restringe.
Dopo stagioni in cui il glamour americano di Kors poteva diventare facilmente sinonimo di abbondanza, questa volta il guardaroba è più asciutto, più grafico e soprattutto più costruito. Il corpo diventa il luogo in cui architettura, arte e moda si incontrano.
Il modernismo non è una stampa: è una costruzione
Il punto di partenza sono le architetture che Kors ha osservato e fotografato a New York: il Breuer Building, il Seagram Building, la Lever House, fino al TWA Flight Center di Eero Saarinen.
Edifici che hanno una caratteristica comune: non hanno bisogno di decorazione per essere riconoscibili.
Kors trasporta questa logica nell’abbigliamento.
Il tailoring si restringe. Le giacche diventano più affilate, i pantaloni più aderenti, le proporzioni più precise. Le silhouette non cercano più il volume come dichiarazione di lusso, ma la definizione.
Gli abiti vengono tagliati in diagonale, gli orli cambiano altezza, le gonne si interrompono, le superfici si spostano sul corpo. L’asimmetria non è quindi un vezzo estetico: serve a impedire che la geometria diventi rigida.
Ed è qui che la collezione trova il proprio equilibrio.
La struttura costruisce il look; il movimento lo libera.
Le linee possono essere nette, ma i tessuti in sbieco, le frange, le aperture e le superfici mobili introducono continuamente qualcosa che sfugge alla costruzione iniziale.
Una collezione fatta di contrasti
Il modernismo di Kors non è freddo.
Anzi, la parte più interessante della SS27 è il modo in cui il rigore delle forme viene continuamente contraddetto dal colore e dalla sensualità.
Il nero e il bianco costruiscono una base quasi grafica. Poi arrivano rosso, giallo, verde e blu, insieme a tonalità di cannella e noce moscata.
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