Il fashion month si apre con 70 appuntamenti e il rilancio del sogno americano
La moda riparte da New York. Come da tradizione sarà la Grande Mela ad alzare il sipario sul fashion month dedicato alle collezioni SS27, inaugurando una stagione che promette di ridefinire gli equilibri del panorama internazionale.
Dal 10 al 15 settembre 2026, la New York Fashion Week tornerà a trasformare Manhattan nel centro nevralgico dell’industria fashion con un calendario preliminare che comprende circa 70 tra sfilate e presentazioni, un programma che racconta una manifestazione in piena evoluzione, sempre più orientata a valorizzare tanto i grandi protagonisti del lusso americano quanto la nuova generazione di designer.
Il calendario diffuso dal Council of Fashion Designers of America (CFDA) restituisce infatti l’immagine di una settimana della moda che vuole tornare a essere il punto di riferimento del design statunitense, recuperando alcuni nomi storici, aprendosi a talenti provenienti da altri circuiti internazionali e confermando quella vocazione sperimentale che da sempre distingue New York dalle altre capitali della moda.
Se Milano continua a rappresentare l’eccellenza manifatturiera e Parigi l’universo dell’alta moda, New York ribadisce la propria identità di laboratorio creativo, dove heritage, business, street culture e innovazione convivono in un equilibrio unico.
Una Fashion Week che guarda al futuro senza dimenticare la propria storia
L’edizione di settembre 2026 assume un valore particolare perché segna una fase di rinnovamento per numerose maison americane. Negli ultimi anni il calendario newyorkese aveva vissuto una trasformazione profonda, con diversi marchi che avevano scelto di presentare le proprie collezioni in altre città o attraverso format digitali e appuntamenti indipendenti.
Quest’anno il trend sembra invertirsi. Il programma del CFDA evidenzia infatti un ritorno di fiducia nei confronti della manifestazione, che ritrova alcuni dei suoi protagonisti storici e accoglie nuove firme pronte a confrontarsi con il pubblico internazionale.
L’obiettivo è chiaro: riaffermare il peso della moda americana in un momento in cui il lusso globale sta ridefinendo linguaggi, mercati e modelli di consumo.
Non è un caso che il calendario alterni grandi maison, marchi indipendenti, designer emergenti e realtà sperimentali, offrendo una fotografia estremamente rappresentativa dell’attuale panorama creativo statunitense.
Henry Zankov inaugura una nuova era per Diane von Furstenberg
Tra gli appuntamenti più attesi della settimana spicca senza dubbio la sfilata inaugurale.
Ad aprire ufficialmente la New York Fashion Week sarà infatti Henry Zankov, chiamato a presentare la sua prima collezione come nuovo direttore creativo di Diane von Furstenberg.
L’evento assume un forte valore simbolico. Lo storico marchio americano tornerà infatti sulla passerella newyorkese per la prima volta dal 2017, inaugurando un nuovo corso creativo dopo l’ingresso di Zankov alla guida della maison.
Per il designer si tratta di un debutto particolarmente significativo. Dopo essersi distinto con il proprio brand per una ricerca sofisticata sul knitwear contemporaneo, Zankov è ora chiamato a reinterpretare uno dei nomi più iconici della moda americana, mantenendo viva l’eredità di Diane von Furstenberg e proiettandola verso una nuova generazione di consumatrici.
La scelta del CFDA di affidare proprio a questa sfilata l’apertura ufficiale del calendario rappresenta anche una dichiarazione d’intenti: mettere al centro il rinnovamento del fashion system americano.
Thom Browne chiude il calendario riportando il womenswear a New York
A concludere la settimana sarà invece Thom Browne, protagonista dell’ultimo show dedicato al womenswear.
Il ritorno dello stilista nella sua città assume un significato particolare dopo aver scelto, nella stagione precedente, di presentare la collezione Autunno-Inverno 2026/27 a San Francisco.
La sua presenza in chiusura conferma il ruolo di Browne come uno degli interpreti più autorevoli della moda americana contemporanea, capace di coniugare ricerca concettuale, alta sartoria e spettacolarità scenica.
La sua sfilata rappresenterà quindi il naturale epilogo di una settimana destinata a raccontare tutte le anime del design statunitense.
Il ritorno dei grandi protagonisti della moda americana
Uno degli elementi più interessanti del calendario 2026 è rappresentato dal ritorno di numerosi brand che negli ultimi anni avevano ridotto o sospeso la propria presenza alla New York Fashion Week.
Tra questi figurano Tommy Hilfiger, Monse e ThreeASFOUR, tre realtà profondamente diverse tra loro ma accomunate dalla volontà di riportare le proprie collezioni all’interno del calendario ufficiale.
Accanto ai rientri, la manifestazione conferma la presenza delle firme che ormai costituiscono l’ossatura della settimana della moda newyorkese.
Sfileranno infatti Calvin Klein Collection, Carolina Herrera, Michael Kors Collection, Tory Burch, Altuzarra, Anna Sui, Area, Christian Siriano, Prabal Gurung, Proenza Schouler, Khaite, Collina Strada, LaQuan Smith, Diotima, Norma Kamali, Todd Snyder, COS, Lafayette 148, Simkhai, Ulla Johnson, Fforme, Public School New York, Eckhaus Latta, Bibhu Mohapatra, Ashlyn, Colleen Allen, Kallmeyer, Heirlome, Kozaburo, 6397, Zankov e numerosi altri marchi che rappresentano le diverse anime della creatività americana.
Il risultato è un calendario estremamente eterogeneo, nel quale convivono lusso, prêt-à-porter, sperimentazione, moda indipendente e ricerca stilistica.
Debutti internazionali e giovani talenti: il CFDA investe sulla nuova generazione
Da sempre la New York Fashion Week rappresenta il principale incubatore del talento emergente americano e internazionale.
Anche quest’anno il calendario dedica ampio spazio ai nuovi protagonisti della scena fashion.
Faranno infatti il loro debutto Conner Ives, designer britannico che abitualmente presenta le proprie collezioni a Londra, e Magda Butrym, stilista polacca conosciuta per la sua estetica femminile e contemporanea, solitamente protagonista della Paris Fashion Week.
Accanto a loro debutteranno anche Benjamin Seidler, Patrick Taylor, Max Esmail, Grey’s di Emily Grey, High Sportdi Alissa Zachary, Hikari no Yami di Jakarie Whitaker, Sabyasachi di Sabyasachi Mukherjee e Zaldy, contribuendo ad ampliare ulteriormente il respiro internazionale della manifestazione.
Grande attenzione sarà inoltre riservata ai finalisti del CFDA/Vogue Fashion Fund 2026, considerato il più importante programma americano dedicato ai giovani designer.
Per la prima volta entreranno nel calendario ufficiale Bad Binch TongTong di Terrence Zhou, Jamie Haller, Milamoredi George Inaki, insieme ai finalisti Amir Taghi, Lii di Zane Li, Aisling Camps e Zoe Gustavia Anna Whalen, confermando la volontà del CFDA di trasformare la Fashion Week in una piattaforma concreta di crescita per i nuovi talenti.
Ralph Lauren apre la settimana con un evento speciale
Prima ancora dell’avvio ufficiale della manifestazione, il 9 settembre New York ospiterà una serie di eventi destinati a catalizzare l’attenzione della stampa internazionale.
Il protagonista assoluto sarà Ralph Lauren, autentico simbolo dell’eleganza americana, che presenterà la nuova collezione Primavera 2027 con una sfilata fuori calendario.
La giornata vedrà inoltre protagonisti Coach, Cult Gaia, Libertine e Rachel Comey, che celebrerà il venticinquesimo anniversario del proprio marchio attraverso uno show speciale.
Una sorta di prologo capace di anticipare il clima del fashion month e di trasformare New York in un palcoscenico globale già prima dell’inizio ufficiale della manifestazione.
Ritorni attesi e nuovi inizi
Oltre ai nomi già annunciati nel calendario ufficiale, la New York Fashion Week si conferma anche un importante termometro del momento che sta vivendo la moda americana. L’edizione di settembre 2026 sarà caratterizzata da un forte equilibrio tra ritorni attesi e nuovi inizi: Diane von Furstenberg tornerà in passerella per la prima volta dal 2017 sotto la nuova direzione creativa di Henry Zankov, mentre marchi come Tommy Hilfiger, Luar, Wiederhoeft, threeASFOUR e Sabyasachi rientreranno nel programma dopo diverse stagioni di assenza.
Il calendario accoglierà inoltre due debutti internazionali particolarmente osservati, quelli di Magda Butrym e Conner Ives, abitualmente presenti rispettivamente a Parigi e Londra.
A conferma della vocazione di New York come incubatore di talenti, sfileranno anche diversi finalisti del CFDA/Vogue Fashion Fund, tra cui Amir Taghi, Zoe Gustavia Anna Whalen e Lii, mentre Aisling Camps presenterà la sua seconda collezione in formato presentation.
Moda e sostenibilità: entra in vigore la politica fur-free
L’edizione 2026 segna anche un passaggio importante sul fronte della sostenibilità.
Per la prima volta tutti i marchi presenti nel calendario ufficiale dovranno rispettare integralmente la politica fur-freeintrodotta dal CFDA, che vieta l’utilizzo di pellicce animali nelle collezioni presentate durante la New York Fashion Week.
La misura, annunciata nel 2025 e ora pienamente operativa, rappresenta uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi anni per il sistema moda americano e testimonia l’evoluzione dell’intero settore verso pratiche produttive sempre più responsabili e attente alle nuove sensibilità dei consumatori.
New York riaccende il sogno americano e apre una nuova stagione della moda globale
Più che il primo appuntamento del calendario internazionale, la New York Fashion Week di settembre 2026 rappresenta il manifesto di una moda americana che vuole tornare al centro della scena. Il calendario costruito dal CFDA racconta una settimana capace di unire il peso delle grandi maison, il dinamismo dei marchi indipendenti e l’energia di una nuova generazione di designer pronti a riscrivere i codici dello stile contemporaneo.
I ritorni di nomi iconici, i debutti di talenti internazionali, il sostegno concreto ai giovani creativi e l’entrata in vigore della politica fur-free delineano una manifestazione che guarda al futuro senza rinunciare alla propria identità.
In un momento in cui il settore del lusso è chiamato a confrontarsi con nuove esigenze di mercato, sostenibilità e innovazione, New York sceglie di rispondere puntando sulla creatività come principale motore di crescita.
Da Manhattan prenderà il via il viaggio che porterà il fashion month a Londra, Milano e Parigi, ma il messaggio lanciato dalla Grande Mela è già chiaro: la moda americana vuole tornare a essere protagonista non solo sul piano commerciale, ma anche su quello culturale.
Se le passerelle sapranno mantenere le promesse del calendario, la SS27 potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase per la New York Fashion Week, sempre più piattaforma internazionale dove heritage e nuovi talenti convivono per disegnare il futuro.
New York Fashion Week Settembre 2026 – SS27 Calendario
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