Progetti e protagonisti del design contemporaneo: innovazione, collaborazione e visione oltre l’oggetto
La settimana del design che sta per cominciare vede arrivare a Milano architetti e designer tra i più influenti in Italia e nel panorama internazionale. Il capoluogo lombardo si trasforma così in un laboratorio creativo a cielo aperto, dove innovazione, estetica e tecnologia dialogano in spazi urbani temporanei, dando vita a esperienze uniche.
Oggi, più che mai, i brand instaurano collaborazioni con architetti e designer per ampliare la loro platea e consolidare la community. La figura del progettista si evolve: il direttore di un progetto non si limita alla progettazione tecnica, ma combina competenze trasversali, tra cui quelle comunicative, che lo rendono un autentico testimonial del proprio lavoro.
Al contrario del mondo della moda, nel design il professionista è il primo mezzo di divulgazione, sinonimo di un progetto di qualità. Solo in rari casi si ricorre a celebrity; nel design, il progettista stesso diventa l’icona, e insieme ai brand crea prodotti destinati a durare nel tempo, senza scadenza.
Design, Architettura e Intelligenza Artificiale: L’Era dell’Originalità
Il mondo dei designer e degli architetti oggi affronta sfide senza precedenti. Come sottolinea Karim Rashid, ogni anno si laureano quasi un milione di professionisti in design e architettura, ma gran parte di loro non lavorerà mai nel settore o lo abbandonerà entro pochi anni. Il mercato semplicemente non può assorbire questo volume: l’architettura è lenta, i ruoli di progettazione sono limitati e molte aziende cercano esecutori, non pensatori. Le scuole formano studenti competenti, ma spesso conformisti, preparati a seguire istruzioni più che a sviluppare visione e autonomia.
Oggi a queste dinamiche si aggiunge l’Intelligenza Artificiale. I lavori da colletti bianchi, un tempo considerati sicuri, sono sempre più automatizzati. La pura abilità tecnica perde valore, mentre ciò che resiste all’automazione è la mente imprevedibile, la comprensione dei materiali e il lavoro manuale creativo. L’IA eccelle negli schemi ma fatica con il nuovo, con l’inaspettato e con l’originalità.
In questo scenario, il vero vantaggio competitivo non è più la laurea, ma la capacità di fare e pensare in modo diverso. Non ci mancano i designer, ci manca la visione. Chi si limita a seguire la massa rischia di essere sostituito; chi osa guardare oltre, definisce il futuro del design e dell’architettura.
I grandi nomi del design italiano
Piero Lissoni
Piero Lissoni è un architetto e designer italiano tra i maestri riconosciuti del design contemporaneo. Nato a Seregno nel 1956, da oltre trent’anni sviluppa progetti globali nei campi dell’architettura, dell’interior, del product e del graphic design. Con sede a Milano, è fondatore dello studio Lissoni & Partners e direttore creativo di importanti marchi come Alpi, Boffi, Living Divani, Lualdi, Porro e Sanlorenzo. In occasione della Milano Design Week 2026, Lissoni firma diverse iniziative di grande impatto.
Al Salone del Mobile.Milano, Hall 22 – booth A08, presenta Behind the Windows, un’installazione per il nuovo Flagship Store Glas Italia in Corso Venezia 18 a Milano, dove le vetrine diventano dispositivi narrativi in grado di coinvolgere il pubblico e raccontare un nuovo linguaggio della trasparenza e della materia vetraria.
Parallelamente, nello storico Palazzo Bovara, torna l’appuntamento di Elle Decor Italia con il progetto Sensory Landscape, ideato da Lissoni in collaborazione con Antonio Perazzi per il landscape design e con il contributo di netsuke studio per l’exhibition design coordination: un’installazione che trasforma lo spazio in un’esperienza immersiva, dove natura e design dialogano armoniosamente.
Inoltre, Lualdi svela il rinnovato showroom firmato da Lissoni, al centro del quale si trova Framework, una boiserie evoluta che integra porte, contenitori ed elementi luminosi in un unico organismo coerente.
Tra le novità di prodotto, spiccano la Mondrian Collection, una linea di complementi dal design essenziale, e More, la collezione esclusiva di accessori appendiabiti da parete, che uniscono estetica e funzionalità. Tutti questi progetti confermano il ruolo di Piero Lissoni come uno dei principali protagonisti della scena del design contemporaneo, capace di coniugare ricerca, eleganza e innovazione.
Giulio Iacchetti
Alla Milano Design Week 2026, Giulio Iacchetti costruisce una presenza diffusa ma coerente, che attraversa prodotto, installazione e ricerca.
Con MV Line presenta “Sunflower”, progetto sviluppato a partire dalla tenda da sole SunDrive. L’oggetto viene reinterpretato come elemento quasi scultoreo, tra funzione e linguaggio formale.
A Superstudio Maxi, nel distretto di Barona, firma “230 VOLT-i” per Vimar. La placca della serie Plana diventa materia visiva e dispositivo espressivo.
Nel circuito di Brera Design District 2026 partecipa inoltre a “Tell me”, progetto condiviso con Elena Salmistrarodedicato al dialogo tra progettisti e nuove generazioni.
Il suo lavoro si muove con naturalezza tra oggetto d’uso e installazione. Tra cultura industriale e dimensione concettuale. È questa continuità a rendere la sua presenza particolarmente significativa.
Cristina Celestino
Cristina Celestino è un’architetta e designer italiana tra le più influenti della sua generazione. Nata a Pordenone nel 1980, ha studiato architettura allo IUAV di Venezia e, dopo la laurea, ha accumulato esperienza in diversi studi prima di trasferirsi a Milano, dove nel 2013 ha fondato il suo studio e il brand Attico Design.
In occasione della Milano Design Week 2026, Celestino è protagonista di progetti di grande rilievo: tra gli appuntamenti ufficiali spicca la sua partecipazione all’evento organizzato da Florim, il 21 aprile, con “SEGNATURE”, un’installazione che trasforma la superficie in spazio espressivo e invita il pubblico a esplorare il dialogo tra materia e design.
Allo stesso tempo, per Casa Carpanese, Celestino propone una rilettura del classico tavolo da pranzo in legno, trasformandolo in un vero centro di convivialità in cui il decoro diventa struttura portante e ogni gesto progettuale ridisegna lo spazio.
Elena Salmistraro
Alla Milano Design Week 2026, Elena Salmistraro si conferma una presenza da osservare con attenzione. Il suo lavoro attraversa linguaggi e contesti diversi, mantenendo sempre una forte identità espressiva.
Nel distretto di Brera Design District 2026 partecipa a “Tell me”, progetto di Emersivi by Orografie che trasforma il sagrato della Chiesa di Santa Maria Incoronata in uno spazio di dialogo tra progettisti affermati e giovani designer.
Al Salone del Mobile.Milano 2026 firma invece per Ethimo il nuovo divano outdoor “Loop”. Una seduta fluida e continua, pensata per interpretare in chiave più libera e conviviale il vivere all’aperto.
Due progetti diversi, ma complementari. Insieme restituiscono la cifra del suo approccio: una capacità distintiva di muoversi tra prodotto, immaginario e relazione, portando nel design una forte componente espressiva sempre connessa all’esperienza d’uso e allo spazio.
Michele De Lucchi – AMDL
Lo studio presenta Tracce di cura nei cortili dell’Università degli Studi di Milano. L’architettura ramificata crea uno spazio da scoprire attraversandolo: frammenti strutturali e sculture in gesso seducono il visitatore, trasformando l’installazione in un percorso esperienziale tra arte e architettura.
Luca Nichetto
Nel caso di Luca Nichetto, il punto di osservazione più chiaro alla Milano Design Week 2026 è “Airstone”.
Il progetto è presentato da XL EXTRALIGHT® nel distretto di 5VIE Design District, presso Spazio Big SantaMarta, dal 20 al 26 aprile.
Al centro c’è una tote bag progettata dallo studio. Tuttavia, il progetto va oltre l’oggetto. L’allestimento, curato dallo stesso Nichetto, costruisce un ambiente che amplifica il racconto del materiale e della sua leggerezza.
È un approccio che riflette una cifra precisa del suo lavoro. Nichetto riesce a rendere accessibile un pensiero progettuale complesso. Mantiene insieme precisione industriale, immediatezza visiva e uso quotidiano, senza semplificare il linguaggio del design.
Federico Peri
Per Federico Peri, la Milano Design Week 2026 segna un momento di continuità e messa a fuoco del suo linguaggio progettuale.
Nel distretto di Brera Design District 2026 firma “Composing” per Carpanese Home. Il progetto accompagna la nuova collezione del brand e rappresenta il terzo capitolo di un percorso basato su proporzione, equilibrio e materia.
Parallelamente partecipa a “RADISSON COLLECTION – Welcome to the Exceptional”, esperienza itinerante promossa da Radisson Collection a bordo di un tram storico milanese in collaborazione con ATM.
Due contesti molto diversi, ma coerenti nella lettura del suo lavoro. Peri costruisce progetti misurati e mai eccessivi. Unisce interior, prodotto e racconto dello spazio con grande coerenza e controllo del linguaggio.
6:AM
Con “OVER AND OVER AND OVER AND OVER”, 6:AM firma uno dei progetti più riconoscibili della Milano Design Week 2026.
Dal 19 al 26 aprile, lo studio occupa il Centro Balneare Romano di via Ampère trasformando la piscina storica in un paesaggio immersivo. Il progetto si costruisce attraverso vetro, architettura e ripetizione.
All’interno trovano spazio nuove e precedenti collezioni. Tra queste, i cubi in vetro soffiato “Batch” e una nuova limited edition di “Paysage” e “Lina”, sviluppata con Hannes Peer. Il percorso include anche un video realizzato con Genera e “Triton”, installazione sonora site-specific di Invernomuto.
Il progetto non si esaurisce nello spazio espositivo. Con “Bar Pieno”, attivo per tutta la durata della mostra, 6:AM introduce un luogo di incontro quotidiano e informale. Un’estensione urbana e sociale dell’installazione.
Un lavoro che unisce ricerca sul vetro, dimensione immersiva e relazione con la città.
Lazzarini Pickering Architetti
Lo studio romano Lazzarini Pickering Architetti presenta negli spazi di Marta Sala Éditions una nuova seduta imbottita. Il progetto si inserisce in un percorso di collaborazione ormai consolidato con il marchio milanese.
La proposta si affianca alle precedenti collezioni sviluppate insieme, contribuendo a definire una continuità progettuale coerente. Allo stesso tempo, rivela un aspetto meno noto dello studio: l’interesse per il design del mobile, esplorato nel tempo attraverso diverse esperienze e declinazioni.
Andrea Mancuso
Alla Milano Design Week 2026, Andrea Mancuso propone una presenza articolata, che mette in luce il suo approccio al design come costruzione di immaginari, materia e narrazione.
Da Nilufar, nella sede di Via della Spiga Nilufar, presenta “LUMIAC”. Un lampadario cinetico che mette in relazione gesto organico e pensiero artificiale. La luce diventa una presenza mobile, quasi comportamentale. L’allestimento, sviluppato con Kriskadecor, costruisce un percorso di scoperta progressiva.
Al Nilufar Grand Hotel, nel dehor del Depot, firma la collezione “Punteggiato”. Il metallo forato viene reinterpretato come struttura ed espressione. Il progetto dialoga con il tessuto storico di Rubelli disegnato da Gio Ponti.
Completa il percorso “Pluriball” per Poltronova. Un tavolo in vetro colorato che trasforma un’immagine quotidiana in superficie tridimensionale, stratificata attraverso luce e colore.
Nel suo lavoro emerge con chiarezza una coerenza precisa. Mancuso intreccia ricerca sui materiali, ironia e memoria visiva. Il risultato è un design che costruisce narrazioni, più che oggetti.
Carlo Ratti Associati
In fiera, lo studio firma una cucina outdoor per Veneta Cucine, uno spazio dove cucinare diventa pretesto per ripensare la soglia tra dentro e fuori, tra privato e collettivo, combinando tecnica, convivialità e design contemporaneo.
Sara Ricciardi Studio
Alla Milano Design Week 2026, Sara Ricciardi con Sara Ricciardi Studio presenta una serie di progetti che uniscono design, materia e narrazione.
Tra questi, “Room for Stories. From Seat to Seed” per Kave Home al Brera Design District 2026. L’installazione reinterpreta la poltrona Jan con un materiale innovativo di origine vegetale, ricavato dagli scarti di cachi. Il progetto riflette su sostenibilità e ciclo di vita degli oggetti.
La designer partecipa anche a un tram esperienziale firmato Radisson Collection in collaborazione con ATM. Un percorso tra design e città, raccontato attraverso audioguide e installazioni.
Con Dalfilo firma “Land of Dreamers”, una capsule che trasforma la biancheria in esperienza poetica.
Chiude “Corpografia – Paesaggio di Donna” per Torneria Tortona, un’installazione che indaga il corpo e lo spazio come luoghi di relazione.
Giuseppe Bavuso
Nel caso di Giuseppe Bavuso, la Milano Design Week 2026 evidenzia un percorso fondato su continuità e rigore.
Con Rimadesio, il designer è al centro di “BECOMING”, progetto che celebra i settant’anni dell’azienda. L’allestimento prende forma nel flagship store di Via Visconti di Modrone showroom Rimadesio e si sviluppa a partire dalla sua collezione, ampliata con nuovi materiali, finiture e sistemi.
A questo si affianca “Sign Round”, presentato da Ernestomeda. Un’evoluzione di uno dei modelli più rappresentativi del brand, che conferma la coerenza del suo approccio.
Seguire Bavuso oggi significa osservare un’idea di contemporaneità precisa. Un linguaggio progettuale misurato, capace di restare solido senza ricorrere all’effetto.
Formafantasma
Tra i protagonisti da seguire alla Milano Design Week 2026, Formafantasma si distingue per un approccio lucido e trasversale. Il duo composto da Andrea Trimarchi e Simone Farresin contribuisce a ridefinire il ruolo del design contemporaneo, spostandone il focus verso temi culturali e sistemici.
A Milano tornano con Prada Frames, il symposium curato per Prada. L’edizione 2026, intitolata In Sight, si svolge dal 19 al 21 aprile negli spazi di Santa Maria delle Grazie. Il programma affronta il rapporto tra ambiente costruito, percezione e società attraverso contributi interdisciplinari.
Parallelamente, lo studio è coinvolto in diversi progetti. Firma il booth di B&B Italia al Salone del Mobile.Milano 2026. Interviene nello showroom milanese del brand con un progetto dedicato. Cura inoltre l’allestimento di Salone Raritas, nuova piattaforma del Salone dedicata al collectible design.
Una presenza articolata, che evidenzia la capacità di Formafantasma di operare tra ricerca, industria e spazio. Un approccio che rende il loro contributo particolarmente rilevante nell’edizione 2026.
Ferruccio Laviani
Per Ferruccio Laviani, la Milano Design Week 2026 si concentra su due interventi distinti ma complementari.
Da un lato, “Experience Tomorrow”, il progetto sviluppato per LAUFEN. Qui la sua direzione creativa accompagna una nuova fase del brand, segnata dall’introduzione dell’acciaio VITREON.
Dall’altro, “Intrecci di Luce / Knitted Light”, la ricerca presentata da Foscarini presso Spazio Monforte. Un progetto che esplora il rapporto tra luce e maglieria tridimensionale.
Due contesti diversi, un’unica attitudine progettuale. Nel lavoro di Laviani emerge una qualità precisa: la capacità di costruire progetti chiari e coerenti. Industria, allestimento e visione convivono senza attriti, in un equilibrio sempre controllato.
Elisa Ossino Studio
Per Elisa Ossino Studio, la Milano Design Week 2026 si articola attraverso due interventi coerenti e complementari.
Il primo è “Table Rituals”, installazione realizzata per V-ZUG nello spazio milanese del brand. Il progetto indaga i gesti della tavola e il loro valore condiviso. La tecnologia resta sullo sfondo, discreta, quasi invisibile.
Il secondo è “Responsive Nature”, intervento per Molteni&C in Via Senato 14. Un progetto inserito nel racconto più ampio della Design Week del marchio.
Due presenze che restituiscono con chiarezza il suo approccio. Elisa Ossino lavora su un design misurato, costruito attraverso atmosfera, ritualità e precisione dello spazio. Un’intensità sottile, lontana da ogni effetto.
Designer internazionali
Karim Rashid
Studio Patrick Jouin
Philippe Starck
Yinka Ilori
Alla Milano Design Week 2026, Yinka Ilori porta a Milano un linguaggio immediatamente riconoscibile, costruito su colore, ritmo e partecipazione.
Nel distretto di Brera Design District 2026 presenta “Chasing the Sun”, installazione immersiva realizzata per Veuve Clicquot presso la Mediateca Santa Teresa, in via della Moscova 28, dal 20 al 26 aprile.
Il progetto si estende oltre l’installazione. Continua nel Clicquot Café e nella Clicquot Boutique, dove è presentata anche una collezione esclusiva firmata dal designer.
Il suo lavoro è interessante perché trasforma l’impatto visivo in esperienza condivisa. Il colore diventa spazio, e lo spazio diventa relazione. In una settimana dominata dalle immagini, Ilori mantiene coerenza quando riesce a dare forma fisica al suo immaginario.
Architetti e studi internazionali di riferimento
Lina Ghotmeh
L’installazione Metamorphosis in Motion al cortile di Palazzo Litta è tra le più attese del Fuorisalone 2026. Il progetto trasforma la corte in uno spazio dinamico e abitabile. Sottolinea il ruolo del palazzo come luogo di transizione tra la dimensione urbana e quella privata. I visitatori sono invitati a vivere un’esperienza immersiva, dove architettura e design dialogano in modo innovativo.
Ma Yansong
Fondatore dello studio MAD, Ma Yansong sarà protagonista al Politecnico di Milano con la lecture “Architecture is not Architecture”. Durante l’incontro, condividerà la sua visione di un’architettura in continuo mutamento. Il suo approccio è aperto a nuove dimensioni e a sperimentazioni interdisciplinari, sfidando i confini tradizionali della disciplina.
Neri & Hu
All’interno di Casa Mutina, lo studio propone due collezioni: Weaving, rivestimenti in ceramica ispirati all’arte dell’intreccio del bambù, e Hé, una linea di complementi per la tavola sviluppata per Mutina Edition. Il progetto esplora il dialogo tra tradizione artigianale e design contemporaneo, combinando estetica e funzionalità in modo raffinato.
Sou Fujimoto
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Park
Il collettivo trasforma il suo hub in Loopwork – The Meanwhile Club, uno spazio collettivo dedicato allo scambio e all’ascolto. Il progetto prevede un programma pubblico di sperimentazione sonora e club culture, realizzato in collaborazione con Le Cannibale, che da oltre quindici anni esplora innovazioni nel suono e nella performance urbana.
Snøhetta
Lo studio collabora con USM Haller per l’installazione Renaissance of the Real alla Fondazione Luigi Rovati. L’installazione presenta configurazioni del sistema in acciaio mai viste prima. Il percorso espositivo fonde arte, architettura e design modulare, creando un’esperienza immersiva e innovativa.
Vincent Van Duysen
Alla Fuorisalone 2026, Vincent Van Duysen è uno dei riferimenti più chiari per leggere il rapporto tra direzione creativa, prodotto e cultura dell’abitare.
A Milano, il suo lavoro si sviluppa attraverso Molteni&C. Da un lato, la nuova collezione indoor 2026 presentata a Palazzo Molteni. Dall’altro, “Responsive Nature”, l’installazione in Via Senato 14 dedicata alla proposta outdoor del brand.
Non si tratta di due progetti separati, ma di un racconto unico. Un sistema coerente che mette in relazione interno ed esterno, prodotto e spazio.
È qui che emerge la cifra del suo lavoro: la capacità di costruire ambienti completi, in cui architettura domestica, proporzione e identità visiva restano perfettamente allineate.
Hannes Peer
Nel caso di Hannes Peer, la Milano Design Week 2026 diventa un’occasione concreta per osservare un linguaggio che intreccia architettura, interni e materia.
Da Spotti Milano presenta “HARDCORE”, installazione legata al lancio della collezione CORE di SEM. Un progetto che mette al centro la fisicità degli oggetti e la loro presenza nello spazio.
Nel Brera Design District 2026 firma invece per Margraf “La Casa di Marmo”. Un ambiente immersivo che esplora il marmo come elemento architettonico totale.
In entrambi i casi emerge un tratto preciso. Peer costruisce spazi compatti e densi, quasi scenografici. Oggetti e superfici diventano strumenti per definire atmosfera e percezione.
È proprio questa tensione tra prodotto e spazio a renderlo uno dei nomi più interessanti da seguire in questa edizione.
Herzog & de Meuron
Nel caso di Herzog & de Meuron, la Milano Design Week 2026 conferma una coerenza totale tra ricerca architettonica e design di prodotto.
UniFor presenta “MTM – Made to Measure” e “Giuditta”, due nuove famiglie di arredi sviluppate con lo studio svizzero. L’installazione è allestita presso Spazio UniFor in viale Pasubio 15, dal 21 al 26 aprile.
Il progetto non si limita al lancio di prodotto. Si configura come una riflessione su funzione, materiale e architettura. La direzione creativa di Studio Klass introduce il concept di “Non Places” come chiave narrativa dell’allestimento.
La loro presenza è significativa perché mostra una continuità precisa. Herzog & de Meuron applicano al design lo stesso rigore dell’architettura. L’oggetto diventa estensione diretta del loro pensiero sullo spazio.
Snøhetta
Per Snøhetta, la Milano Design Week 2026 si sviluppa come una presenza diffusa, tra installazione, prodotto e ricerca sullo spazio.
Alla Fondazione Luigi Rovati partecipa con “Renaissance of the Real”, progetto sviluppato con USM e la designer Annabelle Schneider. Il lavoro esplora il rapporto tra corpo, percezione e realtà fisica.
All’interno di Interni Materiae firma invece l’installazione per VitrA. Un progetto che riflette sulla trasformazione della ceramica come materia progettuale.
Al Salone del Mobile.Milano 2026 presenta inoltre “Intro” per Olivari, una nuova collezione di maniglie.
La loro presenza si distingue per continuità e coerenza tra scale diverse. Snøhetta mantiene una visione sensoriale e architettonica del design, capace di collegare prodotto e spazio in un unico linguaggio.
Edward Barber & Jay Osgerby
Edward Barber e Jay Osgerby, fondatori dello studio londinese nel 1996 dopo gli studi al Royal College of Art, tornano alla Milano Design Week 2026 con una presenza ampia e ben distribuita tra fiera e città.
Al Salone del Mobile.Milano 2026 sono presenti con più collaborazioni: per AXOR (Hall 6, Booth A35), per DEDON(Hall 22, Booth B20) e per Kartell (Padiglione 22).
Parallelamente, il loro lavoro si sviluppa anche in città. Alla Triennale Milano partecipano con il progetto per Fredericia e con la mostra “Alphabet”, visitabile fino a settembre. Sempre a Milano, firmano “Stadium” per Hermès presso La Pelota, mentre sono presenti con Kasthall in Piazza Paolo VI e con Kettal nello showroom di Via Broletto.
Una presenza articolata che conferma la loro capacità di operare tra prodotto, allestimento e ricerca, mantenendo un linguaggio sempre coerente e riconoscibile.
Dalle collezioni alle installazioni: Milano come laboratorio temporaneo
Durante il Fuorisalone, Milano si trasforma in un palcoscenico globale. I grandi studi internazionali trasformano la città in un laboratorio temporaneo, dove architettura e design dialogano attraverso installazioni e progetti sperimentali.
Confrontarsi con il design permette agli architetti di osservare la propria pratica da nuove prospettive, sperimentando materiali, forme e scale diverse. È un’occasione per capire dove la loro visione resiste e dove, invece, si evolve.
Accanto all’oggetto e al mobile, molti architetti affrontano il tema dell’installazione. Questi spazi temporanei sono aperti a tutti e spesso si inseriscono in contesti urbani che normalmente seguono abitudini differenti.
Le architetture create per il Fuorisalone nascono per accadere. Generano dinamiche inaspettate e aprono nuove possibilità di interazione con lo spazio e il pubblico. Sono vere e proprie macchine di idee che alimentano il dialogo tra progetto e mondo, tra architettura e design.
In questo contesto, il Fuorisalone non è solo una vetrina di oggetti e mobili, ma un terreno di sperimentazione e riflessione. Mostra come la creatività architettonica possa ridefinire il modo in cui viviamo, percepiamo e attraversiamo gli spazi urbani. È un invito a guardare il design non solo come estetica, ma come esperienza viva, condivisa e in continua trasformazione.
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