DVO alla Milano Design Week 2026

Gli spazi di condivisione nei luoghi di lavoro come ecosistemi fluidi: verso una nuova cultura del workplace ibrido

Alla Milano Design Week 2026, il design del workplace smette definitivamente di essere una questione di arredi e si trasforma in racconto spaziale, esperienza immersiva, linguaggio identitario. Con “Signs of Shape”, l’installazione firmata da DVO e Sitland, lo showroom di Via Maroncelli 5 Showroom DVO & Sitland diventa un dispositivo narrativo dove il progetto non si espone soltanto: si attraversa.

L’allestimento, curato dall’art director Aldo Parisotto insieme a Parisotto + Formenton Architetti, interpreta la collezione 2026 come un sistema integrato di relazioni tra persone, oggetti e ambienti. I prodotti di DVO e Sitland, firmati da Robin Rizzini e Marco Zito, costruiscono un lessico comune fatto di segni essenziali, geometrie fluide e una forte identità visiva.

Il workplace come ecosistema: dalla funzione alla relazione

Il concetto guida dell’installazione è chiaro: il workplace contemporaneo non è più un contenitore statico, ma un sistema dinamico che genera valore attraverso la relazione.

“Le modalità del lavoro d’ufficio sono profondamente cambiate,” racconta Aldo Parisotto. “La connettività nomade e lo smart working hanno messo in discussione la rigidità del modello monofunzionale. Oggi progettiamo spazi ibridi, capaci di adattarsi, accogliere e stimolare collaborazione e benessere.”

In questa visione, il progetto diventa infrastruttura emotiva oltre che funzionale: un ambiente che non solo ospita il lavoro, ma lo attiva.

Il segno come identità: quando la grafica diventa spazio

Il concept di “Signs of Shape” nasce da un’idea potente: trasformare un segno bidimensionale in esperienza tridimensionale.

Un filo grafico attraversa lo showroom e guida il visitatore come una traccia narrativa continua. Dalle vetrine esterne fino agli ambienti interni, il segno si comporta come un sistema di orientamento e percezione, una sorta di filo di Arianna contemporaneo.

Il risultato è uno spazio che non si limita a mostrare prodotti, ma li racconta attraverso il movimento del corpo e dello sguardo.

Tre ambienti, tre esperienze del lavoro contemporaneo

Lo showroom si sviluppa in tre scenari consecutivi, pensati come livelli progressivi di immersione.

1. La gallery: il workplace come apertura verso la città

Il percorso si apre con una gallery essenziale, quasi museale, in dialogo diretto con l’esterno urbano. Qui emergono due protagonisti:

  • il tavolo Anchor, disegnato da Robin Rizzini per DVO
  • le sedute lounge Vyra, firmate da Marco Zito per Sitland

Anchor introduce un nuovo linguaggio del tavolo: organico, strutturale, fortemente riconoscibile. Vyra invece interpreta la dimensione dell’attesa e della conversazione con un’eleganza morbida e accogliente.

2. Il laboratorio CMF: materia, colore, identità

Il secondo ambiente è un vero laboratorio di Color, Material & Finish, dove il design si avvicina alla sperimentazione industriale.

Il tavolo Anchor viene esplorato nelle sue varianti materiche e strutturali: superfici, spessori, configurazioni delle gambe, sistemi di cablaggio. Il progetto diventa modulare, adattabile, quasi “programmabile”.

Accanto, una materia-lounge coordinata accoglie le sedute Vyra, mentre il colore diventa strumento narrativo. Senape, mauve, amarone: tonalità che non decorano, ma definiscono atmosfera e identità.

3. Lo studio creativo: il workplace come paesaggio continuo

L’ultimo ambiente è un grande open space che simula uno studio creativo contemporaneo.

Qui il protagonista è il sistema Silhouette, disegnato da Robin Rizzini per DVO: una composizione a onda di tavoli e contenitori che costruisce un paesaggio fluido e continuo.

Il segno progettuale è netto: un profilo in acciaio che si piega e si trasforma, generando leggerezza visiva e solidità strutturale. È un equilibrio tra precisione tecnica e sensibilità estetica.

Il colore come ritmo dello spazio

Elemento trasversale dell’intero progetto è il colore, trattato come struttura narrativa.

Le palette cromatiche scandiscono gli ambienti in blocchi armonici, creando sequenze visive che guidano la percezione: dal calore dei toni profondi alla neutralità sofisticata delle sfumature più morbide.

Il colore non è superficie, ma ritmo. Non decora lo spazio: lo costruisce. Con “Signs of Shape”, DVO e Sitland delineano una direzione chiara: il futuro del workplace è ibrido, aperto, modulare.

Gli spazi non si definiscono più per funzione rigida, ma per capacità di adattamento. L’ufficio diventa luogo di relazione, ma anche di pausa, attesa, incontro e trasformazione continua.

Il design si fa infrastruttura culturale: non rappresenta il lavoro, lo abilita.

Via Maroncelli 5 Showroom DVO & Sitland
20 – 26 aprile 2026
10.00 – 20.00

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