Franciacorta Studio alla Milano Design Week 2026

Dal vino al design: un progetto che trasforma la materia in cultura, e il territorio in linguaggio progettuale

In occasione del Salone del Mobile e della Milano Design Week, Franciacorta presenta Franciacorta Studio, un progetto espositivo e culturale che supera la tradizionale idea di presenza al Fuorisalone per diventare una vera e propria piattaforma di ricerca.

Non una mostra, ma un sistema di pensiero. Non un allestimento, ma un ambiente critico in cui design, materia e territorio si intrecciano fino a diventare una sola narrazione.

Ospitato negli spazi Slowear a Milano, il progetto nasce in collaborazione con Luce di Carrara, parte del gruppo Henraux, e interpreta il tema del Fuorisalone 2026 — “Essere Progetto” Fuorisalone — come condizione esistenziale prima ancora che estetica.

Essere progetto significa qui una cosa precisa: esistere come processo, non come forma conclusa.

La materia come origine comune: vino e marmo nello stesso tempo geologico

Al centro di Franciacorta Studio c’è un’idea radicale nella sua semplicità: la materia non è mai neutra, ma sempre narrativa.

Il vino e il marmo vengono accostati non per analogia estetica, ma per affinità strutturale. Entrambi nascono da un territorio specifico, entrambi sono il risultato di una trasformazione lenta, stratificata, irripetibile. Entrambi portano impressa la traccia del tempo e dell’intervento umano.

Da questa prospettiva, il progetto costruisce un dialogo tra Franciacorta e Luce di Carrara che non si limita alla contaminazione tra settori, ma mette in discussione il modo stesso in cui definiamo la materia nel design contemporaneo.

La materia non viene mai dominata: viene ascoltata, seguita, accompagnata nella sua evoluzione naturale.

Un doppio movimento: attraversare e condividere

Franciacorta Studio si sviluppa attraverso due dimensioni complementari, pensate come due modi diversi di abitare la stessa idea.

Il percorso espositivo: la materia come paesaggio sensibile

Il primo livello è un percorso immersivo che interpreta il terroir della Franciacorta non come geografia produttiva, ma come sistema culturale.

La terra e l’uomo diventano i due poli di un racconto che si articola in ambienti sequenziali, dove la materia si trasforma progressivamente da origine a forma.

L’esperienza non è lineare, ma atmosferica: luce, superficie e vuoto costruiscono un linguaggio percettivo che guida il visitatore attraverso stati diversi della materia.

Le superfici e le opere in marmo di Luce di Carrara non funzionano come oggetti esposti, ma come presenze strutturali. Intervengono nello spazio come elementi geologici ricomposti, portando dentro l’ambiente la densità del tempo e della pietra.

La piattaforma culturale: il progetto come conversazione

Il secondo livello è una piattaforma culturale attiva nelle ore serali, pensata come spazio di confronto aperto.

Degustazioni, talk, incontri e momenti di scambio trasformano il progetto in un dispositivo relazionale. Qui il design non è più solo osservazione, ma esperienza condivisa.

La cultura del vino diventa così un linguaggio per parlare di progettazione, identità e territorio. Non come metafora, ma come pratica.

È in questo spazio che Franciacorta Studio espande il proprio significato: da progetto espositivo a infrastruttura culturale temporanea.

La collezione: progettare il gesto del vino

A completamento del progetto, Franciacorta e Luce di Carrara presentano una collezione di oggetti dedicati al servizio del vino progettata da Pierattelli Architetture.

La collezione è composta da cinque elementi — bowl, portabottiglia, secchiello del ghiaccio, sottobicchiere e vassoio — che non si limitano a supportare il rituale della degustazione, ma lo reinterpretano come esperienza sensoriale completa.

Il concept si fonda su un’idea precisa: la condensa come stato intermedio, come soglia tra presenza e trasformazione.

Questo principio viene tradotto in una finitura sabbiata del marmo Versilys, che elimina la brillantezza per restituire una superficie opaca, quasi atmosferica. La luce non viene riflessa in modo diretto, ma diffusa, rallentata, trattenuta.

L’inserimento del legno introduce una controparte organica che rompe la rigidità del minerale e apre il sistema a un equilibrio più umano, più tattile, più imperfetto.

Un unico linguaggio: materia, tempo, identità

Con Franciacorta Studio, il vino e il marmo cessano di essere categorie separate e diventano due declinazioni della stessa cultura materiale contemporanea.

Il progetto non celebra la materia: la interroga. Non la espone: la mette in relazione. Non la definisce: la lascia accadere.

In questo senso, la Milano Design Week diventa il contesto ideale non per mostrare oggetti, ma per attivare pensiero progettuale.

Franciacorta Studio si presenta così come un invito a riconsiderare il design non come risultato, ma come processo continuo di trasformazione tra natura, tempo e gesto umano.

FRANCIACORTA | Milano Design Week 2026
Apertura percorso espositivo
/ 21 – 25 aprile 2026
/ 10.30 – 18.00
Degustazioni Franciacorta
/ 21 – 24 aprile 2026
/ 18.00 – 19.30 (due turni)

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