Ostuni Design Week-end 2026

“Prima o poi”: il tempo del progetto, tra attesa e realizzazione

Dal 4 al 7 giugno 2026 torna Ostuni Design Week-end, la manifestazione che anima la Ostuni trasformandola in un laboratorio aperto dedicato a architettura, design e cultura del progetto.

Il festival si sviluppa tra luoghi simbolici e paesaggi del territorio: la Piazza della Libertà, il Chiostro di San Francesco, il sistema costiero di Torre Guaceto, il Castello Alfonsino e spazi urbani rigenerati come Orto Urbano e VISTA Ostuni.

La terza edizione ruota attorno al tema “Prima o poi”, una riflessione sul tempo come materia progettuale: ciò che precede la forma, ciò che la ritarda, ciò che la rende possibile.

Il tema: “Prima o poi”, il tempo come progetto invisibile

“Prima o poi… faremo tutto con largo anticipo”.

Con questa frase, pronunciata con ironia da Paola Coronel, ideatrice e organizzatrice della manifestazione, prende forma il senso dell’edizione 2026.

“Prima o poi” non è solo un’espressione quotidiana, ma diventa una lente attraverso cui leggere il progetto contemporaneo: un tempo elastico, non lineare, fatto di attese, accelerazioni, rinvii e improvvise realizzazioni.

Dopo le prime due edizioni dedicate a:

  • “La singolarità dello spazio”
  • “Coltivare le relazioni”

questa terza tappa chiude una trilogia concettuale che esplora lo spazio, le relazioni e ora il tempo come infrastruttura invisibile del progetto.

Secondo Paola Coronel:

“Prima o poi è speranza, ma anche coraggio e resistenza. È la capacità di portare a compimento un’idea, un progetto, un percorso.”

Attorno a questa idea si sviluppa l’intero programma: installazioni, talk, mostre e momenti conviviali diventano interpretazioni diverse dello stesso concetto.

Giovedì 4 giugno – Opening e città trasformata

Golden Stones: la piazza come paesaggio liquido

L’apertura della manifestazione è affidata a una delle installazioni più iconiche del festival: “Golden Stones”, in Piazza della Libertà.

Il progetto è firmato da una coppia ormai storica del festival:

  • Gino Garbellini (PIUARCH)
  • PARK Associati

Due studi che nel quotidiano professionale operano spesso come concorrenti, ma che per Design Week-end diventano collaboratori. Una dinamica che racconta lo spirito stesso della manifestazione: la costruzione di alleanze temporanee e fertili.

L’installazione si sviluppa come un grande paesaggio d’acqua che attraversa la piazza. Una lama liquida collega Palazzo San Francesco a una limonaia temporanea realizzata con Telcom. Sul fondo emergono sagome dorate che riflettono la luce, trasformando lo spazio urbano in una superficie mutevole, quasi cinematografica.

A completare l’esperienza interviene il paesaggista pugliese Gianni Birardi, che introduce elementi della macchia mediterranea e una dimensione olfattiva diffusa.

Il risultato è una piazza che non si osserva soltanto, ma si attraversa come un paesaggio sensoriale.

Il Chiostro di San Francesco: spazio di relazione e incontro

Nel pomeriggio il centro della manifestazione si sposta nel Chiostro di San Francesco, trasformato in un ambiente ibrido tra architettura, installazione e spazio sociale.

L’allestimento è costruito attraverso elementi di design che definiscono un paesaggio domestico temporaneo:

  • scenografia firmata MV Line
  • ombreggiante Papillon di Giulio Iacchetti
  • panche XXL di Giulio Cappellini
  • superfici e materiali di Abet Laminati

Il chiostro diventa così un luogo di sosta e relazione continua: non uno spazio espositivo, ma un dispositivo sociale dove si lavora, si conversa e si osserva il progetto in azione.

Talk “Prima o poi… inizio!”: il progetto come atto iniziale

Alle 17:30 si apre il programma dei talk con i saluti istituzionali degli enti patrocinatori e la presenza di Angelo Pomes, sindaco che ha sostenuto la manifestazione fin dalle sue origini.

Segue il primo incontro:

“Prima o poi… inizio!”

L’incipit è affidato a David Pasquali (LeftLoft), che costruisce il tema come riflessione sul momento iniziale del progetto: quell’istante fragile in cui tutto può ancora accadere.

Pasquali porta a Ostuni la leggerezza e la profondità già sperimentate in altri progetti editoriali, trasformando il talk in una narrazione corale.

La tavola rotonda riunisce progettisti da Milano, Bari, Lecce e dal territorio pugliese, tra cui:

  • Matteo Ragni
  • Michele Rossi
  • Roberto Murgia
  • Emanuele Rossetti
  • Cristian Catania

Il confronto non è una conferenza tradizionale, ma una narrazione corale fatta di esperienze, fallimenti, progetti e processi.

Segue il dialogo con i brand partner, moderato da Giorgio Tartaro, in formato rapido e dinamico: cinque minuti per raccontare visione, prodotti e strategie.

Networking e cultura del progetto

Uno degli elementi centrali della manifestazione è il suo carattere di piattaforma relazionale.

Come sottolinea Coronel, Design Week-end nasce come evento di networking e si è evoluto in un sistema dove aziende e progettisti si incontrano in un contesto informale fatto di installazioni, talk, cene e attività condivise.

Il risultato è un ecosistema in cui le relazioni professionali non nascono in ufficio, ma in un ambiente esperienziale e condiviso.

Serata inaugurale: VISTA Ostuni

La giornata si conclude a VISTA Ostuni, ex manifattura tabacchi trasformata in hotel da Roberto Murgia.

Qui viene presentata l’installazione:

“Geografia di un legame”

Un progetto che interpreta il tema del cambiamento attraverso una linea tessile che attraversa lo spazio e lo trasforma. Il gesto minimo diventa architettura relazionale: il passaggio delle persone modifica lo spazio stesso.

Il progetto è realizzato con il supporto di Scaffsystem e Dedar.

Venerdì 5 giugno – Territorio, esperienza, materia

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