Maschere, corpo e trasformazione: il gioco di identità 

La Milano Fashion Week accoglie una nuova voce originale dell’abbigliamento maschile: Saul Nash, stilista e ballerino londinese, fa il suo debutto in passerella con la collezione autunno-inverno 2026.

Il suo linguaggio è chiaro fin dalle prime immagini: il movimento come cuore del design, la maschera come strumento di trasformazione e l’athleisure tecnico come veicolo di una riflessione più ampia sull’identità.

Movimento e performance: la moda come corpo

La sfilata si apre con modelli vestiti di nero, volti celati da maschere essenziali, e teli bianchi che fluttuano nello spazio. Più che una presentazione di capi, lo show è un rituale performativo in cui ogni piega, ogni passo e ogni tessuto dialogano con il corpo. Nash lavora con materiali tecnici come nylon e jersey di cotone, reinventando tracksuit, tute performative, camici trasparenti in nylon e giacche da aviatore con tasche profonde. Anche i parka in microfibra blu Oceano Pacifico, con obi e fasce da smoking abbinate, trasformano il capo funzionale in simbolo poetico.

Ogni outfit contiene un elemento di sorpresa: dettagli sul retro, tagli diagonali, cappucci integrati, stampe astratte sui jeans che suggeriscono movimento continuo. La costruzione dei capi non è mai statica, rispecchiando la filosofia di Nash secondo cui l’abbigliamento deve rispondere al corpo in azione, quasi come una seconda pelle pensata per il gesto, la danza e la vita quotidiana.

Maschera e identità: libertà oltre le regole

La maschera è il vero filo conduttore della collezione. Non nasconde, ma libera. I capi tecnici, tradizionalmente relegati a contesti informali, diventano strumenti di empowerment e ridefinizione dei codici sociali. Una tracksuit, un camice tecnico o un parka possono ora accedere a contesti più “formali”, sfidando le convenzioni e sovvertendo la grammatica del menswear. La sfilata è così una metafora di una società in cui l’identità è fluida, in continuo divenire, e la moda diventa il mezzo per sperimentarla.

Sport e sartoria: l’ibrido di Nash

FW26 conferma il talento di Nash nel fondere due mondi apparentemente opposti: lo sportivo e il sartoriale. Stratificazioni sorprendenti, silhouette ibride e dettagli inattesi trasformano abiti tecnici in oggetti performativi. Ogni capo sembra concepito per la scena, sia essa la passerella, la strada o il teatro della vita quotidiana. La collezione dialoga costantemente con la danza, richiamando la formazione di Nash come ballerino e la sua attenzione al corpo in movimento.

Contesto e riconoscimenti: una nuova stella della moda maschile

Nato nel nord-est di Londra, Saul Nash si è formato alla Central Saint Martins e al Royal College of Art, fondando il suo marchio omonimo nel 2018. La sua ricerca sulla menswear tecnica e genderless gli ha valso riconoscimenti internazionali, tra cui l’International Woolmark Prize 2022 e il Queen Elizabeth II Award for British Design. La sua estetica, individualista e concettuale, sfida le regole tradizionali dell’athleisure e della moda maschile, rendendo ogni collezione un laboratorio di innovazione.

L’allestimento dello show in un’ex fabbrica milanese rafforza l’idea di spazio performativo e teatrale: il pubblico reagisce entusiasta, celebrando la capacità di Nash di trasformare ogni uscita finale in un atto di pura energia e spettacolo.

Masquerade: la moda come teatro e corpo in movimento

FW26 si conferma un manifesto poetico e concettuale: la moda non è solo ciò che si indossa, ma ciò che si vive. Mascherando il volto e liberando il corpo, Saul Nash trasforma ogni capo in uno strumento di espressione e riflessione, capace di ridefinire i codici sociali e riscrivere le regole dell’athleisure maschile.

La passerella diventa un palcoscenico in cui il menswear si fa teatro: ogni tessuto, ogni piega, ogni movimento racconta una storia di identità fluida, libertà e trasformazione. I vestiti non nascondono, ma potenziano chi li indossa, invitando a sperimentare, a superare convenzioni e a vedere il corpo come linguaggio principale della moda.

Con FW26, Nash non mostra solo una collezione: offre una visione radicale e poetica di ciò che la moda può essere, trasformando la passerella in un luogo di liberazione, performance e pura emozione.

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