Schiaparelli SS26 Haute Couture

Dalla Sistina alle creature fantastiche: l’arte secondo Roseberry

Daniel Roseberry, direttore creativo di Schiaparelli, ha inaugurato la settimana dell’Haute Couture di Parigi con una collezione primavera/estate 2026 che mescola maestria sartoriale, surrealismo e un bestiario immaginario.

Il titolo, “The Agony and The Ecstasy” (“Tormento ed estasi”), prende ispirazione dalla biografia romanzata di Michelangelo e dalla prima visita dello stilista alla Cappella Sistina, un’esperienza che ha trasformato il suo approccio creativo.

Dalla Sistina al Petit Palais: la genesi di una collezione

“Alzando lo sguardo verso il soffitto della Sistina, ho sentito qualcosa di simile a ciò che Michelangelo provò cinquecento anni fa”, racconta Roseberry. Quella sensazione di vertigine, di agonia ed estasi, diventa il motore della collezione: un invito a liberare l’immaginazione, a trasformare la tecnica sartoriale in scultura vivente.

In passerella, non compaiono angeli o affreschi, ma creature fantastiche: code di scorpione, pungiglioni, serpenti alati, uccelli dai colori esotici. Ogni elemento richiama il mondo animale che Elsa Schiaparelli amava reinterpretare, dai pesci palla agli uccelli del paradiso, ma filtrato attraverso la visione teatrale e scultorea di Roseberry.

Il Petit Palais, gremito di star come Carla Bruni, Demi Moore, Chiara Ferragni, Sophie Marceau con la figlia e Jeff Bezos con Lauren Sánchez, diventa un palcoscenico perfetto per queste sculture viventi, dove l’arte incontra la moda.

La sartoria come scenografia: piume, cristalli e resine

La collezione SS26 esplora volumi esagerati e dettagli iper-realisti. Il pizzo tagliato a mano, le piume dipinte o aerografate, le resine e i cabochon creano una texture viva che sembra muoversi con il corpo delle modelle.

Tra i look più iconici:

  • The Scorpio Sisters: due outfit in pizzo e crine nero con code di scorpione tridimensionali e accessori ispirati all’archivio della maison. La tensione tra aggressività e sensualità è evidente, ma l’effetto didascalico rischia di ridurre l’impatto poetico dell’idea.
  • Isabella Blowfish: giacca in crine trasparente con spuntoni di organza e cristalli, ispirata al pesce palla. La silhouette sfida la gravità e mette in mostra la tecnica impeccabile dell’atelier.
  • Tailleur-gonna “pesce palla”: strati di tulle e organza decorati con cristalli, nei colori iridescenti degli uccelli tropicali.

Roseberry combina tecniche sofisticate con silhouette audaci, ma la forza visiva spesso predomina sulla narrazione concettuale, rendendo la collezione spettacolare ma a tratti troppo esplicita.

Tra ispirazione artistica e citazione letterale

La Cappella Sistina è il filo conduttore della collezione, ma l’interpretazione appare forzata: Michelangelo diventa più un pretesto metodologico che una vera fonte iconografica. Gli elementi naturali e zoomorfi, pur magistralmente realizzati, risultano talvolta letterali e didascalici, quasi una trasposizione fotografica di animali e creature fantastiche.

Il rischio è che la couture perda il suo mistero: Schiaparelli è impeccabile nella tecnica, ma la magia evocata dal surrealismo originale di Elsa viene sostituita da un mix & match di riferimenti già visti, tra McQueen, Mugler e Alaïa.

In passerella e in front row

La sfilata è un evento globale: modelli iconici come Alex Consani e Lulu Tenney, chiusura con Awar Odhiang, e un front row da sogno. Le star internazionali contribuiscono a sottolineare il lato teatrale della maison, ma l’attenzione ai look non sempre si traduce in innovazione stilistica.

Maestria tecnica, ma serve un salto creativo

La SS26 di Schiaparelli conferma la maestria sartoriale della maison: piume, cristalli, resine e volumi scultorei sono impeccabili. Tuttavia, la collezione rivela una certa ridondanza iconografica e una reference artistica forzata che limita la sorpresa. I look, pur spettacolari, non sempre trasmettono un vero senso di innovazione: il bestiario fantastico appare più come riproduzione che trasfigurazione.

Forse è arrivato il momento di un cambio di prospettiva per Roseberry, per restituire a Schiaparelli quella tensione poetica e quel mistero che hanno reso la maison un’icona senza tempo. La couture può ancora liberare l’immaginazione, ma deve farlo con audacia e simbolismo, non solo con effetto visivo.

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Schiaparelli SS26 Haute Couture

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