Crochet Couture

L’uncinetto da tradizione pugliese a nuovi racconti contemporanei

In Puglia l’uncinetto non è mai stato un semplice passatempo: è un gesto quotidiano, un ritmo domestico che ha attraversato generazioni. Nelle case, tra il profumo del caffè e i pomeriggi assolati, mamme e nonne hanno continuato per decenni a intrecciare fili, tramandando un sapere che appartiene profondamente al territorio. Era l’uncinetto dei bauli, dei centrini, delle tovaglie ricamate per le grandi occasioni.

Eppure oggi quel gesto antico ha assunto una nuova voce, una nuova ambizione. Con la crescita del brand “Puglia” nel mondo – complice un turismo in costante ascesa e una ricerca estetica che attinge dal Sud – anche la moda ha iniziato a riscrivere il proprio immaginario.

La regione è diventata per il crochet ciò che la Toscana è per la pelle: un laboratorio identitario, una terra-madre di tecniche, texture e narrazioni. L’uncinetto non è più soltanto souvenir nostalgico, immagine naïf di un Sud immobile; è una grammatica contemporanea, capace di parlare ai mercati internazionali e di affermarsi come espressione artistica e stilistica autonoma. Le nuove generazioni lo hanno riscoperto come medium creativo, un ponte tra memoria e futuro.

Ecco i brand pugliesi che stanno rivoluzionando il linguaggio dell’artigianato a filo, trasformandolo in pura couture.

LC23: l’artigianalità pugliese che incontra lo sportswear globale

Nel 2010 Leo Colacicco, originario di Gioia del Colle e con una formazione milanese, decide di trasformare la propria visione in un progetto concreto dando vita a LC23. Il brand nasce dalle camicie — identitarie, cromatiche, curate nel minimo dettaglio — e in pochi anni evolve in collezioni complete, capaci di attirare l’attenzione del pubblico e di prestigiosi partner internazionali. Tra queste spicca l’ultima, celebratissima collaborazione con adidas.

Colacicco porta con sé una doppia anima: quella dell’ingegnere gestionale e quella del creativo innamorato della propria terra. La produzione, radicata nelle campagne pugliesi, è un atto di fedeltà all’artigianalità locale, che diventa il vero tratto distintivo del brand.

Con adidas, LC23 compie un gesto sorprendente: introduce pizzi e crochet all’interno dello sportswear, un mondo tradizionalmente dominato da processi industriali e materiali tecnici. Il risultato è un cortocircuito estetico che funziona: capi sportivi arricchiti dalla delicatezza del fatto a mano, un equilibrio nuovo fra performance e artigianato.

Il successo del drop non è solo un traguardo personale: è un messaggio per l’intero ecosistema creativo pugliese. Dimostra che la tradizione può dialogare con i grandi player globali e che, quando si osa, la moda può davvero superare ogni confine.

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LC23 X Adidas

TUX Studio: quando il crochet diventa un manifesto di femminilità

A Lecce, Carola e Daniela hanno trasformato un’intuizione in un progetto che oggi rappresenta una delle voci più originali del Sud Italia. In un territorio come il Salento — storicamente legato alla produzione conto terzi per grandi maison — le due creative scelgono di ribaltare la prospettiva: riportano al centro il lavoro femminile e l’artigianato locale, costruendo un brand che parla di identità e di comunità.

Il loro segno stilistico nasce dall’incontro tra crochet e sartoria, una combinazione che diventa subito riconoscibile. Tra i capi iconici, spiccano i costumi realizzati interamente all’uncinetto, piccoli capolavori handmade diventati oggetti del desiderio estivo.

La svolta arriva con Lace Noir, la collezione che definisce pienamente il posizionamento del brand: un omaggio alla donna come spazio di forza, consapevolezza e mistero. La narrazione prende forma attraverso l’immagine di una figura che “si cuce addosso la propria storia”, unendo tradizione e contemporaneità attraverso un filo che attraversa il tempo.

Il filet all’uncinetto, simbolo di pazienza e maestria, viene reinterpretato da TUX Studio come un linguaggio moderno, fatto di contrasti: luce e ombra, velare e rivelare, costruire e destrutturare. In questo gioco di pieni e vuoti, l’artigianato diventa più di una tecnica: diventa un gesto politico, un’affermazione di autonomia, libertà ed espressione.

Con TUX Studio l’uncinetto smette di essere memoria e diventa visione. Una femminilità scritta con ago, filo e determinazione.

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TUX studio

CA Cristiano Accogli: la nuova crochet couture che racconta la Puglia

A soli 25 anni, Cristiano Accogli è già una delle voci più sorprendenti della nuova scena creativa pugliese. La sua storia inizia da bambino, quando osservava la nonna intrecciare i fili per dar vita ai rosoni che decoravano le case e ricordavano le grandi cattedrali del territorio. Era un gioco di ombre, pieni e vuoti, che lui guardava incantato: la prima scintilla di un immaginario che oggi veste passerelle e palchi.

Nel silenzio della sua cameretta impara l’arte del crochet, quasi in segreto, come un talento da proteggere. Quel gesto intimo diventa presto un linguaggio. E oggi veste artisti come Giuliano Sangiorgi e Serena Brancale, oltre ad aver firmato i look del corpo di ballo dell’ultima Notte della Taranta, portando l’uncinetto nel cuore di una delle tradizioni musicali più iconiche del Salento.

Le sue magliette sono diventate un cult in tutta Italia, ma il cuore del progetto è la sua crochet couture: abiti-scultura, preziosi e contemporanei, che immaginano una femminilità forte e proiettata avanti. Sono capi che rispettano la tradizione senza rimanerne prigionieri, perché il crochet diventa struttura, movimento, modernità.

Accogli guarda al futuro con la visione di chi non ha paura di sognare in grande: sogna una linea di abiti da sposa e l’espansione negli Emirati Arabi, dove immagina di portare la sua idea di Puglia — fatta di luce, ricami e audacia — a incontrare una nuova estetica e nuove culture.

Un giovane designer che dimostra come l’uncinetto, nelle mani giuste, può diventare couture. E soprattutto può diventare futuro.

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CA – Cristiano Accogli

CGM Chiara Giulia Micoccio: quando l’artigianato diventa un viaggio sensoriale

Nel cuore di Lecce, CGM è molto più di un brand: è un luogo in cui l’artigianato incontra l’eleganza e si trasforma in racconto. La sua fondatrice, Chiara Giulia Micoccio, originaria di Presicce e formata a Milano, ha costruito un progetto che prende vita dal patrimonio familiare degli intrecci, reinterpretato con un approccio contemporaneo e profondamente autoriale.

Ogni accessorio e ogni capo firmato CGM è una tappa di un viaggio personale: un diario fatto di visioni, memorie, simboli e ritorni alla propria terra. Questo legame emerge con forza nell’ultima collezione, “Radici e Fili”, presentata in Canada: una celebrazione del crochet come filo emotivo, culturale e identitario che connette la designer alla Puglia.

I fili — elemento distintivo della sua estetica — si liberano dai grandi rosoni applicati sugli abiti, diventando movimento, scia, gesto. Scivolano lungo il corpo come linee di danza, evocando la fluidità del mare del Salento nelle giornate estive. Il risultato è una moda che non si limita a essere indossata, ma che racconta un percorso, un’origine, un’appartenenza.

Tra le collaborazioni più significative, spicca quella con il ballerino Francesco Costa, per il quale CGM ha curato i look: un dialogo perfetto tra corpo in movimento e materia tessile, dove l’artigianalità diventa coreografia e la couture si fa performance.

CGM non crea semplicemente capi: costruisce mondi. E in ogni filo intrecciato c’è una parte di Puglia che prende forma, respiro e identità.

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CGM – Chiara Giulia Micoccio

La Puglia che disegna nuove trame

Dal focolare domestico alle vetrine internazionali, il crochet pugliese ha compiuto un salto culturale prima ancora che estetico. Oggi non è più un esercizio di nostalgia, ma un linguaggio che evolve, interpreta e anticipa. È la dimostrazione di come un sapere antico, nelle mani di una nuova generazione di creativi, possa diventare strumento di ricerca, identità e innovazione.

Il filo, simbolo di continuità, diventa così materia progettuale, capace di unire memoria e visione senza retorica. La Puglia non appare più soltanto come un luogo da cartolina, ma come un ecosistema creativo che produce competenze, stile e pensiero.

Ed è proprio in questo incontro tra artigianato e contemporaneità che nasce la sua forza: una regione che non si limita a custodire la tradizione, ma la trasforma in futuro, con la concretezza di chi sa che il valore, oggi, si tesse un punto alla volta.

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