Il moto perpetuo etroniano di Marco De Vincenzo

Quando si parla di Etro, la parola “stile” rischia di risultare riduttiva. FW26 è la prova tangibile che il marchio non solo sopravvive al tempo, ma lo trasforma, lo rielabora, lo fa dialogare con mondi che sembrano lontani, eppure trovano una coesione sorprendente sotto la direzione creativa di Marco De Vincenzo.

La sfilata autunno/inverno 2026-27 non è solo una collezione: è un’esperienza multisensoriale, un moto perpetuo in cui nulla si ripete, e tutto ritorna in forme nuove.

La passerella, immersa in una colonna sonora live di BLUEM, trasforma il fashion show in un organismo vivo. La musica non accompagna gli abiti, li abbraccia, li modula, come se ogni passo della modella rispondesse a un battito ritmico, organico.

Etrosità: tra heritage e invenzione

“Etrosità”, parola inventata eppure così chiara nel significato, diventa il manifesto di FW26. Non si tratta solo di eclettismo o di accumulo di pattern iconici: è un concetto più sottile, una filosofia estetica che unisce la poliedricità alla poesia, il passato alla contemporaneità.

Dal paisley, simbolo storico di Etro, ai ricami tridimensionali che evocano bestiari medievali, la collezione si muove tra riconoscibilità e sorpresa. Le stampe foulard dialogano con tartan e trompe-l’oeil, le piume incontrano paillettes, stemmi e dettagli navy si fondono con citazioni di nomadismo britannico. Ogni elemento è familiare, eppure ogni look è nuovo, inaspettato.

Tessuti e silhouette: un dialogo continuo

I tessuti raccontano una storia di stratificazione e fluidità. Jacquard devoré, flou leggero e maglieria tridimensionale si alternano, combinandosi in stratificazioni audaci senza mai risultare sovraccariche. Gonne lunghe a portafoglio, bordate di marabù, dialogano con cappotti maschili reinterpretati, giacche da divisa militare e abiti fluidi dalle stampe eterogenee.

Le silhouette, talvolta rigorose, talvolta flessuose, sottolineano il concetto di “loop creativo”: il corpo è libero di muoversi, e i tessuti seguono, reagiscono, si fondono con l’energia della passerella. Anche la maglieria, spesso considerata materiale “da giorno”, diventa scultura in movimento, con lavorazioni tridimensionali che aggiungono profondità e gioco di luci e ombre.

Palette cromatica e accessori: poesia visiva

La palette cromatica è un altro elemento narrativo: neutri boschivi e caldi, blu intensi, ocra, viola e nero totale convivono con accenti metallici e riflessi dorati, creando un paesaggio cromatico quasi pittorico. La scelta dei colori non è casuale: accompagna la filosofia del movimento perpetuo, permettendo contrasti e armonie nello stesso istante.

Gli accessori completano la storia: stivali robusti si alternano a sandali chiusi alla caviglia con fibbie, mentre sabot di suede realizzati in collaborazione con Birkenstock aggiungono una nota di praticità sofisticata. Le borse, morbide e ricamate, di varie dimensioni, diventano estensioni del corpo e del pattern, non semplici complementi. Sciarpe-check si trasformano in fusciacche, cordoncini impreziosiscono la maglieria, cinture diventano drappeggi scenografici.

Moda come esperienza

Marco De Vincenzo rifiuta la sfilata convenzionale. Come spiegato a Forces of Fashion, «fare vestiti dovrebbe essere un atto di ascolto, per somigliare a chi siamo diventati più che a quelli che eravamo ieri». La FW26 è un’interpretazione di questo principio: l’atto di ascoltare diventa corporeo, visivo e sonoro.

BLUEM accompagna gli abiti con una performance live che mescola sonorità folcloristiche sarde con inflessioni londinesi, creando un tappeto sonoro ipnotico. L’installazione di Numero Cromatico aggiunge profondità spaziale: sette portali tattili e attraversabili introducono un percorso che trascende la passerella, simbolo dei mondi infiniti che Etro sa evocare.

Look Forward: il concetto ciclico della collezione

“Look Forward” è un titolo che racchiude la filosofia della collezione: affrontare l’inattuale attraverso il linguaggio ciclico del marchio. Marco De Vincenzo lavora sui codici storici di Etro, riproponendoli in chiave contemporanea.

Paisley ricamato con paillettes, sciarpe che diventano fusciacche, giacche maschili reinterpretate, cappotti dalle linee rigide ma dinamiche: ogni capo è un equilibrio tra memoria e innovazione. Il rischio del déjà-vu viene evitato grazie a dettagli inattesi, giochi di texture, sovrapposizioni cromatiche e motivi stratificati. Anche la maglieria tridimensionale e i ricami estrosi aggiungono un senso di sorpresa e meraviglia.

Nomadismo sauvage: il linguaggio del corpo e dei dettagli

La sfilata esplora un nomadismo sauvage: animali misteriosi si accostano a paisley e tartan, paillettes sfumano in piume, velli scenografici accompagnano silhouette fluide o rigorose. Lunghe frange dorate avvolgono la vita dei pantaloni dritti, mentre abiti fluidi danzano al ritmo della musica. Portali trasparenti creano tunnel verso mondi infiniti, sottolineando la stratificazione e la moltiplicazione dei codici.

Marco De Vincenzo non si limita a mescolare codici: li moltiplica, li rende viventi. Il risultato è un vocabolario estetico riconoscibile ma in continua evoluzione, dove heritage e innovazione dialogano senza gerarchie.

Etro in movimento perpetuo

La FW26 dimostra che Etro non conosce stasi: il brand si muove in un cerchio infinito, dove passato e presente dialogano senza mai scadere nella nostalgia, e dove l’“Etrosità” diventa una filosofia palpabile, quasi tangibile. Marco De Vincenzo conferma che Etro può restare fedele a sé stesso senza mai fermarsi, reinventandosi con audacia: «Etro muove in circolo, ancora e ancora, sempre diverso e sempre uguale».

Ma FW26 non è soltanto una collezione. È un ecosistema in cui tessuti, suoni, immagini e accessori vivono insieme in perfetta armonia, raccontando storie di identità, memoria e libertà creativa. Ogni abito diventa un protagonista, ogni stampa un linguaggio, ogni colore una vibrazione emotiva. Etro trasforma la passerella in un palcoscenico vivo, dove la moda smette di essere oggetto e diventa esperienza: sensoriale, intellettuale, emozionale.

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