L’insolita bellezza del disordine perfetto

Ultima in calendario ma tra le più sorprendenti, Meryll Rogge ha chiuso la stagione parigina con una collezione che ha il sapore di un gesto di liberazione.
Un momento fresco, coraggioso, pieno di personalità: una di quelle sfilate che restano impresse non per lo spettacolo, ma per la sincerità.

Ambientata nel cortile del Musée des Archives Nationales, tra pietra medievale, architetture rinascimentali e geometrie neoclassiche, la collezione SS26 della designer belga si è mossa tra tempi e stili diversi, proprio come il luogo che la ospitava.

Un dialogo tra passato e presente, tra forma e disordine, tra realtà e ricordo.

Il riconoscimento di un talento

Il 2025 è stato l’anno della consacrazione per Meryll Rogge.

La stilista ha vinto il Grand Prize degli Andam Fashion Awards, ricevendo 300.000 euro e un anno di mentorship con Sidney Toledano, presidente di LVMH Fashion Group. Già Designer of the Year ai Belgian Fashion Awards 2024 e finalista al Woolmark Prize 2025, Rogge si conferma come una delle voci più forti della nuova generazione belga: ironica, indipendente, radicale e poetica.

Una musa chiamata Cookie Mueller

Il punto di partenza è una figura leggendaria: Cookie Mueller, attrice, scrittrice e musa dell’underground newyorkese, protagonista del libro di culto “Walking Through Clear Water in a Pool Painted Black”. Da questa biografia, Rogge trae l’ispirazione per una collezione che racconta la libertà femminile, la sensualità vissuta senza filtri e quella bellezza autentica che nasce dall’imperfezione.

In passerella si alternano maglie sottili e corte, gonne a matita dal taglio netto, parka-abito lucidi e smanicati, e un toccante abito bianco a balze, che rievoca la celebre fotografia di Nan Goldin: Cookie nel giorno del suo matrimonio con l’artista italiano Vittorio Scarpati, nel 1986. Un momento di grazia e tragedia insieme, che Rogge trasforma in moda: la fragilità come forza, il ricordo come ispirazione.

Tessuti leggeri, energia underground

La collezione gioca con tweed destrutturati, cotoni stropicciati, satin lucidi e nylon trasparenti. Tutto appare vivo, in movimento, come se ogni tessuto respirasse una storia. I colori vanno dal bianco opaco al rosa cipria, fino a tocchi di nero profondo e argento vissuto, evocando le luci intermittenti dei club newyorkesi e l’energia della notte.

Le foto stampate sugli abiti — scatti di viaggi e dettagli urbani — aggiungono un tono contemporaneo, quasi documentaristico.
La sensazione generale è quella di una collezione emotiva, costruita più sul ritmo e sulla sensazione che sulla logica.

Il tocco del gioiello: Wouters & Hendrix

A completare la collezione, i gioielli di Wouters & Hendrix, celebre maison di Anversa, hanno aggiunto un tocco di audacia e raffinatezza.
Catene intrecciate, orecchini asimmetrici e bracciali scolpiti non sono semplici ornamenti: dialogano con i tessuti e le silhouette, enfatizzando il mood rock e bohémien della sfilata.

Ogni pezzo contribuisce a raccontare una storia, trasformando l’accessorio in un vero protagonista del look.

Una sfilata come dichiarazione d’intenti

La presentazione ha avuto un’atmosfera raccolta e vibrante. Niente effetti scenici, nessuna teatralità: solo una passerella circolare, luce naturale e un cast autentico, scelto per esprimere la diversità reale. Ogni volto, ogni passo, sembrava raccontare una storia personale, proprio come i vestiti che indossava.

È stato un momento di onestà creativa, come se Rogge volesse dire: “Questo è il mio ultimo capitolo personale, prima di voltare pagina”.
E in effetti, lo è. A febbraio la designer debutterà come nuova direttrice creativa di Marni, raccogliendo il testimone di Francesco Risso dopo quasi dieci anni.

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MERYLL ROGGE SS26 – i look

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