Debutti pesanti (Demna e Chiuri), ritorni simbolici e una generazione che resta ai margini
Milano arriva alla Fashion Week donna di febbraio 2026 con un calendario che sembra costruito come una mappa del potere creativo attuale: grandi debutti blindati dai gruppi, ritorni simbolici che funzionano come rassicurazioni di sistema e, sullo sfondo, una nuova generazione che fatica sempre più a restare visibile senza snaturarsi.
Dal 24 febbraio al 2 marzo, subito dopo la chiusura delle Olimpiadi, la città riattiva il suo dispositivo moda. L’apertura ufficiale è affidata a Diesel, mentre il calendario conta 54 sfilate fisiche e 8 digitali. I numeri tengono, l’energia è controllata. Più che una settimana di euforia, è una settimana di riallineamenti strategici.
Tra le formule più apprezzate continuano a distinguersi presentazioni ed eventi: in programma 72 presentazioni e 27 eventi. Al via anche l’iniziativa “Next On Hair: A Brand Selection curated by Rinascente and CNMI”, che presenta 11 brand della nuova generazione, in esposizione presso l’Air Snake Space fino al 9 marzo 2026.
Fendi: Chiuri e il ritorno alle origini come gesto politico
Il debutto che concentra su di sé il massimo carico simbolico è fissato per mercoledì 25 febbraio: Maria Grazia Chiuripresenta la sua prima collezione per Fendi. Non un semplice nuovo incarico, ma un ritorno chirurgico nel punto esatto da cui tutto era iniziato, nel 1989, quando la designer muoveva i primi passi all’interno della maison romana.
Dopo Dior, dopo l’iper-esposizione mediatica e l’istituzionalizzazione del suo linguaggio, Chiuri rientra in una casa storica di LVMH con un ruolo che parla di ricentramento, più che di rottura. Fendi diventa il luogo di una nuova sintesi: meno manifesto, più costruzione, meno slogan, più materia. Un debutto osservato non tanto per ciò che dirà, ma per ciò che sceglierà di non dire.
Gucci: Demna e la prova del nove
Il vero punto di frizione della settimana resta però Gucci. Venerdì 27 febbraio, Demna firma la sua prima sfilata ufficiale per la maison di Kering. È il debutto più atteso, ma anche il più delicato.
Qui non si tratta solo di estetica. Si tratta di capire quanto della grammatica Demna possa sopravvivere dentro Guccie quanto Gucci sia disposto a mutare senza perdere il controllo del proprio posizionamento globale. Dopo anni di costruzione di immaginari fortissimi, questo show è un test industriale prima ancora che creativo. Milano, ancora una volta, diventa il luogo dove le grandi narrazioni vengono messe alla prova del prodotto.
Marni e Emporio Armani: continuità controllata
Tra i nuovi esordi spicca anche Meryll Rogge, al debutto da Marni, chiamata a raccogliere l’eredità di Francesco Risso, che ha lasciato il brand lo scorso giugno dopo dieci anni di direzione creativa sotto il gruppo OTB. Il suo ingresso segna un cambio di temperatura: meno espressionismo, più controllo, in un momento in cui Marni è chiamata a ridefinire il proprio equilibrio tra sperimentazione e mercato.
Milano segna anche una prima volta assoluta per Emporio Armani, che presenta la sua prima collezione sotto la direzione creativa del duo Silvana Armani e Leo Dell’Orco, dopo le sfilate di Giorgio Armani e Armani Privé. Un passaggio che non viene annunciato come una rivoluzione, ma che va letto come una fase di transizione strutturata, in perfetto stile Armani.
Nuovi ingressi: vitalità frammentata
Il calendario accoglie nuovi nomi, segnale di una vitalità che però resta fragile. Debuttano con una sfilata fisica:
- Casa Preti
- Florania
- Max Zara Sterck
- Simon Cracker
- Tell the Truth
- Venerdì Pomeriggio
In formato digitale entrano invece Edis Pala, I Am Isigo, Ivan Delogu Senes e Uni Form, mentre tra i comeback si segnalano Fila e GCDS.
I grandi nomi restano, come sempre, a presidiare il centro del sistema: Prada, Dolce&Gabbana, Etro, Ferragamo, Roberto Cavalli, MM6 Maison Margiela, Tod’s. Milano continua a essere solida, ma sempre meno permeabile.
Emergenti: la continuità come vero lusso
Le assenze raccontano più delle presenze. Murano, The Attico e Rambaldi non sfilano: probabilmente opteranno per la formula della presentazione. Una scelta che riflette una difficoltà ormai strutturale. Oggi, per un designer emergente, la vera sfida non è debuttare, ma restare.
Il calendario resta poco inclusivo e il mercato ancora meno disposto a sostenere traiettorie non immediatamente performanti. La retorica del “nuovo talento” continua a funzionare finché è spendibile; dopo, il sistema si ritrae.
6ª edizione di Camera Moda Fashion Trust: focus sui giovani designer Made in Italy
Torna per il sesto anno Camera Moda Fashion Trust, il grant annuale dedicato ai giovani creativi Made in Italy. Da più di sette anni il progetto sostiene talenti emergenti e quest’anno al fashion hub sarà presente una sezione interamente dedicata alla nuova generazione del Made in Italy, con designer come Cavia, Dennj, Domenico Orefice, Giuseppe Buccinnà e Marco Rambaldi.
Il grant ha già lanciato nomi come Act N1, Francesco Murano e Lessico Familiare. Inoltre, per promuovere la responsabilità sociale e ambientale, darà visibilità a brand emergenti come Lapacifico, Pikol Clothing, Traiceline Pratt, Unknown Artisan, Weinsanto e Phan Dang Hoang, confermando il ricambio generazionale nel panorama del design italiano.
Vivetta Ponti, Simon Cracker e i brand da osservare
Vivetta Ponti attraversa questa Fashion Week in una doppia veste: creativa con Venerdì Pomeriggio e figura chiave della formazione come coordinatrice del corso di Fashion Design allo IED di Firenze. Il suo debutto è fissato già nella prima giornata ed è uno degli appuntamenti più interessanti per chi osserva i passaggi tra indipendenza, didattica e progetto.
Da segnalare anche Simon Cracker e iSTITUTION by Galib Gassanoff, che restano i brand del momento, in una fase di crescita reale e riconoscibile. Le loro sfilate sono attese perché raccontano un modello diverso: meno accelerazione, più coerenza, meno storytelling imposto, più identità costruita nel tempo.
Il Calendario Ufficiale Milano Fashion Week DONNA – FW26
24 febbraio 2026
16:00 DIESEL
17:00 MAX ZARA STERCK
18:00 CASA PRETI
19:00 VENERDÌ POMERIGGIO (designed by MS Vivetta Ponti)
25 febbraio 2026
09:30 LUISA BECCARIA
10:30 JIL SANDER
11:30 DANIELA GREGIS
12:30 ANTONIO MARRAS
14:00 FENDI
15:00 VIVETTA
16:00 MISSONI
17:00 ONITSUKA TIGER
18:00 N.21
19:00 ETRO
20:00 MM6 MAISON MARGIELA
26 febbraio 2026
9:30 MAX MARA
10:30 GENNY
11:30 BOSS
12:30 ANTEPRIMA
13:15 FLORANIA
14:00 PRADA
16:00 EMPORIO ARMANI
18:00 MARNI
20:00 ROBERTO CAVALLI
27 febbraio 2026
9:30 TOD’S
10:30 MARCO RAMBALDI
11:30 SPORTMAX
12:30 BLUMARINE
14:00 GUCCI
15:00 SA SU PHI
16:00 ELISABETTA FRANCHI
17:00 MOSCHINO
18:00 ISTITUTION BY GALIB GASSANOFF
19:00 GCDS
28 febbraio 2026
9:30 FERRARI
10:30 ERMANNO SCERVINO
11:30 FERRAGAMO
12:30 DOLCE&GABBANA
14:00 TOKYO JAMES
15:00 LAURA BIAGIOTTI
16:00 ACT N°1
17:00 MSGM
18:00 LUISA SPAGNOLI
19:00 SIMON CRACKER
20:00 BOTTEGA VENETA
21:00 PHILIPP PLEIN
1 marzo 2026
9:30 HUI
10:30 FILA
11:30 GIORGIO ARMANI
14:00 J.SALINAS
15:00 TELL THE TRUTH
16:00 FRANCESCA LIBERATORE
2 marzo 2026 – DIGITAL
9:30 UNI FORM
10:00 NADYA DZYAK
10:30 MEIN.CORP
11:00 DHRUV KAPOOR
11:30 I AM ISIGO
12:00 MAXIVIVE
12:30 EDIS PALA
13:00 IVAN DELOGU SENES


