Quando il racconto supera la sfilata
Milano apre ufficialmente il fashion month con un’edizione che segna un punto di svolta. La Fashion Week Uomo di gennaio 2026, in programma dal 16 al 20 gennaio, si presenta come una piattaforma in profonda trasformazione, dove il concetto stesso di sfilata viene ripensato, frammentato e spesso superato.
Noi di Designerspace Magazine l’abbiamo definita senza esitazioni una Fashion Week 2.0: meno ritualità, più contenuto; meno passerelle, più narrazione.
I numeri parlano chiaro e raccontano un vero cambio di paradigma.
A fronte di 76 appuntamenti complessivi, il calendario ufficiale conta solo 18 sfilate fisiche. A queste si affiancano 7 sfilate digitali, 39 presentazioni e 12 eventi.
Una distribuzione che fotografa con precisione lo stato attuale del sistema moda maschile: creativo e fluido, ma anche prudente e sempre più strategico.
Se la sfilata resta il formato più iconico e aspirazionale, è evidente come oggi molti brand fatichino a sostenerne i costi. Soprattutto in una fase segnata da instabilità economica e da una profonda ridefinizione delle priorità aziendali.
La risposta del sistema è chiara: la ricerca di nuovi linguaggi e nuovi format, più flessibili, immersivi e coerenti con l’identità del marchio.
Le 39 presentazioni in calendario non rappresentano una scelta di ripiego. Sono piuttosto il segnale di un’attenzione che si sposta. Dal momento spettacolare alla costruzione di un’esperienza. Dal semplice “vedere” al “capire”.
Le presentazioni diventano così spazi di dialogo diretto. Ambienti curati nei minimi dettagli. Installazioni concettuali e performance ibride, a metà tra moda, arte e design.
Gli eventi, dal canto loro, rafforzano la dimensione relazionale della settimana. Cocktail, talk e happening culturali ampliano il racconto, andando oltre il prodotto.
In questa edizione milanese, più che mai, la moda maschile sceglie di raccontarsi in modo diffuso. Abbandona schemi rigidi e abbraccia una visione più contemporanea, intima e consapevole.
Di seguito, entriamo nel dettaglio degli eventi e delle presentazioni più rilevanti della Milano Fashion Week Uomo gennaio 2026. Tra nuovi format, ritorni attesi e sperimentazioni che definiscono il futuro del menswear.
Bally: Alpine Heritage
Alla Milano Men’s Fashion Week, Bally presenta The Alpine Collection e riporta al centro della scena il proprio DNA più autentico. La FW26 è una riflessione sull’eredità alpina della maison svizzera, non come esercizio nostalgico, ma come terreno di ricerca estetica e funzionale.
I riferimenti d’archivio sono centrali: dalla suola dentellata Sparta degli anni Venti alle calzature da trekking realizzate per la spedizione svizzera sull’Everest del 1947, fino allo stivale indossato da Tenzing Norgay nel 1953.
L’abbigliamento alterna shearling, lana e volumi imbottiti, mentre tra le calzature spiccano il City Curling, reinterpretazione dell’iconico curling boot olimpico del 1956, e il nuovo Alpine Boot in vitello e lana, con dettagli in shearling e ganci ispirati alla tradizione escursionistica. Completano la proposta nuove stampe, tra paesaggi alpini e motivi grafici, che trasformano l’identità Bally in un racconto contemporaneo.


Bikkembergs: A journey to Copenhagen
Alla Milano Men’s Fashion Week, Bikkembergs firma una collezione FW26 che mescola estetica scandinava e DNA del brand. Il direttore creativo Lee Wood prende ispirazione da Copenhagen, città-capolavoro dove tradizione e modernità convivono, e traduce il concetto di “sobrietà audace” in un guardaroba modulare e versatile.
Il casualwear, il tailoring e le suggestioni military si sovrappongono con naturalezza. La palette spazia dal nero al grigio, dal blu navy al marrone, con tocchi luminosi ispirati al design danese. I capi chiave? Piumini con canali curvi, parka e giubbotti in lana effetto denim, cappotti doppiopetto e tute arricchite da dettagli workwear. Loghi ton sur ton e patch in nylon definiscono un’identità riconoscibile ma mai ostentata.
Cuore pulsante della collezione è l’outerwear, tra piumini reversibili, giacconi urbani e cappotti sartoriali. La pelle torna protagonista: il chiodo Dirk in pelle vegetale, bomber e giubbini corti in nappa con logo embossed. Il tailoring si fa dinamico con blazer e pantaloni modulabili, contaminati da fit cargo e wide. La maglieria tridimensionale, il denim rinnovato e le T-shirt minimal con richiami al calcio completano il guardaroba.
Sul fronte calzature, la sneaker Soccer resta icona e protagonista delle strategie future, affiancata dalla New Recoba e da workboot Made in Italy, tra tacco in metallo e dettagli usati che celebrano l’artigianalità.
Bikkembergs continua a crescere: il 2025 si chiude stabile a 30 milioni di fatturato, con Germania e Nord Europa a trainare le vendite. La roadmap prevede due nuovi monomarca a Tbilisi entro il 2027 e un omaggio al fondatore Dirk Bikkembergs durante la Milano Fashion Week di marzo, in sinergia con il MoMu di Anversa e gli Antwerp Six.


Boglioli
Durante la Milano Fashion Week, Boglioli ha presentato la collezione Fall/Winter 2026 a Casa Boglioli, offrendo un tributo sofisticato alla città e alla sua autenticità. FW26 traduce l’eleganza milanese in un linguaggio contemporaneo, restando fedele al DNA raffinato del brand.
La collezione nasce dall’ispirazione ai quartieri più autentici di Milano e alla loro energia urbana. Il risultato è un guardaroba dove soft tailoring, silhouette fluide e materiali selezionati con cura dialogano con la libertà di movimento contemporanea. Giacche strutturate e cappotti sartoriali si alternano a pantaloni rilassati e maglieria accogliente, creando un equilibrio tra heritage e modernità.
FW26 esplora un’identità in evoluzione, catturando lo spirito di una città senza tempo ma vibrante, dove tradizione e innovazione convivono in ogni dettaglio. Il guardaroba è pensato per chi vive la moda con intenzione, stile e sofisticata naturalezza, incarnando l’essenza della Milano contemporanea.


Brunello Cucinelli: Ars Imitatur Naturam
Dopo il successo del bio-pic “Brunello, il visionario garbato”, il brand italiano porta la sua visione alla Milano Fashion Week, presentando la collezione uomo Autunno/Inverno 2026, “Ars Imitatur Naturam”. Un titolo che diventa dichiarazione di metodo: osservare, adattare e tradurre la natura in eleganza maschile contemporanea.
La collezione riflette su un uomo moderno, un esploratore urbano che si muove con disinvoltura tra città e paesaggio. La giacca, con spalle morbide e linee calibrate, accompagna il corpo senza costrizioni. La cravatta torna a essere elemento chiave, equilibrando la libertà dei pantaloni tinto capo, spesso arricchiti da tasche cargo o dettagli utility. È un dialogo costante tra sartoria e funzionalità, tra rigore e praticità quotidiana.
I capispalla segnano l’evoluzione del brand: cappotti doppiopetto con costruzioni precise e bottoni in metallo, outerwear realizzato con materiali preziosi e tessuti dal gusto tecnico. La palette cromatica resta neutra e profonda, tra beige, grigio, blu e accenti di burgundy e castagna, valorizzata da trame tridimensionali e tessuti nobili come tweed e donegal.
Shearling, pelle e suede diventano dettagli distintivi, evocando un’esplorazione raffinata. La maglieria trasversale gioca su contrasti di texture rustiche e leggere, mentre cardigan strutturati definiscono silhouette eleganti e moderne. Le fantasie all-over, ispirate alla cultura inglese, intrecciano le tonalità stagionali, suggerendo un dialogo continuo tra tradizione e contemporaneità.
“Ars Imitatur Naturam” non è una rivoluzione, ma un’elevazione del pensiero: un ritorno alla concretezza della vita e a un’eleganza maschile che evolve senza perdere identità. Una collezione che mostra come raffinatezza e rispetto per la natura possano convivere in armonia.


Etro: Animuomini Rebooted
Etro reinterpreta il proprio passato con la collezione “Animuomini Rebooted”, ispirata alla storica campagna del 1997 firmata da Christopher Griffith. Disegnata da Marco De Vincenzo, la FW26/27 mette al centro l’idea dell’abito come livrea, dove costume, identità e istinto si fondono in una nuova forma.
La presentazione è un piccolo teatro: venti manichini con maschere in cartapesta realizzate da un artigiano veneziano, sculture che rievocano animali e personaggi mitici. L’allestimento richiama la Venezia del costume, tra arte, cinema e tradizione, mentre le musiche ipnotiche di Wendy Carlos amplificano l’atmosfera onirica.
I capi trasformano il Paisley, motivo iconico del brand, in tessuto narrativo: velluti stampati, maglie con volti di animali, piume sui profili sartoriali, pigiami e vestaglie portati dentro e fuori casa. Maglioni legati in vita, borse morbide e berretti completano un guardaroba che miscela disinvoltura e heritage. La collezione racconta un brand che gioca tra mito e contemporaneità, tra classicismo e performance, dove l’istinto e la ragione convivono in ogni dettaglio.
“Animuomini Rebooted” è anche un momento di transizione per Etro. Dopo l’acquisizione della quota di minoranza da parte di Rams Global, Mathias Facchini e Giulio Gallazzi, la famiglia Etro lascia definitivamente il controllo del marchio fondato nel 1968, confermando questa collezione come ponte tra passato e futuro del brand.


K-WAY: Montagna Milano
Durante la Milano Fashion Week Men’s 2026, K‑Way trasforma la città in un rifugio alpino con “Montagna Milano”, un evento che si terrà il 16 e 17 gennaio presso il Basic Village. Talks, workshop, moda, fotografia, sport e musica si incontrano per offrire un’esperienza immersiva unica, dove la cultura alpina diventa protagonista in città.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Vogue Italia e GQ Italia, invita il pubblico a scoprire la montagna non come luogo distante, ma come ispirazione urbana: storie, voci autentiche, tradizioni e lifestyle si mescolano con il mondo della moda e della comunità.
“Montagna Milano” vuole essere il primo Alpine Club urbano, dove il design degli spazi, le attività e i talk creano un dialogo tra la natura, l’innovazione e la cultura contemporanea. Una prospettiva nuova sulle Alpi, raccontata attraverso esperienze autentiche e interattive, pensata per chi vuole vivere la montagna anche nel cuore pulsante di Milano.


Stone Island: Prototype Research series
tone Island porta la maglieria al centro della ricerca con la prima maglia laminata ad aria, presentata durante la Milano Fashion Week nell’ambito del progetto Prototype Research. L’iniziativa esplora tessuti e trattamenti ancora non industrializzati, trasformando la sperimentazione tecnica in esperienza tangibile.
Al centro del progetto c’è un cardigan in ciniglia di cotone, reversibile e con cappuccio, che diventa il punto di partenza di una serie unica: 100 pezzi, 100 colori, dalle tonalità più vivaci ai mélange più delicati. Ogni maglia è resa irripetibile dalla membrana HDry, impermeabile e traspirante, applicata attraverso una tecnologia di laminazione 3D.
Il processo è affascinante: il cardigan viene posizionato su un manichino gonfiabile, la membrana posta al di sotto e il manichino riscaldato con aria calda. La laminazione aderisce perfettamente alla maglia, lasciando leggere increspature che esaltano la texture e la tridimensionalità della ciniglia. Anche le zip vengono tagliate a mano dopo la laminazione, unendo artigianalità e innovazione industriale, firma distintiva del brand.
L’installazione di Ken-Tonio Yamamoto, aperta al pubblico il 18 e 19 gennaio presso l’headquarter di via Tortona 31, si ispira alle macchine circolari per maglieria: componenti industriali privati della loro funzione originaria diventano sculture metaforiche, simbolo dell’incontro tra forma e funzione. L’esperienza è completata dall’audio installation di Joseph Williams, che accompagna i visitatori in un percorso immersivo tra tecnica, colore e materia.
Con questo progetto, Stone Island conferma ancora una volta la sua capacità di unire sperimentazione tecnologica, design sartoriale e visione futuristica.


Church’s: Symphony III
A Palazzo Barozzi, storico spazio milanese noto per la sua acustica, Church’s ha presentato la collezione Autunno/Inverno 2026 in un allestimento che ha trasformato la sala principale in un vero e proprio studio da maestro. L’evento ha unito musica, artigianalità e calzature iconiche, creando un’esperienza immersiva dove ogni suono dialogava con i materiali e le forme delle scarpe.
La collezione si è aperta con Sunday Morning, reinterpretazione degli iconici sandali Church’s con dettagli in lana e finiture adatte all’inverno, e i Regent boots, in vitello e suede sportivo, capaci di coniugare robustezza country e raffinatezza artigianale. La linea New Formal ha proposto silhouette de-costruite, moderne e rilassate, mentre la selezione Royal ha portato in scena monkstrap e Oxford eleganti, caratterizzate da finiture lucide e sottili accenti cromatici.
A scandire la narrazione della sfilata, le performance live di Agnese Menguzzato, Renato Grieco e Riccardo La Forestahanno costruito un percorso sonoro tra musique concrète, percussioni complesse e chitarra elettrica a 8 corde, trasformando la presentazione in una vera sinfonia tra heritage e contemporaneità. Church’s FW26 ha così confermato la sua capacità di raccontare l’eleganza maschile attraverso precisione artigianale, musica e stile urbano.


Emporio Armani: the Olympic spirit
Durante la Milano Fashion Week, EA7 ha trasformato il suo store di Via Manzoni in un vero e proprio teatro urbano, con una sfilata che ha paralizzato il traffico e attirato centinaia di fan. La maison ha voluto celebrare l’Italia e la vitalità del brand, quattro mesi dopo la scomparsa di Giorgio Armani, in vista dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, per i quali vestirà tutti gli atleti italiani.
La collezione FW26, dominata da bianco e nero, ha unito eleganza tecnica e stile sportivo: pantaloni da tuta con micro loghi, maglieria slim con motivi a cristalli di neve, felpe con cappuccio e zip, e dettagli tricolore che hanno strappato applausi. La sfilata ha avuto momenti scenografici, con modelli che risalivano dal seminterrato su una scala mobile, brandendo luci fluorescenti nei colori della bandiera italiana, mentre all’esterno la facciata dello store proiettava la nuova campagna “Beyond Every Limit”.
Tra il pubblico anche Gianluigi Buffon, Gianna Nannini, Federica Pellegrini, Filippo Magnini, Ambra Angiolini, Giuliano Sangiorgi, Michelle Hunziker e la colonna sonora curata da Leo Dell’Orco ha completato l’atmosfera, mescolando brani di French 79 e Kid Francescoli. Un evento che ha unito moda, musica e orgoglio nazionale, riportando energia e spettacolo in una Milano Fashion Week finora più tranquilla.


TRC
Alla Milano Fashion Week, TRC ha presentato la collezione Autunno/Inverno 2026, confermando la sua capacità di coniugare innovazione tecnologica e responsabilità ambientale. Il cuore della collezione è la capsule Glacier, sviluppata in collaborazione con start-up e leader tessili italiani come LENZING™, Marchi & Fildi e Candiani, che trasforma geotessili biodegradabili in fibre circolari ad alta performance.
L’Ambassador olimpico Ian Matteoli incarna la filosofia TRC di integrazione tra sport e sostenibilità. La capsule Freestyle, ispirata al mondo dello snowboard, interpreta le silhouette tecniche in chiave urbana, offrendo comfort, protezione e versatilità, mentre i materiali innovativi garantiscono performance elevate anche nelle condizioni più estreme.
FW26 conferma così la visione di TRC: una moda tecnica, contemporanea e duratura, capace di superare la stagionalità senza compromessi tra estetica e funzionalità.




