Il più grande studentato d’Italia: tariffe convenzionate da 592 euro per la doppia e 864 per la singola
A Milano è stato completato il Villaggio Olimpico di Porta Romana, primo tassello del grande piano di rigenerazione dell’ex scalo ferroviario.
Firmato dallo studio internazionale Skidmore, Owings & Merrill (SOM), con COIMA Image per gli interni e Michel Desvigne per il paesaggio, il progetto è stato portato a termine con 30 giorni di anticipo rispetto al cronoprogramma.
La direzione lavori generale e architettonica è stata curata da Progetto CMR, mentre il masterplan complessivo del quartiere è firmato da Outcomist.
Il Villaggio, che accoglierà gli atleti durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2026, è stato completato con 30 giorni di anticipo sul cronoprogramma iniziale. Il cantiere, durato 30 mesi, ha rispettato tempi e standard previsti.
La costruzione non è stata concepita come un’operazione temporanea. Fin dalla progettazione, l’intervento è stato pensato per diventare il più grande studentato in edilizia convenzionata d’Italia, con 1.700 posti letto, servizi dedicati e spazi pubblici accessibili. In questo modo, il Villaggio garantisce continuità funzionale e sostenibilità anche dopo la conclusione dei Giochi.
Dallo scalo ferroviario al quartiere del futuro
Il Villaggio Olimpico si colloca all’interno della più ampia trasformazione dello Scalo Romana, un’ex area ferroviaria dismessa destinata a diventare un nuovo quartiere urbano sostenibile e intergenerazionale. L’intervento non si limita alla costruzione delle sei palazzine residenziali del Villaggio, ma fa parte di un progetto complessivo che prevede l’integrazione di spazi abitativi, lavorativi e commerciali, pensati per creare una comunità urbana viva e multifunzionale.
Una volta completato, il quartiere ospiterà circa 2.000 residenti nelle diverse tipologie abitative (edilizia libera, convenzionata e pubblica), 6.000 lavoratori nelle attività commerciali e negli uffici previsti e più di 20 spazi commerciali e di servizio, tra negozi, botteghe di prossimità, ristorazione e strutture di interesse collettivo.
Oltre alle nuove costruzioni, il progetto valorizza e integra due edifici storici: l’ex Squadra Rialzo, un tempo officina per la manutenzione delle locomotive, e l’edificio Basilico, che diventano parti attive del tessuto urbano attraverso funzioni compatibili con il futuro studentato e con i servizi del quartiere. Il masterplan include inoltre 40.000 metri quadrati di spazi pubblici, organizzati in piazze di quartiere, aree verdi attrezzate, percorsi ciclabili e campi sportivi, tutti progettati non solo per la fruizione estetica, ma come strumenti concreti di socialità, inclusione e interazione tra gli abitanti e la città circostante.
In questo modo, lo Scalo Romana non diventa semplicemente un insieme di edifici, ma un ecosistema urbano integrato, in cui residenza, lavoro, servizi e spazi aperti dialogano tra loro e con il contesto di Porta Romana, garantendo accessibilità, vivibilità e sostenibilità a lungo termine.


Architettura contemporanea con radici milanesi
Il progetto del Villaggio Olimpico di Porta Romana rappresenta una sintesi raffinata tra tradizione e innovazione. L’architettura reinterpreta le caratteristiche delle case di ringhiera milanesi, inserendo ampie terrazze laterali che scandiscono le facciate e creano una gerarchia visiva chiara. Questi elementi conferiscono al complesso un’identità riconoscibile nel contesto urbano.
Le terrazze esterne, arricchite da piantumazioni verticali, non hanno solo una funzione estetica. Sono concepite come luoghi di socialità e aggregazione, pensati per stimolare l’interazione tra gli abitanti e per mitigare l’impatto volumetrico delle palazzine sull’area circostante.
Lo studio SOM ha adottato una logica modulare, che consente una conversione rapida e sostenibile. Gli alloggi progettati per gli atleti olimpici possono essere riadattati come residenze universitarie, riducendo sprechi, tempi di riconversione e costi.
Anche gli spazi comuni interni, le aree studio e le terrazze diventano strumenti attivi per promuovere la vita comunitaria, l’incontro e lo scambio culturale. Così, il progetto rafforza l’identità del futuro studentato e dà vita a un ecosistema abitativo vivo, dinamico e inclusivo.
Sostenibilità integrata: energia rinnovabile e zero emissioni
Il Villaggio è progettato come edificio a zero emissioni operative, un vero e proprio laboratorio di architettura sostenibile. Ogni elemento costruttivo e impiantistico è studiato per ridurre l’impatto ambientale e garantire efficienza energetica. Gli edifici sono certificati LEED Gold e WiredScore Platinum e includono:
- pompe di calore ad alta efficienza,
- un impianto fotovoltaico da 1 MW,
- sistemi di recupero e riuso delle acque piovane,
- illuminazione LED intelligente con sensori,
- totale assenza di combustibili fossili.
La prefabbricazione modulare ha reso possibile un cantiere rapido e sostenibile, con una media di 200 operai al giorno e 140 milioni di euro di appalti assegnati a fornitori italiani, garantendo qualità e coerenza con i più alti standard di costruzione. La progettazione rispetta il Piano Aria e Clima del Comune di Milano e si allinea ai requisiti della tassonomia UE per la sostenibilità, facendo dello Scalo Romana un quartiere pilota per la carbon neutrality.


Partnership pubblico-privata e finanza green
Il Villaggio Olimpico di Porta Romana nasce dalla collaborazione tra soggetti pubblici e privati, unendo la visione istituzionale alle competenze e ai capitali internazionali. Oltre alla Fondazione Milano Cortina 2026, al progetto hanno contribuito attivamente Regione Lombardia, Comune di Milano, CDP, Covivio e Prada Holding. Un ruolo decisivo è svolto dal sostegno finanziario di Intesa Sanpaolo, attraverso un Sustainability-linked Loan da 250 milioni di euro, che ha garantito le risorse necessarie per la realizzazione del complesso.
Accanto a questi protagonisti, hanno partecipato investitori istituzionali di rilievo. Tra questi, Crédit Agricole e l’Istituto per il Credito Sportivo, con un “green loan” da 110 milioni, la CDP Real Asset SGR, che ha triplicato i posti letto a tariffa agevolata da 150 a 450 unità, e il Fondo Impact, il più grande fondo italiano di rigenerazione urbana discrezionale.
Questa combinazione di capitale pubblico e privato ha permesso di sviluppare un modello di rigenerazione urbana replicabile e sostenibile. Al suo interno, sostenibilità ambientale, inclusione sociale e ritorno economico convivono in equilibrio, configurando un esempio concreto di governance urbana avanzata e innovativa.
Il futuro studentato: accessibile, integrato e funzionale
Dal 2026, il Villaggio Olimpico si trasformerà nel più grande studentato convenzionato d’Italia, in grado di soddisfare circa il 6% del fabbisogno abitativo per studenti fuori sede a Milano. Grazie alla progettazione modulare e agli spazi già allestiti per gli atleti, la conversione a residenze universitarie sarà rapida e sostenibile. Questo approccio garantisce standard elevati di comfort e sicurezza.
Gli studenti avranno a disposizione ambienti studiati per favorire la socialità, la concentrazione e l’incontro. Ampi spazi comuni interni, terrazze verdi, palestre e campi sportivi si affiancano a sale dedicate allo studio e al tempo libero, cucine condivise, aree di deposito sicuro per biciclette e armadietti personali. Il complesso è inoltre dotato di sistemi di sicurezza e connessione Wi-Fi costantemente attivi, per assicurare una vita quotidiana serena e funzionale.
La posizione strategica del Villaggio, a meno di quindici minuti in bicicletta dalle principali università milanesi – Bocconi, Statale, Cattolica – e dalle scuole di alta formazione come IED, NABA, IULM, Accademia di Brera, Conservatorio Verdi e Istituto Marangoni, garantisce piena integrazione con il tessuto accademico e urbano. Gli studenti potranno così vivere un’esperienza universitaria completa e immersiva, con facile accesso a tutte le opportunità culturali, formative e sociali della città.
Modello urbano e sociale replicabile
Il Villaggio non rappresenta un complesso isolato, ma è parte integrante del sistema urbano di Scalo Romana, destinato ad ospitare circa 2.500 persone tra edilizia libera, convenzionata e pubblica, con oltre venti spazi commerciali e servizi di prossimità. La collaborazione tra COIMA e il Consorzio Cooperative Lavoratori (CCL) ha permesso di sviluppare circa 320 appartamenti convenzionati, i cui ricavi finanzieranno la realizzazione di 100 unità di Edilizia Residenziale Pubblica, garantendo così un equilibrio tra sostenibilità economica, sociale e architettonica.
Gli spazi pubblici, dalle piazze ai campi sportivi, dalle terrazze verdi agli spazi comuni interni, sono concepiti come strumenti di inclusione e aggregazione, promuovendo uno stile di vita urbano integrato e flessibile, replicabile in altri contesti cittadini.
Legacy olimpica e urbana
Il Villaggio Olimpico di Porta Romana rappresenta un esperimento completo di rigenerazione urbana, dove architettura sostenibile, prefabbricazione modulare e pianificazione dei servizi si combinano per creare una struttura pronta a vivere oltre i Giochi Olimpici. La visione dei protagonisti del progetto è chiara: per Manfredi Catella (COIMA), il completamento in tempi record costituisce una vittoria per l’Italia e un contributo concreto alle residenze universitarie; per Colin Koop (SOM), il Villaggio è stato pensato per avere una lunga vita dopo i Giochi, con attenzione al carbonio e alla qualità della vita dei suoi utilizzatori.
Nei prossimi anni, la sfida sarà quella di trasformare volumi, terrazze, piazze e spazi comuni in un cuore pulsante del quartiere, vitale, accessibile e inclusivo, perfettamente integrato nel contesto urbano milanese.
Il Villaggio di Porta Romana non celebra solo i Giochi del 2026, ma propone un modello di abitare sostenibile, accessibile e internazionale, capace di tracciare nuovi standard per la rigenerazione urbana di Milano e dell’Italia, confermando come infrastrutture temporanee possano evolvere in vere e proprie legacy urbane, durature e significative per le comunità future.
Dati in breve
- Committente / promotori: COIMA, Fondazione Milano Cortina 2026, investitori istituzionali.
- Progettisti principali: Skidmore, Owings & Merrill (SOM); COIMA Image (interni); Michel Desvigne (paesaggio); masterplan Outcomist.
- Posti letto: 1.700 (studentato convenzionato).
- Superfici pubbliche: 40.000 m²; servizi a piano terra: 10.000 m².
- Tempistiche: cantiere 30 mesi; completamento con 30 giorni di anticipo; riconversione stimata 4 mesi.
- Certificazioni e sostenibilità: edifici LEED Gold, WiredScore Platinum, zero emissioni operative, fotovoltaico ~1 MW.
- Tariffa media convenzionata: 864 € / mese (IVA inclusa), ≈ -25% rispetto alla media di mercato.
- Appalti alla filiera italiana: 140 milioni €.




