A Villa Necchi Campiglio, durante la Milano Design Week, la cucina come esperienza architettonica
In concomitanza con EuroCucina, uno degli appuntamenti più rilevanti del calendario internazionale del design, Milano torna a essere il centro nevralgico della riflessione sul progetto della cucina contemporanea.
Durante la Milano Design Week, la città accoglie i principali brand del settore non solo nei padiglioni fieristici, ma soprattutto all’interno del tessuto urbano, trasformando palazzi storici, giardini privati e luoghi iconici in spazi di sperimentazione e racconto.
In questo contesto, Villa Necchi Campiglio si conferma una delle destinazioni più significative, capace di offrire una cornice culturale e architettonica di rara coerenza.
Situata in via Mozart, nel cuore di uno dei quartieri più eleganti di Milano, Villa Necchi Campiglio fu costruita tra il 1932 e il 1935 su progetto di Piero Portaluppi per la famiglia di imprenditori pavesi Necchi-Campiglio. L’edificio rappresenta uno dei massimi esempi del modernismo italiano, una residenza privata concepita come sintesi avanzata tra comfort, innovazione tecnologica e rigore progettuale.
Fin dalla sua realizzazione, la villa si distingue per soluzioni all’avanguardia: una portineria separata, una piscina privata – evento eccezionale per l’epoca – un tunnel di servizio, un ascensore interno, serramenti tecnologicamente evoluti e un sistema di arredi su misura, tutti disegnati dallo stesso Portaluppi per garantire continuità formale e funzionale.
L’uso di materiali pregiati come il ceppo lombardo, il marmo, la pergamena e la radica, unito a un linguaggio decorativo basato su geometrie calibrate e proporzioni rigorose, conferisce alla villa un’identità precisa, mai decorativa fine a sé stessa.
Villa Necchi Campiglio non è semplicemente un edificio storico, ma un manifesto di pensiero progettuale, dove ogni scelta risponde a un’idea di abitare colta, moderna e misurata. È proprio questa chiarezza architettonica a renderla il luogo ideale per ospitare una riflessione contemporanea sulla cucina come spazio culturale.
All’interno del giardino, in prossimità della piscina, prende forma il padiglione temporaneo di Gaggenau, brand tedesco che da sempre interpreta la cucina come estensione dell’architettura.
La presenza di Gaggenau alla Milano Design Week si inserisce con naturalezza in questo contesto: non come semplice esposizione di prodotto, ma come progetto spaziale capace di dialogare con la storia del luogo, rispettandone il carattere e amplificandone il valore.
Presence
Dal 21 al 26 aprile 2026, in occasione della Milano Design Week, Gaggenau presenta Presence a Villa Necchi Campiglio. Il progetto si configura come un’installazione architettonica pensata per ridurre il rumore visivo e mentale che caratterizza i grandi eventi del design, concentrando l’attenzione sull’essenziale.
Presence non si impone attraverso gesti spettacolari, ma lavora per sottrazione, affinando la percezione e invitando il visitatore a un’esperienza più lenta e consapevole dello spazio.
Il concetto di presenza, così come interpretato da Gaggenau, riguarda la capacità di essere pienamente nel momento, di percepire lo spazio e gli oggetti nella loro funzione più autentica. In questo senso, l’installazione diventa un luogo di concentrazione, in cui ogni elemento è progettato per guidare lo sguardo, orientare il corpo e favorire una relazione diretta con l’architettura e con gli elettrodomestici esposti.
Inserita nei giardini di Villa Necchi Campiglio, l’installazione dialoga con l’equilibrio e la compostezza del contesto storico, trasformando il percorso di visita in una transizione graduale: dall’esterno urbano all’interno silenzioso, dal movimento continuo della città a uno spazio definito da calma e precisione.
Un’esperienza durante la Milano Design Week
Durante la Milano Design Week, Presence si propone come una pausa intenzionale all’interno del programma diffuso della città.
Lontano dalla logica dell’accumulo e dell’eccesso, il progetto invita i visitatori a entrare in uno stato di maggiore attenzione, dove la luce, i volumi e i materiali costruiscono un’atmosfera misurata. Nulla è superfluo, nulla è decorativo: ogni scelta progettuale risponde a un’idea di chiarezza e controllo.
Il giardino storico di Villa Necchi Campiglio diventa così parte integrante dell’esperienza. Il rapporto tra architettura temporanea e paesaggio esistente è calibrato con cura, permettendo all’installazione di emergere senza mai sovrastare il contesto.
Il risultato è un dialogo continuo tra interno ed esterno, tra natura e progetto, tra storia e contemporaneità.
Evoluzione della presenza di Gaggenau a Milano
Presence rappresenta il terzo capitolo della presenza di Gaggenau alla Milano Design Week, un percorso coerente che riflette l’evoluzione del brand. Dopo A Statement of Form nel 2022, incentrato sul linguaggio formale e sulla materia, e The Elevation of Gravity nel 2024, che esplorava il rapporto tra tecnologia e futuro, il progetto del 2026 segna un ulteriore passo verso l’essenza.
Questa traiettoria evidenzia una visione precisa: la raffinatezza non risiede nella complessità, ma nella capacità di eliminare il superfluo. Dal visibile al percettibile, dall’oggetto allo spazio, Gaggenau concentra la propria ricerca su ciò che rende l’esperienza autentica e duratura.
L’installazione architettonica al glass pavilion
L’installazione di Presence occupa una struttura architettonica autonoma, definita da proporzioni rigorose e da una composizione spaziale essenziale. L’ingresso non è immediato, ma graduale: il progetto invita il visitatore a rallentare, a entrare con consapevolezza nello spazio.
La luce, naturale e artificiale, è utilizzata come vero strumento progettuale. Modella i volumi, definisce i percorsi e accentua le relazioni spaziali, senza mai ricorrere a effetti scenografici o soluzioni decorative.
All’interno, gli elettrodomestici Gaggenau non sono esposti, ma integrati. Diventano elementi architettonici a tutti gli effetti, parte di una composizione coerente e misurata. La loro presenza è discreta, ma centrale.
Emergono come punti di riferimento silenziosi, rivelando la funzione attraverso l’uso e il dialogo con lo spazio, piuttosto che tramite un’esibizione esplicita.
In questo contesto, l’architettura assume il ruolo di vero mezzo narrativo del progetto. Non esiste una distinzione netta tra contenitore e contenuto. Lo spazio stesso costruisce l’esperienza, guida l’attenzione e favorisce una percezione più profonda e consapevole del progetto.
Presence a Villa Necchi Campiglio non è un’installazione da osservare rapidamente. È un ambiente da attraversare e abitare, anche solo per pochi istanti. Un luogo che chiarisce ciò che è essenziale e lascia svanire il superfluo.
Quando si ritorna nei giardini della villa e, poco dopo, nel ritmo della città, la percezione cambia. Tutto appare più silenzioso, più ordinato.
Ciò che conta rimane. Questa è la visione di Gaggenau: la cucina come architettura. La tecnologia come presenza discreta. La vita quotidiana come esperienza progettata con precisione.


