ZEGNA

L’Oasi che trasforma fili in eredità

Nome del brand: Zegna
Logo: stilizzazione della strada 232, costruita da Ermenegildo Zegna intorno a Trivero, in Piemonte, sede storica dell’azienda
Sito ufficiale:https://www.zegna.com/it-it/
SocialInstagram
Sede principale (Headquarter): via Savona 56A, Milano
Categoria di appartenenzaModa; Accessori, Sartoria su misura

Anno di fondazione: 1910
Città di fondazione: Trivero (Biella), Piemonte – Italia
Fondatori: Michelangelo Zegna
Forma societaria: Gruppo Ermenegildo Zegna S.p.a.
Sede legale: via Savona 56A, Milano
Co-CEO del brand Zegna: Edoardo Zegna e Angelo Zegna
CEO del Gruppo: Gianluca Tagliabue
Presidente: Gildo Zegna
Proprietà attuale: Gruppo Zegna (~60% delle azioni), InvestIndustrial (~12%), Temasek Holdings (~10%) e restante quota in mano a investitori istituzionali e azionisti pubblici.

Attuale Direttore Creativo
giugno 2016 – Alessandro Sartori
Ex Direttori Creativi:
2012-2016 Stefano Pilati
2011-2014 Paul Surridge
2003-2011 Alessandro Sartori

Linee di prodotti:

collezione uomo

Prodotti iconici:

abiti sartoriali maschili
lanificio ( maglioni, cardigan e capisala)
cappotti

Ultime novità:

  • Zegna annuncia l’ingresso della quarta generazione alla guida del brand, con Edoardo e Angelo Zegna nominati Co-CEO a partire dal 1° gennaio 2026. Gildo Zegna diventa Presidente esecutivo del gruppo, mentre Gianluca Tagliabue assumerà il ruolo di CEO di Gruppo.

La Storia

Fondata nel 1910 a Trivero, in provincia di Biella, Zegna nasce come produttrice di tessuti di alta qualità. L’azienda, tuttora guidata dalla famiglia, è oggi uno dei più celebri protagonisti internazionali dell’abbigliamento maschile. Attualmente fa parte del Gruppo Ermenegildo Zegna, che comprende anche i marchi Tom Ford e Thom Browne.

Le origini risalgono alla fine dell’Ottocento, quando Michelangelo Zegna, noto a tutti come Angelo, orologiaio di Trivero, apre una fabbrica tessile nel comune di Flecchia. Nel 1910 tre dei suoi dieci figli – tra cui l’ultimogenito Ermenegildo – insieme al socio Costanzo Giardino Ritri fondano il lanificio. Ben presto Ritri e uno dei fratelli lasciano l’impresa, che passa sotto la guida di Ermenegildo e del fratello Mario.

Il Biellese, ricco di corsi d’acqua, aveva visto già nel XVIII secolo nascere le prime filande. L’area si trasformò in poco tempo in uno dei distretti tessili più importanti d’Italia, grazie a una produzione artigianale di qualità, dai costi contenuti, destinata a crescere fino a diventare una realtà rinomata in tutto il mondo.

La sfida della qualità

La storia di Ermenegildo Zegna è profondamente legata alla passione per i filati e per la sua terra, Trivero. Il suo approccio pionieristico, orientato alla ricerca costante di nuovi modi di produrre e innovare, ha trasformato il territorio in un centro di aggregazione e creatività. Questo spirito guida ancora oggi il gruppo, rimasto un family business con un’impronta internazionale ma radicata in Italia, dove tutto ebbe inizio.

Fin dai primi anni, l’obiettivo fu chiaro: raggiungere una qualità superiore, producendo in Italia tessuti che fino ad allora venivano importati dal Regno Unito. Londra fu la città in cui Ermenegildo studiò, sperimentò e da cui importò macchinari di nuova generazione. Aveva una visione precisa: creare i tessuti più belli al mondo, oltrepassando i confini dell’artigianalità tradizionale.

L’impresa si rifornì delle migliori fibre naturali provenienti da ogni parte del mondo: Perù, Sudafrica, Mongolia e Australia divennero mercati chiave per ottenere materie prime di qualità ineguagliabile.

Il conte di Monte Rubello

Nel tempo, Ermenegildo trasformò anche il paesaggio circostante, dando origine all’Oasi Zegna, un’area naturale di 100 km² nelle Alpi biellesi. Questo progetto posò le basi di una filosofia nella quale creatività, responsabilità e rispetto per la natura procedono insieme. La sua dedizione gli valse il titolo di Conte di Monte Rubello, riconoscimento dei suoi successi imprenditoriali e del suo ruolo di filantropo.

La sua intuizione chiave fu comprendere che non bastava produrre tessuti eccellenti: per garantire la qualità del prodotto finale era necessario controllare ogni fase del ciclo produttivo. Così nacque il progetto di un processo completamente integrato, dalla materia prima al capo finito, fino alla distribuzione. Ciò portò al debutto del marchio Zegna nel ready-to-wear, segnando una nuova era nell’abbigliamento maschile.

Accanto al lanificio, iniziò la produzione di abiti finiti. Nel 1968, a Novara, venne inaugurato lo stabilimento dedicato al prêt-à-porter: pantaloni, giacche e cappotti caratterizzati da fibre eccellenti, continua innovazione e una sartorialità distintiva.

Il successo in America

L’introduzione del ready-to-wear rivoluzionò l’azienda: nel tempo, l’abbigliamento arrivò a rappresentare il 90% del fatturato, pur mantenendo gli standard di qualità altissimi tipici del marchio. La sartorialità rimase centrale, testimoniata anche dallo sviluppo del servizio su misura, attivo dagli inizi degli anni ’70, e dalla struttura commerciale basata nel Ticino, in Svizzera.

La costante espansione spinse Aldo e Angelo Zegna a cercare nuovi sbocchi all’estero: furono aperte filiali commerciali in Europa, negli Stati Uniti e in Asia, consolidando l’identità di Zegna come brand globale di lusso e lifestyle.

Già nel 1938 era stata inaugurata la prima filiale americana, la Zegna Woollens Corporation di New York. Fu l’inizio del “sogno americano”, sostenuto da idee di marketing innovative, come la pubblicità sui treni. Alla fine degli anni Trenta, l’azienda contava già oltre mille operai.

Nonostante l’interruzione forzata dovuta alla Prima Guerra Mondiale, quando Ermenegildo venne chiamato alle armi, al suo ritorno riprese il lavoro con ancor più determinazione. Negli anni Trenta le lane superfini e i tessuti pregiati prodotti a Trivero presero la via dell’America, consolidando la presenza del marchio all’estero.

L’espansione verso i mercati internazionali era un’ossessione positiva per Ermenegildo: acquistava le migliori fibre direttamente nei Paesi d’origine, le faceva lavorare in Italia dagli oltre mille operai specializzati e infine esportava i tessuti nel mondo, portando il nome Zegna in ogni continente.

La Seconda Generazione

Negli anni Quaranta entra in scena la seconda generazione della famiglia: Aldo e Angelo, figli di Ermenegildo, che guideranno il lanificio fino al 1966. Con il loro arrivo avviene una svolta fondamentale: il debutto del marchio Ermenegildo Zegna nel ready-to-wear, segnato dal lancio delle prime collezioni di prêt-à-porter.

Il Fondatore nel 1963 istituisce in Australia l’Ermenegildo Zegna Wool Trophy Awards, un prestigioso premio creato per incentivare gli allevatori nella ricerca della lana più pregiata al mondo.

Nel 1968 viene inaugurato a Novara il nuovo stabilimento dedicato alla confezione degli abiti finiti, cui seguiranno negli anni successivi le produzioni di camiceria, accessori e cravatteria.

Debutta nel 1972 il servizio di abiti personalizzati Su Misura, che consolida la vocazione del marchio per la sartorialità. In questo periodo vengono istituiti anche due importanti premi dedicati alle lane migliori: per l’Australia i Wool Awards (1963) e per il Sudafrica il Mohair Trophy(1970).

Gli Anni Settanta

Gli anni Settanta segnano l’avvio dell’internazionalizzazione dell’azienda. È un decennio di forte espansione, che culmina con l’apertura della prima boutique monomarca a Parigi nel 1980, seguita dal primo negozio a Milano nel 1985, tappa fondamentale per il consolidamento dell’identità retail del brand.

La Terza Generazione

Negli anni Novanta passano al comando i nipoti del Fondatore, Gildo e Paolo Zegna, che diventano rispettivamente amministratore delegato e presidente del Gruppo. Sotto la loro guida prende forma una strategia di verticalizzazione, rafforzata da numerose acquisizioni e partnership, e una decisa espansione internazionale.

Pionieristica l’apertura ai mercati emergenti: nel 1991 Zegna è il primo marchio di lusso ad aprire un negozio in Cina, a Pechino, mentre è tra i primi brand internazionali ad operare direttamente anche in India.

Nel 2003 il marchio debutta nel mondo delle fragranze, ampliando ulteriormente la propria offerta lifestyle.

Nel 2008 il quartier generale del Gruppo si trasferisce a Milano, in uno spazio di oltre 8.000 metri quadri progettato dagli architetti Antonio Citterio e Gianmaria Beretta. In un’epoca in cui Milano è il cuore pulsante della moda internazionale, il nuovo headquarter rappresenta un passaggio strategico cruciale.

Le Acquisizioni Tessili Italiane

Dalla fine degli anni Novanta il Gruppo avvia una serie di acquisizioni mirate ad ampliare e consolidare la propria filiera produttiva, oggi una realtà verticalizzata composta da eccellenze tessili italiane selezionate.

  • 2009 – Acquisizione della maggioranza di Tessitura di Novara, specializzata nella tessitura serica di alta qualità.
  • 2012 – Acquisizione di una quota di minoranza della Pettinatura di Verrone, attiva nella pettinatura di lane e fibre naturali superfini.
  • 2014 – Acquisizione della maggioranza della fattoria australiana Achill, specializzata nella produzione di lana Merino Superfine.
  • 2016 – Acquisizione della Bonotto, azienda tessile di fascia alta del vicentino, per espandersi nel campo dei tessuti sperimentali e dell’arredo.

Dal giugno 2016 la direzione creativa del marchio è affidata ad Alessandro Sartori, responsabile di tutte le funzioni artistiche e di stile.

Il Ritorno di Sartori e la Nuova Fase di ZEGNA

Con il ritorno di Alessandro Sartori alla direzione artistica nel 2016, ZEGNA inaugura una nuova fase centrata su apertura, multiculturalità, responsabilità e una visione contemporanea del guardaroba maschile. Il designer riporta al centro la ricerca sui materiali, la sostenibilità e un’estetica che fonde tailoring e leisurewear, trasformando la silhouette del brand in chiave moderna.

Nel 2018 il Gruppo prosegue il proprio percorso di espansione acquisendo lo storico Cappellificio Cervo e l’85% del marchio newyorkese Thom Browne, noto per il suo linguaggio sperimentale e per una rivoluzione concettuale del completo maschile.

Il rafforzamento della filiera continua nel 2019 con l’ingresso di Dondi (stoffa jersey) e nel 2021 con la maggioranza di Tessitura Ubertino, eccellenza biellese nei tessuti di alta gamma per donna. Nello stesso anno ZEGNA entra anche in Filati Biagioli Modesto, realtà specializzata in cachemire, in partnership con Prada.

Sotto la guida creativa di Sartori arrivano progetti distintivi come l’apertura del Bespoke Atelier di Milano e l’evoluzione dei materiali tracciabili Oasi Cashmere e Oasi Linen, simboli dell’impegno del brand verso una filiera responsabile.

Le sue sfilate — dall’HangarBicocca alla Bocconi, da Palazzo Mondadori a Stazione Centrale — ridefiniscono l’esperienza del runway, mentre iniziative come #UseTheExisting segnano un nuovo percorso verso processi innovativi e circolari.

Sartori ha riportato ZEGNA al centro del dialogo internazionale sul menswear contemporaneo, costruendo un’estetica fatta di pragmatismo, lusso silenzioso e materiali d’eccellenza, che oggi definisce il volto dell’uomo ZEGNA.

La fondazione Zegna

Nel 2023 il Gruppo Prada e il Gruppo Ermenegildo Zegna annunciano l’acquisizione di una partecipazione di minoranza in Luigi Fedeli e Figlio S.r.l., azienda familiare fondata nel 1934 a Monza e riconosciuta come eccellenza mondiale della maglieria Made in Italy in filati di pregio, oggi guidata dalla terza generazione.

Nello stesso anno, con il consolidamento di Tom Ford International LLC (29 aprile 2023), il Gruppo Zegna acquisisce da Estée Lauder la licenza ventennale — con rinnovo automatico per ulteriori dieci anni — per le linee uomo, donna, accessori, intimo, alta gioielleria, abbigliamento bambino, prodotti tessili e interior design del marchio Tom Ford.

La Formazione del Gruppo e la Quotazione in Borsa

Nel 2021 il Gruppo annuncia l’intenzione di quotarsi alla Borsa di New York tramite una business combination con una SPAC sponsorizzata da Investindustrial Acquisition Corp. Il debutto avviene il 20 dicembre 2021: valore aziendale di 3,1 miliardi di dollari e capitalizzazione di 2,4 miliardi. Il titolo viene quotato al NYSE con ticker ZGN, mantenuto tuttora.

La famiglia Zegna conserva il controllo della società con oltre il 60% del capitale attraverso quote dirette e tramite la holding familiare Monterubello SS.
Dal 2022 la sede legale dell’azienda si trova nei Paesi Bassi, mentre la sede operativa resta in Italia.

Gli Anni Duemila: Diversificazione e Crescita

Nei primi anni Duemila il Gruppo amplia il portafoglio prodotti attraverso importanti accordi di licenza:

  • Fragranze (Estée Lauder Companies, 2003)
  • Underwear (Perofil, 2006)
  • Occhiali (Marcolin, 2013)
  • Orologi (collaborazione con Girard-Perregaux)

Parallelamente prosegue la stagione delle acquisizioni: dalla pelletteria Longhi al Cappellificio Cervo, fino alla maggioranza del marchio newyorkese Thom Browne (2018).

Tra le partnership strategiche spicca la creazione della società ZeFer insieme al Gruppo Ferragamo, per sviluppare il business di Zegna nelle calzature e nella pelletteria.

Questa espansione riflette una visione cosmopolita già intuibile nelle campagne degli anni Trenta, che ritraevano il lanificio immerso tra le montagne al centro di un mappamondo: una metafora del respiro internazionale immaginato dal fondatore, che ricordava ai figli di “tenere sempre la valigia pronta”.

Territorio, cultura e sostenibilità

Il legame con il territorio rimane centrale: Trivero, “città aziendale” sviluppata nel corso del Novecento, diventa laboratorio sociale e ambientale, mentre l’opera di riforestazione avviata dal Fondatore porta alla piantumazione di oltre 500.000 alberi.

Nel 1993 nasce Oasi Zegna, un’area naturalistica di oltre 100 km², oggi punto di riferimento per progetti internazionali di tutela ambientale.

Parallelamente il Gruppo investe in cultura con iniziative come ZegnArt, la Fondazione Zegna e Casa Zegna, custodi della memoria storica e dell’impegno sociale del brand.

La Visione di Alessandro Sartori

La sostenibilità è uno dei pilastri del lavoro di Alessandro Sartori, direttore artistico dal 2016 (già alla guida di ZZegna dal 2003 al 2011). Sartori promuove un approccio etico al design, dove ogni scelta — dai materiali alle costruzioni dei capi, dall’architettura dei negozi al packaging — riflette un principio: “realizzare i tessuti più belli del mondo rispettando la comunità e l’ambiente”, come affermava Ermenegildo Zegna nel 1910.

Il percorso culmina nel rebranding del marchio in ZEGNA, all’insegna della filosofia “one label only”, presentato nel 2021 in parallelo alla quotazione a New York. Un nuovo capitolo narrato attraverso un cortometraggio durante la Milano Fashion Week maschile del 2022, dove heritage e innovazione dialogano in un’estetica fluida, essenziale e contemporanea.

Il Consolidamento del 2025

Nel terzo trimestre 2025 il Gruppo Zegna registra ricavi per 398 milioni di euro, +0,2% a cambi correnti, trainati dal retail diretto (+9% organico). Il marchio ZEGNA mostra una crescita solida (+2% trimestre, +5,6% organico), mentre Thom Browne registra cali a doppia cifra e Tom Ford Fashion cresce moderatamente, spinta dal canale Direct-to-Consumer.

Il Gruppo Zegna nel 2026 e la Quarta Generazione

Dal 1° gennaio 2026 il Gruppo avvia una nuova struttura di leadership nell’ambito del piano di successione familiare.

  • Gildo Zegna diventa Presidente esecutivo, concentrandosi su legacy dei brand, divisione tessile, relazioni esterne e governance.
  • Gianluca Ambrogio Tagliabue, attuale COO e CFO, assume il ruolo di CEO di Gruppo.
  • Edoardo e Angelo Zegna, quarta generazione, vengono nominati Co-CEO del brand ZEGNA:
    • Edoardo guiderà strategia, marketing, comunicazione e sostenibilità insieme ad Alessandro Sartori.
    • Angelo supervisionerà sviluppo prodotto, merchandising e strategia commerciale, con focus sui mercati e sui canali.

Questa riorganizzazione unisce continuità familiare e managerialità evoluta, preparando il Gruppo a una nuova fase di crescita globale

Our Road: simbolo e identità del brand ZEGNA

Our Road è il pittogramma ufficiale e simbolo del brand ZEGNA, aggiornato per rappresentare la direzione strategica del marchio. Il logo, di colore foglia e con carattere moderno, viene applicato a tutte le collezioni, consolidando la visibilità e la riconoscibilità del brand.

Sotto la direzione artistica di Alessandro Sartori, ZEGNA sviluppa una linea di lusso maschile casual, combinando sartoria tradizionale, materiali innovativi e un approccio eticamente responsabile.

Il marchio riflette i valori di praticità, funzionalità e continuità familiare, con una strategia chiara di evoluzione del guardaroba maschile globale.

Oasi ZEGNA: sostenibilità e Green Mind

L’Oasi Zegna è un’area naturale di 100 km² nelle Alpi biellesi, creata negli anni ’30 da Ermenegildo Zegna.

Comprende oltre 500.000 alberi e costituisce il cuore della strategia di sostenibilità Green Mind, che promuove riforestazione, tutela degli ecosistemi, educazione ambientale e riqualificazione urbana in città come Milano, Aspen, Palm Beach e Boston.

L’Oasi integra attività culturali e digitali, come installazioni, boutique e il libro interattivo Born in Oasi Zegna, rendendo il progetto un modello di gestione ambientale e promozione dei valori del marchio attraverso arte, artigianato e natura.

Timeline di ZEGNA

1910

Fondazione del Lanificio Zegna a Trivero (Biella) da parte di Ermenegildo Zegna insieme a tre fratelli e a Costanzo Giardino Ritri. Obiettivo: produrre tessuti di alta qualità per sostituire le importazioni dal Regno Unito.

1938

Apertura della prima filiale internazionale a New York, Zegna Wollens Corporation, per espandere l’attività negli Stati Uniti.

1940–1966

Seconda generazione: Aldo e Angelo Zegna guidano l’azienda e lanciano il marchio Ermenegildo Zegna nel ready-to-wear.

1963

Fondazione dell’Ermenegildo Zegna Wool Trophy Awards in Australia per premiare la lana più pregiata.

1968

Apertura del nuovo stabilimento di Novara per la confezione di abiti finiti prêt-à-porter.

1970

Istituzione del Mohair Trophy in Sudafrica per la valorizzazione delle lane pregiate.

1972

Lancio del servizio di abiti personalizzati Su Misura.

1980

Apertura della prima boutique monomarca a Parigi.

1985

Apertura del primo negozio Zegna a Milano.

1991

Prima apertura in Cina, a Pechino; il brand si espande anche in India.

2003

Debutto nel settore delle fragranze in collaborazione con Estée Lauder.

2006

Accordo di licenza con Perofil per la linea underwear.

2008

Trasferimento del quartier generale del Gruppo a Milano in un edificio progettato da Antonio Citterio e Gianmaria Beretta.

2012

Acquisizione di una quota della Pettinatura di Verrone, specializzata in lane naturali superfini.

2014

Acquisizione della fattoria australiana Achill, produttrice di lana Merino Superfine.

2016

Acquisizione di Bonotto, tessuti sperimentali e arredo.
Alessandro Sartori torna come direttore artistico, responsabile di tutte le linee creative del gruppo.

2018

Acquisizione dello storico Cappellificio Cervo tramite la controllata Zeca.
Acquisizione dell’85% del capitale di Thom Browne, brand newyorkese fondato nel 2001.

2019

Acquisizione del 65% di Dondi, produttore di tessuti jersey.

2021

Acquisizione del 60% della Tessitura Ubertino (tessuti donna di alta gamma).
Ingresso nella Filati Biagioli Modesto, specialista di cachemire e filati di pregio.
Quotazione al NYSE con ticker ZGN, valore aziendale di 3,1 miliardi di dollari.

2023

Acquisizione di una partecipazione in Luigi Fedeli e Figlio S.r.l.
Consolidamento di Tom Ford International LLC, acquisizione della licenza dei marchi Tom Ford da Estée Lauder.

2025

Consolidamento economico: ricavi Q3 a 398 milioni di euro, trainati dal retail diretto.
ZEGNA cresce nei mercati globali e consolida la presenza dei marchi Zegna, Thom Browne e Tom Ford.

2026

Avvio della nuova struttura di leadership: Gildo Zegna come Presidente esecutivo, Gianluca Ambrogio Tagliabue come CEO di Gruppo, Edoardo e Angelo Zegna Co-CEO del brand ZEGNA, in collaborazione con Alessandro Sartori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Carrello
Torna in alto