La nuova grammatica della sartoria contemporanea: archetipi maschili, libertà e sensibilità parigina

Ci sono collezioni che raccontano una stagione e altre che raccontano un percorso. La SS27 di AMI appartiene decisamente alla seconda categoria. Presentata durante la seconda giornata della Paris Fashion Week, la nuova proposta di Alexandre Mattiussi non rappresenta soltanto un esercizio stilistico attorno ai codici della sartoria maschile, ma una riflessione più ampia sul significato stesso del vestire oggi, a quindici anni dalla nascita del marchio.

Non è un caso che il designer abbia scelto di accompagnare la collezione con un ricordo apparentemente semplice: la camicia bianca che diede origine ad AMI nel 2011.

«The very first thing I designed was a white shirt», racconta Mattiussi.

Una dichiarazione che potrebbe sembrare nostalgica, ma che in realtà introduce il vero tema della stagione. Se quella camicia rappresentava l’inizio di una storia costruita attorno alla quotidianità, la SS27 prova a capire come quel guardaroba possa evolvere senza perdere autenticità, in un momento in cui i confini tra formale e informale, maschile e femminile, eleganza e funzionalità sono diventati sempre più sfumati.

La risposta di AMI non passa attraverso la provocazione né attraverso l’ossessione contemporanea per la decostruzione radicale. Al contrario, Mattiussi sceglie di lavorare sugli archetipi. Li osserva, li alleggerisce, li piega alle esigenze di una nuova generazione e li restituisce in una forma sorprendentemente familiare. È qui che risiede la maturità della collezione: non nella volontà di inventare qualcosa di nuovo a tutti i costi, ma nella capacità di far apparire nuovo qualcosa che conosciamo da sempre.

Il tailoring come linguaggio aperto

Negli ultimi anni la moda maschile ha spesso oscillato tra due estremi. Da una parte il ritorno a una sartoria rigorosa e quasi nostalgica; dall’altra un approccio streetwear che ha progressivamente dissolto le regole dell’abbigliamento formale. Mattiussi sembra rifiutare entrambe le posizioni.

La sua proposta per la Primavera/Estate 2027 parte infatti dalla sartoria tradizionale per svuotarla di qualsiasi rigidità simbolica. Non viene messa in discussione la qualità della costruzione, né la precisione del taglio. A cambiare è piuttosto il modo in cui questi elementi vengono utilizzati.

🔒 Contenuto Premium

Per continuare a leggere questo approfondimento completo,
attiva l’Accesso Premium (19,99€ / 1 anno)

SBLOCCA ORA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Carrello
Torna in alto