Quando l’alta quota conquista la città: la montagna diventa attitude

Con la collezione Fall-Winter 2026, Dsquared2 torna a parlare la lingua che conosce meglio: quella delle origini, del freddo estremo, dello sport vissuto come cultura e della moda intesa come performance. Dean e Dan Caten portano in passerella un immaginario alpino potente, filtrato attraverso l’estetica massimalista e sexy che da sempre definisce il marchio, in un momento chiave della sua storia industriale e creativa.

La FW26 non è solo una collezione stagionale, ma un manifesto identitario: un racconto che intreccia Canada e Milano, sport invernali e club culture, protezione e desiderio, mentre sullo sfondo si avvicinano le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 e il brand attraversa una fase di profonda trasformazione.

Moda come esperienza condivisa: Dsquared2 tra digitale e reale

Dsquared2 consolida il proprio approccio esperienziale scegliendo ancora una volta di affiancare alla sfilata un formato inclusivo e partecipativo. La watch party realizzata in collaborazione con Whoopsee.it e con la regia narrativa di Lyasnon è un semplice evento collaterale, ma parte integrante del progetto creativo.

L’appuntamento al Tommasi Milano diventa un’estensione fisica dello show, mentre lo streaming su Dsquared2.com e il racconto social attraverso l’hashtag #EDGED2 ampliano il pubblico e trasformano la sfilata in un rito collettivo. Il messaggio è netto: la moda di lusso oggi si costruisce nella relazione, non nell’esclusione.

L’immaginario alpino alla Milano Fashion Week

La passerella della FW26 si presenta come una vetta innevata, reale solo nell’immaginazione, ma estremamente concreta nei codici estetici. Gli ospiti, muniti di invito-skipass, assistono a una sfilata che mette al centro lo skiwear reinterpretato, non come abbigliamento tecnico puro, ma come linguaggio di stile.

Dean e Dan Caten guardano alle Olimpiadi invernali imminenti, ma lo fanno con anticipo e ironia, fondendo l’abbigliamento sportivo con riferimenti alle sottoculture urbane e all’heritage canadese. Il risultato è una montagna che scende in città, trasformando l’inverno in uno spazio di espressione glamour e provocatoria.

Hudson Williams e la cultura pop come amplificatore

Ad aprire la sfilata è Hudson Williams, attore canadese e protagonista della serie HBO Max Heated Rivalry, uno dei titoli più discussi del momento. La sua presenza non è un semplice cameo, ma un preciso posizionamento culturale: sport, sensualità e pop culture convergono in un’unica narrazione.

Il suo look – pantaloni da sci cropped dal sapore seventies, top ibridi e boots che fondono pelle e tecnologia alpina – sintetizza perfettamente lo spirito della collezione: performante ma sexy, sportivo ma dichiaratamente fashion.

Review collezione: layering, volumi e protezione

La FW26 di Dsquared2 è costruita su un layering complesso e volutamente eccessivo. Maglie da hockey, pettorine da gara e capi termici dialogano con denim effetto ghiaccio, pelle, latex e camicie da boscaiolo. I volumi sono protagonisti: puffer oversize con inserti pelosi, parka monumentali, cappotti in lana effetto pelliccia e maxi cappelli aviator creano silhouette scolpite e protettive.

In contrasto, compaiono linee skinny e aderenti, pantaloni in pelle, completi in maglia che richiamano le tute sportive e jeans stratificati con paillettes. È una tensione continua tra funzione e spettacolo, tra abbigliamento tecnico e partywear, cifra tipica del marchio.

Accessori: quando la tecnica diventa desiderio

Gli accessori rafforzano il concept di protezione e trasformazione. L’eyewear realizzato con Carrera – occhiali vintage che diventano maschere da sci grazie a un sistema magnetico – è uno dei punti più riusciti della collezione. Completano i look colbacchi in pelo, guanti tecnici, cinture utility e stivali ibridi: metà cowboy, metà scarpone da sci.

Sono accessori che non si limitano a completare l’outfit, ma costruiscono identità.

Oltre il genere, oltre le categorie

Uno degli aspetti più interessanti della FW26 è il rifiuto sistematico delle classificazioni tradizionali. Uomo e donna si confondono, formale e sportivo si sovrappongono, lusso e funzionalità convivono nello stesso look. Non c’è una volontà di definire uno stile preciso, ma piuttosto di lasciare spazio a un’espressività libera, anarchica, guidata dal piacere e dall’energia del vestirsi.

Dsquared2 oggi: tra ristrutturazione e rilancio creativo

I designer scelgono di non commentare apertamente il processo di ristrutturazione aziendale in corso, ma la collezione FW26 viene presentata come l’inizio di “una nuova era”. Un ritorno all’essenza del brand, dichiarano, e un’anticipazione di ciò che verrà.

In questo senso, la FW26 funziona come dichiarazione di forza creativa: un modo per riaffermare l’identità Dsquared2 in un momento complesso, puntando su ciò che ha sempre reso il marchio riconoscibile – e divisivo – nel panorama internazionale.

Con la Fall-Winter 2026, Dsquared2 firma una collezione coerente, energica e profondamente identitaria. La montagna diventa un simbolo, lo sport un linguaggio, l’inverno un territorio di sperimentazione estetica. È una moda che non cerca la misura, ma l’impatto; che non teme l’eccesso, ma lo usa come strumento narrativo.

In un sistema moda sempre più omologato, Dsquared2 sceglie di alzare la voce. Anche – e soprattutto – nel grande freddo.

dsquared2-fw26-milano-fashion-week-look
DSQUARED2 FW26 – I LOOK

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Carrello
Torna in alto