Rothko a Firenze

Palazzo Strozzi celebra il maestro dell’arte moderna americana in un dialogo unico con la città rinascimentale

Dal 14 marzo al 26 luglio 2026, Palazzo Strozzi ospita Rothko a Firenze, una delle retrospettive più importanti mai dedicate in Italia al maestro dell’arte moderna americana Mark Rothko (1903-1970). L’esposizione, curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, non è solo una celebrazione del pittore: è un vero e proprio dialogo tra due mondi apparentemente distanti, quello della pittura astratta del XX secolo e la grandiosità del Rinascimento fiorentino.

Il progetto espositivo si snoda tra il cuore di Palazzo Strozzi e due siti emblematici della città: il Museo di San Marco, con i suoi affreschi di Beato Angelico, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettata da Michelangelo. L’arte di Rothko, con i suoi campi di colore sospesi e vibranti, entra così in relazione con la storia visiva di Firenze, creando una tensione poetica tra la misura classica e la libertà espressiva contemporanea.

Un viaggio che inizia negli anni Cinquanta

L’incontro tra Rothko e l’arte italiana risale al 1950, durante un viaggio in Italia compiuto con la moglie Mell. Fu un’esperienza decisiva: davanti alla bellezza dei dipinti e delle architetture fiorentine, Rothko cominciò a sviluppare quella sensibilità per la luce, il ritmo e lo spazio che diventerà il cuore della sua pittura.

In Italia, osservando le proporzioni delle pale d’altare e l’armonia delle composizioni rinascimentali, Rothko comprese come il colore potesse diventare protagonista assoluto, capace di generare emozioni intense e profonde senza l’ausilio della figura o del racconto narrativo. Firenze, quindi, non fu una semplice tappa del viaggio, ma una vera e propria palestra estetica, un luogo dove la sua pittura avrebbe trovato il terreno ideale per evolvere.

La mostra: un percorso immersivo

A Palazzo Strozzi il percorso espositivo ripercorre l’intera carriera dell’artista, dagli anni Trenta fino al 1970, con oltre 70 opere provenienti da musei internazionali e collezioni private. Tra questi figurano il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum di New York, la Tate di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington.

L’esposizione comprende dipinti di grande formato e lavori mai esposti in Italia. Ogni opera è un’esperienza sensoriale: le campiture di colore, apparentemente semplici, creano un effetto di profondità e vibrazione, coinvolgendo chi osserva in un dialogo intimo con lo spazio. Entrare in una sala di Rothko significa “respirare” la luce e percepire il colore come materia vivente, capace di modificare la percezione del corpo e dello spazio circostante.

Firenze come cornice e interlocutrice

L’esposizione non si limita a Palazzo Strozzi. Due sezioni satellite coinvolgono luoghi storici della città, ampliando il dialogo tra Rothko e Firenze.

Al Museo di San Marco, le opere dell’artista entrano in relazione con gli affreschi di Beato Angelico. Nasce così un contrasto affascinante tra la spiritualità del Rinascimento e la trascendenza dei campi di colore astratto.

Al Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, le tele dialogano con la maestosità architettonica di Michelangelo. Qui, il senso di profondità e misura richiama la ricerca di equilibrio che caratterizza tutta l’opera di Rothko.

In questo modo, Firenze diventa molto più di una cornice. La città si trasforma in interlocutrice attiva della mostra, amplificando la forza emotiva dei dipinti e offrendo nuove prospettive sulla percezione dello spazio e della luce.

Un’esperienza emotiva e intellettuale

Rothko non ha mai concepito i suoi dipinti come oggetti decorativi. Ogni tela è uno spazio di meditazione, una porta verso la contemplazione del colore e delle emozioni. A Firenze, la mostra offre un’esperienza unica, in cui le superfici cromatiche dell’artista dialogano con la grande architettura rinascimentale.

Ogni visitatore è chiamato a instaurare un rapporto personale con le opere. Il colore diventa uno strumento di introspezione e di connessione emotiva. La leggerezza dei campi cromatici, unita alla profondità dei contrasti, crea un ritmo visivo capace di trascendere la bidimensionalità della tela. La visita si trasforma così in un’esperienza totale, immersiva e indimenticabile.

Promozione e sostenitori

L’iniziativa è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei della Toscana – Museo di San Marco e la Biblioteca Medicea Laurenziana.

Tra i sostenitori pubblici figurano Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana e Camera di Commercio di Firenze; tra i partner privati Fondazione CR Firenze, Intesa Sanpaolo, Fondazione Hillary Merkus Recordati e il Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi.

Info utili

Dove:
Palazzo Strozzi, Firenze
Sezioni satellite: Museo di San Marco e Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana

Date:
Dal 14 marzo al 26 luglio 2026

Orari di apertura:

  • Lunedì – domenica: 10:00 – 20:00
  • Giovedì: 10:00 – 23:00 (orario serale speciale)

Biglietti:

  • Intero: € 15
  • Ridotto (under 26, over 65, studenti universitari): € 10
  • Gratuito: bambini sotto i 12 anni, persone con disabilità e un accompagnatore

Acquisto biglietti:
Online sul sito www.palazzostrozzi.org o in biglietteria

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